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Il pappagallo
cenerino
Marta Avanzi,
Med Vet
Classificazione
Classe: Aves
Ordine:
Psittaciformes
Famiglia:
Psittacidae
Tribù:
Psittacini
Genere:
Psittacus
Specie: P.
erithacus
Sottospecie:
P. erithacus erithacus
P. erithacus
timneh
Il cenerino
origina dalle foreste pluviali dell’Africa centrale e occidentale.
Si nutre di frutta, semi, noci di palma, foglie delle piante. È la
sola specie del genere Psittacus; presenta due sottospecie.
Descrizione
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La
sottospecie P. erithacus erithacus ha dimensioni
maggiori tra le due (33 cm), ha una colorazione grigia di
tonalità più chiara, le penne della coda rosse e il becco
completamente nero. I giovani fino ad un anno di età
presentano le iridi di colore scuro, che poi diventano
giallo chiaro, e fino a 18 mesi di età presentano la punta
della coda di un rosso più scuro. |
La
sottospecie P. erithacus timneh è di dimensioni
leggermente inferiori, ha un colore grigio più scuro, la
coda marrone e un’area di colore chiaro sulla parte
superiore del becco. |
Entrambe le
sottospecie presentano sulla faccia, intorno agli occhi, un’area di
pelle nuda di colore grigio chiaro.
Sono state
sviluppate diverse mutazioni di colore, tra cui la presenza di una
banda rossa sull’addome, la colorazione completamente rossa, la coda
bianca, albini, gialli. Non si deve confondere la comparsa di penne
rosse causate da problemi di salute (follicoliti, danni epatici,
malnutrizione, una malattia virale - PBFD) con una mutazione di
colore, come inducono a credere alcuni allevatori o venditori senza
scrupoli.
Longevità
Il cenerino è
un pappagallo longevo e, se ben accudito, può arrivare a 65 anni di
età.
Distinzione
dei sessi
I soggetti
adulti presentano lievi differenze morfologiche. Il maschio ha la
testa leggermente più grossa e piatta, ed è di 2-3 cm più grande
della femmina. Nel maschio l’iride è più rotonda, nella femmina più
ellittica. Nella sottospecie P. e. erithacus nel maschio ci
sono alcune penne rosse intorno alla cloaca e le ali sono più scure.
Poiché queste differenze possono essere molto lievi o incostanti, il
metodo più sicuro per stabilire il sesso è tramite l’esame del DNA,
che si può eseguire su alcune penne del pappagallo. Se si desidera
tenere un cenerino singolo come animale da compagnia, la
determinazione del sesso non è essenziale.
Il cenerino
come pet
Il cenerino è
probabilmente la specie di pappagallo più intelligente, e tra le
specie animali in assoluto più intelligenti; questa sua intelligenza
eccezionale, paragonabile a quella di un bambino di 2-3 anni, è
oggetto di studi numerosi e approfonditi. Si sa che è in grado di
associare alle parole che ripete il loro significato e che sa
esprimere intere frasi nel giusto contesto di una conversazione, se
adeguatamente istruito.
La sua notevole
abilità nel ripetere le parole (anche se molto variabile da
individuo a individuo) e la capacità di affezionarsi alle persone ne
fanno una delle specie di pappagallo più ricercata. I soggetti
allevati a mano sono eccezionalmente docili. Tuttavia, proprio per
la sua intelligenza, è un animale molto esigente dal punto di vista
delle attenzioni e del tempo che gli si può dedicare, e uno dei
pappagalli più soggetti a sviluppare problemi comportamentali, come
lo strappamento delle penne (sindrome da autodeplumazione).
Il cenerino
deve poter interagire con il proprietario in modo regolare e poter
passare tutti i giorni del tempo fuori dalla gabbia. Non è quindi un
pappagallo da acquistare con leggerezza, dal momento che non tutti
possono occuparsene in modo tanto assiduo; inoltre non è molto
adatto a chi non ha alcuna esperienza nella gestione pappagalli.
