Classificazione
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Famiglia Iguanidae
Genere Iguana
Specie I. iguana
Contrariamente a quanto si crede, le iguane sono
rettili molto difficili da gestire adeguatamente e molto impegnativi, e
possono presentare grossi problemi di comportamento. Richiedono una
conoscenza approfondita delle richieste di gestione e alimentazione,
hanno bisogno di ampi spazi (le iguane adulte possono raggiungere quasi
due metri di lunghezza) e di tempo per accudirle. Prima di acquistarle è
bene quindi riflettere con attenzione sulla possibilità di tenerle in
modo adeguato e sul tempo che si può dedicare loro, e studiare in modo
approfondito come vanno gestite.
Comportamento in natura
L’iguana verde è originaria delle foreste pluviali
del centro e sud America, caratterizzate da un clima stabilmente caldo e
molto umido. Questo rettile passa la maggior parte del tempo arrampicato
sugli alberi e viene quindi definito arboricolo. Preferisce stazionare
nei pressi dei corsi d’acqua, perché quando si sente minacciato da un
predatore si lancia dagli alberi nell’acqua; è un ottimo nuotatore e si
serve della lunga e robusta coda per avanzare nell’acqua.
Come tutti i rettili, le iguane sono animali
cosiddetti ectotermici (termine scientifico che ha sostituito il poco
corretto "a sangue freddo"): al contrario dei mammiferi non sono in
grado di generare calore corporeo con il metabolismo, ma hanno bisogno
di una fonte esterna di calore per mantenere in funzione l’organismo.
Per questo motivo le iguane passano molte ore al sole a riscaldarsi. In
particolare, si espongono al sole al mattino al risveglio per innalzare
la loro temperatura corporea, restando immobili su un ramo o un tronco;
dopo poche ore, quando si sono riscaldate a sufficienza, mangiano
nutrendosi di vegetazione, fiori e frutti. Terminato il pasto restano
nuovamente immobili al sole, perché hanno bisogno del suo calore per
compiere la digestione.
I soggetti adulti durante la stagione riproduttiva
sono impegnati nella ricerca del partner, nel tenere lontano eventuali
avversari e nel costruire il nido, ma a parte queste attività le iguane
passano la maggior parte del tempo in riposo. Le iguane sono ovipare (si
riproducono per mezzo di uova).
Longevità e cause di mortalità
In cattività, l’iguana verde se accudita in modo
appropriato può arrivare a vivere 20 anni. La stragrande maggioranza
delle giovani iguane di importazione muore entro il primo anno di vita,
e quelle che sopravvivono in gran parte soccombono dopo pochi anni a
causa degli errori di gestione. I principali errori consistono
nell’alimentazione sbagliata (le iguane sono esclusivamente vegetariane
e offrire loro un’alimentazione completa e bilanciata non è facile) e
nel fornire temperatura e umidità insufficienti. L’organismo
dell’iguana, inoltre, può essere indebolito dallo stress cronico di
trovarsi rinchiuso in un minuscolo contenitore (il terrario) quando in
natura ha a sua disposizione una foresta.
Distinzione dei sessi
È possibile differenziare maschi e femmine solo
quando hanno raggiunto un sufficiente sviluppo corporeo. Le prime
differenze iniziano a notarsi da un anno di età, se allevate
correttamente; è impossibile stabilire il sesso delle giovani iguane. La
differenziazione delle diverse strutture è su base ormonale, pertanto i
maschi sottomessi che vivono con un maschio dominante (il "maschio
alfa") tendono a non sviluppare caratteri sessuali secondari e sembrano
femmine. Si tratta di un meccanismo difensivo per proteggersi dalle
aggressioni del soggetto dominante.
Gli adulti si differenziano per diversi elementi:
Pori femorali. Sono strutture ghiandolari disposte in fila sulla
faccia inferiore delle cosce, che diventano più grandi ed evidenti nei
maschi.
Emipeni. Intorno ad un anno e mezzo di età gli emipeni, posti alla
base della coda, cominciano a svilupparsi e possono essere palpati come
una lieve procidenza sotto la pelle facendo scorrere un dito nel punto
della coda che corrisponde alla loro sede.
Giogaia e cresta. Sono più sviluppate nei maschi, in genere, anche
se vi possono essere femmine con una cresta molto pronunciata.
Mandibole. Nei maschi di oltre tre anni l’angolo della mandibola può
essere particolarmente sviluppato.
Taglia. I maschi raggiungono una taglia definitiva leggermente
maggiore delle femmine, ma lo sviluppo fisico è un fatto abbastanza
soggettivo e dipende in gran parte da com’è allevato il rettile.

