Il topo (Mus musculus) è un piccolo roditore allevato da secoli
come animale da compagnia. E’ di piccole dimensioni, del peso di 20-40
g, timido ma ben addomesticabile, facile da allevare e di modeste
richieste. La vita media è di 2-3 anni. Ne sono state selezionate
moltissime varietà di colori e di tipo di pelo.
A causa della taglia minuta e della loro delicatezza, i topi non sono
adatti ad essere maneggiati dai bambini piccoli, per i quali sono più
indicati come animali dei quali osservare l’attività nella loro gabbia.
Come tutti i roditori, i topi possiedono denti incisivi a crescita
continua, mantenuti di lunghezza costante dal consumo.
La differenziazione dei sessi è facile, perché nel maschio la distanza
ano-genitale (tra l’ano e gli organi genitali esterni) è maggiore. Nella
femmina le mammelle sono già visibili a 9 giorni di vita. Mentre la
femmina non emana quasi nessun odore, il maschio ha un caratteristico
odore pungente, muschiato, causato dall’urina con cui marca il
territorio, che si elimina solo con la sterilizzazione. L’olfatto è ben
sviluppato, la vista al contrario è molto scarsa. In condizioni naturali
i topi sono prevalentemente notturni, ma quando sono allevati come
animali da compagnia hanno dei periodi di attività frequenti anche di
giorno.
Alloggio
I topi sono animali sociali; in condizioni naturali
vivono in piccoli gruppi con un maschio dominante. Volendo allevarli
come animali da compagnia è preferibile tenere insieme almeno due
individui, che giocano, si fanno compagnia e si puliscono a vicenda. Un
topo alloggiato da solo è un animale triste ed è più probabile che
diventi aggressivo. Più maschi possono andare d’accordo se messi insieme
da piccoli, ma se sono messi insieme da adulti possono lottare e
ferirsi. Le femmine raramente lottano, salvo che per difendere i
piccoli. E’ possibile tenere insieme più maschi, se sono della stessa
cucciolata e non sono mai stati separati (una separazione di anche solo
poche ore porta a lotte), purché vi sia spazio a sufficienza. Se si
tengono insieme animali di sesso opposto vi sono poi problemi di
sovrappopolazione, perché questi roditori sono molto prolifici e
precoci. Volendo, è possibile sterilizzare i maschi, in modo da ridurre
i problemi di aggressività e prevenire le gravidanze.
Il contenitore in cui alloggiare i topi deve essere più spazioso
possibile e assolutamente a prova di fuga. Si possono utilizzare vasche
di vetro con un coperchio grigliato, per assicurare una buona aerazione,
oppure gabbie a pareti di lisce, di plastica o plexiglas. Il legno è un
materiale inadatto, perché si impregna di urina e non è facilmente
lavabile e disinfettabile. Le comuni gabbie da criceti, con le sbarre,
non sono adatte perché questi piccoli roditori potrebbero passarvi
attraverso e fuggire. Le gabbie di rete devono avere le sbarre molto
ravvicinate, viste le ridotte dimensioni di questi roditori, che sono
abilissimi nel fuggire attraverso spazi angusti.
La gabbia deve essere fornita di giochi quali una ruota
(indispensabile), dei tubi di plastica o cartone, dei rami per
rosicchiare e su cui arrampicarsi (fissati saldamente), scatoline con
delle aperture, casette di vario tipo. Il materiale del fondo può essere
costituito da segatura, trucioli, pellet di carta riciclata o di
segatura. Per il nido si può utilizzare carta da cucina o carta
igienica.
L’igiene della gabbia va curata con molta attenzione. Il materiale del
fondo va completamente sostituito almeno una volta alla settimana,
perché l’ammoniaca presente nell’urina irrita le vie respiratorie e
predispone alle infezioni respiratorie. L’urina dei maschi ha un odore
più intenso e quindi la pulizia della loro gabbia va effettuata più di
frequente. Il cibo fresco (frutta e verdura) va sostituito ogni giorno.
Il contenitore dell’acqua va cambiato tutti i giorni e disinfettato con
cura almeno una volta alla settimana.
Riproduzione
I topi raggiungono la maturità sessuale in media a 50
giorni di vita, ma nelle femmine può verificarsi anche a 28 giorni. Il
ciclo estrale è di 4-5 giorni, e il calore dura approssimativamente 12
ore. La femmina ha un calore subito dopo il parto, ma non ha calori
durante l’allattamento.
In condizioni d’allevamento, è possibile tenere un maschio e una femmina
sempre insieme, oppure lasciare un maschio con 2-6 femmine. In
quest’ultimo caso è anche possibile separare la femmina e alloggiarla da
sola prima del parto. Il maschio comunque non deve necessariamente
essere separato dalla compagna perché non è aggressivo con i piccoli,
anzi aiuta a prendersene cura. Nel caso dei topi tenuti come animali da
compagnia, è comunque preferibile separare la femmina e lasciarla dal
sola con i piccoli per un mese, altrimenti le gravidanze troppo
ravvicinate possono indebolirla: se si lasciano insieme i genitori, si
avranno sicuramente due gravidanze consecutive. Quando i piccoli della
seconda cucciolata hanno un mese, si possono separare i maschi,
lasciandoli con il padre, e tenere la madre con le figlie.