Il cenerino è
in Appendice II del CITES, per cui il prelievo in natura è
(teoricamente) strettamente regolamentato. Poiché l’Europa dal 2007
ha proibito l’importazione di uccelli di cattura, tutti i cenerini
che si trovano in commercio sono di allevamento. I soggetti di
cattura presentavano grossi problemi di adattamento ed erano in
genere molto paurosi. I soggetti allevati in cattività al contrario
sono molto docili e affettuosi con il proprietario. Dopo la maturità
sessuale, il cenerino tende a legarsi in modo esclusivo a una
persona e può essere aggressivo con gli altri membri della famiglia,
cosa che può rappresentare un grosso problema di gestione.
Gestione
I cenerini non
presentano particolari difficoltà di gestione, ma richiedono molte
attenzioni e tanto tempo da passare interagendo con loro
(carezzarli, parlare, giocare). Per la loro intelligenza, si
annoiano facilmente andando incontro a problemi comportamentali
anche gravi.
I cenerini
devono restare confinati dentro la gabbia per meno tempo possibile.
Sono preferibili le gabbie che si possono aprire in alto e che hanno
un posatoio nella parte più alta, in modo che l’animale interagisca
meglio con l’ambiente. La gabbia deve essere più spaziosa possibile,
per permettere al pappagallo di muoversi, fare esercizio, contenere
diversi posatoi, molti giocattoli sicuri, vari oggetti da esplorare
e distruggere con il becco.
I posatoi
devono essere in legno naturale, preferibilmente dei rami di
diametro variabile, in modo che le zampe possano fare ginnastica. Il
diametro deve essere tale da permettere alle dita di circondare il
ramo senza che si tocchino.
Il fondo della
gabbia può essere ricoperto con fogli di giornale, materiale
economico e facile da sostituire. Il cambio deve essere effettuato
tutti i giorni. L’igiene della gabbia, dei posatoi e dei recipienti
di cibo e acqua è essenziale per la salute dei pappagalli.
La collocazione
della gabbia è un fattore importante. I cenerini sono
particolarmente esigenti per quanto riguarda il contatto umano e la
compagnia, pertanto la sistemazione ideale è in una stanza in cui vi
sia la presenza di persone per buona parte del tempo, ad esclusione
della cucina perché è un ambiente che può essere pericoloso per gli
uccelli in gabbia (per le emissioni delle pentole antiaderenti di
teflon, o i vapori dei prodotti per la pulizia del forno, ad
esempio). La notte l’ambiente deve essere silenzioso e buio, per
consentire ai pappagalli di dormire indisturbati. 10 ore di sonno
continuo ogni giorno sono indispensabili per il benessere dei
cenerini.
La gabbia deve
essere al riparo da correnti d’aria e dalla luce diretta del sole,
che può provocare un colpo di calore, e non raggiungibile da
potenziali predatori o animali che possono spaventare il cenerino,
come cani e gatti.
Igiene
Una buona
igiene è fondamentale per la salute dei pappagalli tenuti in
cattività. Si deve ricordare che l’uso di disinfettanti è inutile in
presenza di residui organici (deiezioni o resti di cibo) che
proteggono i microbi dalla loro azione. Pertanto, il modo più
efficace di ottenere una buona igiene è l’uso di acqua calda, sapone
e spugna per rimuovere tutti i residui strofinando con vigore,
seguito poi dall’applicazione del disinfettante e quindi da un
risciacquo abbondante.
I fogli del
fondo vanno sostituiti tutti i giorni, operazione molto rapida e
semplice. I contenitori di cibo e acqua vanno svuotati e lavati con
cura tutti i giorni; una volta alla settimana vanno disinfettati. La
gabbia intera almeno una volta al mese va svuotata di tutti gli
accessori, lavata e disinfettata. Anche i posatoi vanno tenuti
sempre ben puliti e disinfettati regolarmente. Come disinfettanti si
possono usare varechina diluita o lisoformio.