Quante iguane?
Le iguane in natura formano dei gruppi, ma sono anche
territoriali e tendono a combattere per stabilire una posizione
dominante. Nell’ambiente ristretto del terrario, privo di vie di fuga,
solitamente una delle due iguane finisce per dominare l’altra
stressandola, limitandone l’accesso alla fonte di calore e di raggi UVB,
all’acqua e al cibo. Possono anche verificarsi lotte e di conseguenza
ferite causate da morsi e graffi, che possono poi infettarsi.
Considerando quanto sono animali impegnativi e di difficile gestione, è
preferibile comprarne una sola.
Il terrario e gli accessori
Le dimensioni delle iguane in pochi anni vanno da
circa 20 cm di lunghezza totale alla nascita a circa due metri al
completo sviluppo: quando si compra una giovane iguana va già tenuta
presente la necessità di cambiare la sistemazione, per adattarla al
rapido tasso di crescita. La sistemazione iniziale della giovane iguana
è in genere un terrario di vetro, relativamente facile da pulire,
resistente agli elevati livelli di umidità che richiede questo animale,
e che consente una buona visualizzazione del suo abitante.
Più grande è il terrario, e quindi maggior spazio ha a disposizione il
rettile, migliori saranno le sue condizioni di vita. Poiché le iguane
sono arboricole (amano arrampicarsi sugli alberi per rimanere in
posizione elevata, dove si sentono al sicuro) il terrario deve essere
sviluppato in senso verticale, oltre che orizzontale. Le dimensioni
ideali sono di 2 metri di larghezza per 2 metri di altezza. Volendo dare
delle indicazioni generali, il terrario dovrebbe essere alto almeno
quanto la lunghezza totale dell’iguana (preferibilmente una volta e
mezzo), ampio 1,5-2 volte la sua lunghezza e profondo 2/3. È evidente
che per un’iguana adulta vi sono seri problemi di spazio e risulta
difficile reperire un terrario di dimensioni adeguate, pertanto può
essere una soluzione più semplice allestire una piccola stanza oppure
creare artigianalmente un ambiente idoneo, utilizzando eventualmente dei
pannelli di plexiglas su un’intelaiatura di metallo.
La ventilazione nel terrario deve essere assicurata dalla presenza di
alcune griglie che permettano un buon ricambio d’aria. Una ventilazione
insufficiente è un importante fattore favorente le infezioni batteriche
e fungine.
Un indispensabile accessorio è rappresentato da un
tronco o una tavola inclinati, che permettano all’iguana di
arrampicarsi. Devono essere fissati saldamente per evitare che cadano,
ferendo il rettile. Le loro dimensioni devono essere leggermente
superiori alla larghezza massima dell’iguana, per sostenerne
adeguatamente il corpo. È anche possibile collocare un ripiano accanto
alle fonti di luce, dove spesso le iguane amano sostare. Volendo
decorare il terrario con delle piante è preferibile utilizzarne di
finte: le piante vere avrebbero vita breve insieme a un’iguana.
Lasciare l’iguana libera di girare per casa per
compensare le ridotte dimensioni del terrario e permetterle di fare
esercizio non è una soluzione accettabile, per diversi motivi. Per prima
cosa, a meno che non si innalzi il riscaldamento a 35°C e si crei
un’umidità del 90°C, l’ambiente risulterà troppo freddo e asciutto,
predisponendo il rettile a problemi di salute. Inoltre, vagando per casa
l’iguana è soggetta a ogni genere di pericolo, in particolare
l’ingestione di corpi estranei (piccoli oggetti trovati in giro) che
possono persino richiedere un intervento chirurgico per la loro
rimozione. Inoltre, i rettili sono portatori di batteri pericolosi per
la salute umana, in particolare le salmonelle, e possono contaminare
l’ambiente domestico.
Le iguane traggono grandissimi benefici
dall’esposizione alla luce solare diretta; pertanto, se il clima è
adeguato, è possibile allestire una gabbia all’aperto, in rete
metallica, in cui lasciare i rettili durante le ore più calde nella
bella stagione. All’interno della gabbia si pone un tronco ben fissato e
un recipiente d’acqua abbastanza grande da permettere al rettile di
immergervisi. Le iguane possono morire rapidamente se esposte a
temperature eccessive, pertanto si deve aver cura che una parte del
recinto resti sempre ombreggiata, anche quando il sole si sposta.
L’umidità può essere mantenuta elevata spruzzando spesso dell’acqua.
Alla sera, o comunque se la temperatura scende, l’iguana andrà rimessa
nel terrario al caldo. È evidente che il recinto deve essere
assolutamente a prova di fuga. I primi tempi è consigliabile restare ad
osservare il rettile, per verificare che non riesca a trovare una
scappatoia imprevista.
