Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Emydidae
Sottofamiglia Emydinae
Genere Trachemys
Specie T. scripta
Sottospecie
T. s. callirostris
T. s. cataspila
T. s. chichiririche
T. s. elegans
T. s. emolli
T. s. hartwegi
T. s. hiltoni
T. s. grayi
T. s. nebulosa
T. s. ornata
T. s. scripta
T. s. taylori
T. s. troostii
T. s. venutsta
T. s. yaquia
Trachemys scripta, con le sue 15 sottospecie, è la tartaruga che
presenta la maggiore variabilità. T. s. elegans è la comunissima
tartaruga dalle orecchie rosse, la tartaruga d’acqua dolce più comune e
diffusa, specialmente prima che ne fosse vietata l’importazione.
Altre sottospecie importate comprendono T. s.
scripta e T. s. troostii. La maggior parte delle sottospecie
non sono mai state importate.
Origine e habitat naturale
Ha un areale di distribuzione molto vasto, che va
dall’America settentrionale fino alla parte settentrionale dell’America
meridionale. E’ stata introdotta e si è stabilita in molti paesi in
tutto il mondo. Occupa la maggior parte degli ambienti d’acqua dolce, ma
preferisce acque tranquille con abbondanza di vegetazione e rive
soleggiate; ama esporsi al sole.
Trachemys scripta è onnivora e in natura si nutre
di pesci, rane, girini, vermi, molluschi, insetti, larve, animali morti
e piante acquatiche. Gli individui giovani sono prevalentemente
carnivori, infatti occupano le acque più basse, dove abbondano gli
insetti. Man mano crescono si spostano verso acque più profonde, dove è
meno facile trovare prede animali, e scelgono una dieta prevalentemente
vegetariana.
Descrizione
Secondo la sottospecie, le dimensioni variano da 20 a
60 cm. Le dimensioni di T. s. elegans sono di 13 cm per i maschi
e 28 per le femmine. T. s. scripta arriva a 27 cm e T. s.
troostii a soli 21 cm. Il carapace, ovale, presenta una lieve carena
mediana. Il colore del carapace va da olivastro a marrone con dei
disegni gialli variabili. Il piastrone è giallo e secondo le sottospecie
può mostrare dei disegni scuri di estensione variabile. Il colore della
pelle varia da verde a marrone olivastro con strisce gialle.
T. s. elegans presenta una caratteristica macchia
rossa dietro l’occhio; in T. s. scripta vi è una larga macchia
gialla, che invece è stretta in T. s. troostii.



Dimorfismo sessuale
Nei soggetti adulti il riconoscimento del sesso non
presenta difficoltà. I maschi raggiungono una taglia inferiore rispetto
alle femmine; hanno la coda più lunga con la cloaca posta più
distalmente e hanno le unghie degli arti anteriori molto lunghe. I
maschi con l’avanzare dell’età tendono a diventare melanistici (di
colore nero).

Mantenimento in cattività
I giovani vanno allevati in acquari forniti di una
parte emersa riscaldata; la profondità dell’acqua deve essere di 10-15
cm per i neonati (che sono ottimi nuotatori) e aumentare
proporzionalmente man mano la tartaruga cresce, fino a 60 cm per gli
adulti.
Uno dei fattori fondamentali per la prevenzione delle
malattie è la qualità dell’acqua, che deve essere mantenuta più pulita
possibile con l’utilizzo di un buon sistema di filtraggio. Per mantenere
l’acqua più pulita è utile alimentare i soggetti in una bacinella a
parte, e rimetterli nell’acquario un’ora circa dopo il pasto. Questo è
abbastanza pratico da realizzare con gli adulti, che richiedono di
essere alimentati due o tre volte la settimana. La zona asciutta deve
essere riscaldata con una lampada che crei un punto caldo di 32°C, e
accanto va posta una lampada UVB.
La temperatura dell'acqua deve essere di 24-26°C di
giorno, con una riduzione di circa 5°C di notte. Ciò si ottiene con dei
riscaldatori collegati a un termostato, facendo attenzione che le
tartarughe, specialmente quelle più grosse, non li danneggino. E'
sconsigliabile porre il terrario di fronte a una finestra perché con il
sole si surriscalderebbe facilmente.
Non si deve utilizzare come materiale per il fondo
sabbia, ghiaia o altro materiale costituito da particelle che possano
essere ingoiate, perché causano facilmente costipazione intestinale.
Durante le giornate calde e soleggiate è un'ottima
pratica permettere alle tartarughe di esporsi alla luce solare diretta.
Si deve prestare la massima cura ad evitare problemi di
surriscaldamento, soprattutto per gli esemplari più piccoli, fornendo la
possibilità di ripararsi all'ombra.
La sistemazione ideale consiste nell’allestimento di
un laghetto all’aperto, posto in una zona soleggiata, con la possibilità
di uscire dall’acqua ed esporsi al sole. In queste condizioni gli
esemplari adulti possono stare tutto l’inverno all’aperto, andando il
letargo sul fondo (nelle zone montane vanno invece ricoverate in un
locale non riscaldato durante l’inverno).

Alimentazione
Le tartarughe piccole devono essere alimentate tutti
i giorni; man mano che crescono la frequenza dei pasti va diminuita,
fino ad arrivare a 2-3 volte alla settimana negli individui adulti. In
cattività si deve offrire una varietà più ampia possibile di alimenti:
pesciolini; lombrichi; lumache e molluschi; tubifex; pellet per cani di
tipo magro; pellet commerciale per trote; insalata; carote grattugiate e
foglie di carota, fagiolini, tarassaco, trifoglio; piccole quantità di
frutta e altri alimenti adatti alla dieta delle tartarughe erbivore. Va
in ogni caso evitata l’alimentazione con un solo tipo di cibo,
soprattutto con l’uso esclusivo di gamberetti secchi.
Legislazione
T. scripta non è in CITES pertanto è di libera
vendita, con l’eccezione della sottospecie T. s. elegans, che dal
18/12/00 è inserita nell’allegato B del Regolamento CE 338/97
(modificato poi con il Regolamento CE 2724/2000) e dal 24/10/01 ne è
vietata l’importazione, ibridi compresi. Questo regolamento è stato
emanato a protezione di Emys orbicularis, la tartaruga palustre
europea, tuttavia T. s. elegans è di libera detenzione e possono
regolarmente essere venduti gli esemplari nati nella Comunità Europea
(purchè muniti del verbale di denuncia di nascita). Le nascite devono
inoltre essere riportate in un apposito registro (DM 22/2/01).
(C) Testo e foto Marta Avanzi