In libertà
I cenerini
hanno bisogno di passare alcune ore fuori dalla gabbia ogni giorno;
tuttavia, quando sono lasciati liberi, possono andare incontro a
molti pericoli, per la loro natura curiosa e l’abitudine a esplorare
gli oggetti con il becco, pertanto è opportuno preparare con
attenzione una stanza e non perderli di vista mentre stanno fuori
dalla gabbia. Le finestre devono essere chiuse, con i vetri coperti
(ad esempio con una tenda) per evitare che l’uccello vi vada a
sbattere contro. In alternativa, se ci sono zanzariere si possono
abbassare. Anche le porte vanno tenute chiuse. I vari pericoli a cui
può andare incontro un pappagallo libero nella stanza sono:
-
annegamento
(bacinelle o pentole piene d’acqua)
-
ustioni
(caminetti, stufe, fornelli, candele o piastre elettriche
accesi)
-
folgorazione (fili elettrici)
-
avvelenamento (sigarette, farmaci, cioccolata, prodotti per la
casa, piccoli oggetti di zinco o piombo)
Il taglio delle
penne delle ali può servire a limitare l’estensione del volo, ma non
va inteso come un modo per impedire al pappagallo di volare. Il
taglio delle penne può avere effetti molto dannosi se mal eseguito,
sia dal punto di vista dell’incolumità (l’uccello può cadere o
sbattere e fratturarsi) che dal punto di vista psicologico (renderlo
insicuro). La limitazione del volo va effettuata solo quando il
giovane pappagallo ha già imparato a volare correttamente, cosa che
lo rende sicuro e fiducioso delle sue capacità. Se gli si tagliano
subito le ali, prima che abbia imparato a volare, non imparerà più a
farlo correttamente. Il taglio va eseguito in modo graduale, poche
penne per volta, in modo che l’uccello impari ad adattarsi alla
nuova condizione. Il risultato finale deve essere una limitazione
della capacità di volo, mantenendo intatta la capacità di atterrare
correttamente. È importante che le prime volte l’operazione sia
eseguita con la guida di un veterinario esperto in medicina aviare.
Il taglio delle
penne va ripetuto regolarmente dopo ciascuna muta, quando le penne
tagliate cadono e vengono rimpiazzate da nuove penne. Occorre fare
molta attenzione a non tagliare le penne prima che abbiano
completamente terminato la crescita, perché mentre stanno spuntando
possiedono nel calamo dei vasi sanguigni che possono sanguinare
profusamente.
Alimentazione
Sorprendentemente, i cenerini possono sopravvivere anche per 15 anni
con diete totalmente inadeguate quali le miscele di semi o
addirittura con soli semi di girasole, prima di soccombere alle
gravi carenze nutrizionali, mentre con un’alimentazione appropriata
possono superare i 50 anni di vita.
L’alimentazione
ideale è basata sulla somministrazione di pellet di buona qualità
(senza conservanti, coloranti o aromi artificiali, preferibilmente
biologico), verdure (cotte e crude) e frutta (anche queste se
possibile biologiche). I semi vanno somministrati in quantità
ridottissima o eliminati del tutto, e non devono comprendere
girasole. Altri alimenti consentiti sono pane o pasta integrali,
legumi e cereali cotti, piccole quantità di yogurt o fiocchi di
latte e uova sode con il guscio. Poiché i cenerini sono predisposti
a problemi di carenza di calcio, gli alimenti ricchi di calcio sono
particolarmente indicati. L’esposizione regolare alla luce solare
diretta (non filtrata dai vetri) permette di sintetizzare la
vitamina D, che ha la funzione di far assimilare il calcio
dell’alimento.
Alimenti
proibiti sono quelli ricchi di grassi e salati, la cioccolata e
l’avocado.

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