Un fatto dell’attività riproduttiva dei topi da tener ben presente per
evitare incidenti è che il maschio uccide i piccoli che non sono figli
suoi, o per meglio dire, che non ritiene figli suoi. Infatti, se un
maschio è rimasto con una femmina gravida per almeno due settimane,
accetta i piccoli nati come se fosse lui il vero padre. Se invece verso
la fine della gravidanza viene separato dalla femmina con cui si è
accoppiato, anche solo per un breve periodo, può attaccare e uccidere i
piccoli, anche se in realtà ne è il padre.
La durata della gravidanza è di 19-21 giorni nella femmina che non
allatta, ma nella femmina che sta allattando si verifica un ritardo
nell’impianto degli ovuli che va dai 3 ai 10 giorni, il che estende la
durata della gravidanza stessa. Prima del parto la femmina prepara un
nido. Nel caso siano presenti più femmine, queste si prendono cura
insieme dei piccoli, che possono essere allattati a turno da tutte le
madri. Nei topi il cannibalismo dei piccoli è un fenomeno raro, ma è
opportuno evitare di disturbare la madre per almeno i due giorni
successivi al parto. Il numero medio di piccoli è di 10-12 per parto, ma
al primo parto il numero dei piccoli è inferiore. I piccoli alla nascita
sono molto immaturi, nudi e con occhi e orecchie chiusi, con un peso che
va da 0,5 a 2 grammi. I topolini aprono gli occhi a 10 giorni, e
iniziano a mangiare cibo solido a due settimane. Lo svezzamento avviene
a circa 21 giorni, quando il peso degli animali è di 10-12 grammi. A
partire dai 10 giorni d’età i piccoli dovrebbero essere maneggiati
regolarmente, per mantenerli docili e abituarli al contatto umano.

Alimentazione
I topi sono onnivori e possono nutrirsi di qualunque
cosa. L’alimentazione ideale consiste nello specifico pellet per
roditori, con un contenuto di proteine del 20-24%, di fibra del 18% e di
grassi non superiore al 4%. Le classiche miscele di semi sono invece
carenti e sbilanciate; inoltre, se lasciate a disposizione a volontà,
portano facilmente all’obesità e abbreviano l’aspettativa di vita del
roditore.
Se non si reperisce il pellet si può fornire un’alimentazione casalinga
basata su riso integrale cotto, fiocchi d’avena al naturale, una piccola
parte di semi di piccole dimensioni (come miglio e panico), pane secco
integrale, verdure fresche come carote e broccoli o cotte come fagioli e
piselli, frutta. I piccoli in crescita e le femmine in lattazione e
gravidanza devono ricevere una porzione aggiuntiva di proteine: carne
cotta, crocchette per cani, larve di insetti. In caso di obesità si
devono eliminare i semi ed evitare altri alimenti grassi, aumentando la
quota di vegetali. Si deve lasciare a disposizione ogni giorno la
quantità di cibo che viene completamente consumata; i resti del cibo
fresco (frutta e verdura) vanno eliminati ogni giorno.
L’acqua va sempre lasciata a disposizione, preferibilmente con un
beverino a goccia.
Alimenti controindicati
-
Miscele di semi (troppo grassi e carenti di
proteine) come alimento unico o principale
-
Semi di girasole (i più grassi e carenti)
-
Frutta secca
-
Cibi zuccherati (dolci, biscotti, cioccolata,
creme, dolciumi in generale)
-
Cibi ricchi di grassi (fritti, panna, burro,
merendine)
-
Insaccati
-
Vegetali avariati, o non adatti al consumo umano
-
Cipolle, parti verdi e le foglie di patata,
pomodoro e melanzana, fagioli crudi
-
Il latte e gli alimenti contenti latte
-
I cosiddetti "snack per roditori", come
caramelline, bastoncini di semi e melassa, ecc.
Come si maneggia
Per afferrare un topo, se è abituato al contatto
umano lo si può raccogliere con le mani a coppa; alcuni soggetti salgono
spontaneamente sulla mano, quando gliela si offre. Un altro sistema
consiste nell’afferrarlo per la base della coda, sollevandolo
leggermente, e facendo scivolare l’altra mano al di sotto del roditore.
Continuando a mantenere la presa alla base della coda, si evita che
l’animale scappi o salti al di sotto.

Cure
I topi non devono essere vaccinati, ma è bene far
fare una visita subito dopo l’acquisto e delle visite di controllo
periodiche 2-3 volte l’anno. Ovviamente, il topo va fatto visitare
subito se presenta segni di malessere come ad esempio anoressia, respiro
difficoltoso, abbattimento.
© Testo e foto Marta Avanzi