Bacinella dell’acqua
Le iguane ricavano la maggior parte dell’acqua di cui
hanno bisogno dalle verdure, ma una fonte di acqua non deve mai mancare.
Poiché nel terrario l’umidità deve essere elevata, e anche per il motivo
che le iguane amano immergersi completamente in acqua con il corpo, si
deve lasciare a disposizione una bacinella abbastanza grande da
contenere il rettile.
Riscaldamento e illuminazione
Poiché l’iguana è un animale ectotermico (o, come si
diceva una volta anche se in modo non scientifico, "a sangue freddo") e
deve ricevere il calore da una fonte esterna per poter vivere, è
necessario che l’ambiente in cui vive sia adeguatamente riscaldato.
Tuttavia non è sufficiente fornire una temperatura adeguata: è
necessario che nel terrario sia presente un gradiente di
temperatura. Ciò significa che la temperatura non deve essere costante
ovunque ma presentare un massimo (ad un’estremità del terrario, subito
sotto la lampada riscaldante) e un minimo, all’estremità opposta. Il
concetto di gradiente, in opposizione a temperatura uniforme, è di
importanza fondamentale per i rettili perché essi devono poter scegliere
momento per momento a che temperatura esporsi. Per le iguane la
temperatura minima del range deve essere di 30°C e quella massima (sotto
la lampada riscaldante, zona detta "punto caldo" o "hot spot") di
36-39°C durante il giorno. Durante la notte non è necessaria la presenza
di un punto caldo e la temperatura può scendere a 23-26°C. Mantenere le
iguane ad una temperatura costante rappresenta una condizione di stress
che indebolisce l’organismo e impedisce a questi rettili di portare il
loro organismo alla temperatura di cui hanno bisogno. Sono egualmente
dannose temperature troppo basse ed eccessivamente alte, quindi è
importante misurare con precisione la temperatura nei vari punti del
terrario utilizzando diversi termometri. Il gradiente deve essere tanto
orizzontale (da un’estremità all’altra del terrario) che verticale
(dall’alto al basso). Poiché le iguane amano restare in posizione
elevata (in natura si arrampicano sugli alberi per prendere il sole) la
lampada riscaldante che crea il punto caldo dovrà essere in posizione
elevata e puntare sull’estremità superiore di un ramo. Le lampade
riscaldanti sono in grado di provocare gravi ustioni, quindi è
necessario che siano collocate a una distanza adeguata, impedendo al
rettile di venirvi a contatto troppo da vicino, ed eventualmente
schermandole con una robusta rete (su cui l’iguana non arrivi ad
arrampicarsi…).
La lampada riscaldante può essere una normale lampada
da tavolo, un faretto (spot), una lampada ad infrarossi per rettili, una
lampada di ceramica che emette calore ma non luce (le ultime due
adeguate anche al riscaldamento notturno perché non disturbano il
sonno). Il wattaggio e la distanza dal punto da riscaldare possono
essere variati per creare la temperatura adeguata a livello del "punto
caldo", ma si deve poi verificare che il resto del terrario non sia a
temperatura troppo bassa o troppo calda. È anche consigliabile
l’utilizzo di termostati, che impediscono al terrario di surriscaldarsi
spegnendo gli apparati di riscaldamento quando la temperatura supera il
massimo consentito.
È possibile che la sola lampada riscaldante del punto
caldo non sia sufficiente a riscaldare in modo adeguato il resto del
terrario, soprattutto se è di grandi dimensioni. In tal caso si possono
aggiungere altre lampade in punti diversi, oppure utilizzare un
materassino riscaldante da porre sotto il pavimento o a fianco di una
parete, ma sempre esternamente al terrario per prevenire problemi di
ustione. È anche possibile riscaldare la stanza in cui si trova il
terrario, soprattutto se è riservata a questo scopo. Questi dispositivi
sono adeguati a fornire un riscaldamento "di base", ma non possono
sostituire la lampada che fornisce il punto caldo.
Da evitare assolutamente sono le cosiddette "rocce
calde", apparati di riscaldamento simili a un pezzo di roccia, naturale
o artificiale, contenenti all’interno una resistenza elettrica e da
collegare alla presa di corrente. Si suppone che il rettile, quando ha
bisogno di riscaldarsi, vi si sdrai sopra. Questi oggetti sono di per sé
molto pericolosi perché causano ustioni con elevata frequenza - sia per
problemi di malfunzionamento, sia perché il contatto prolungato con il
tempo ustiona i tessuti anche se la temperatura prodotta non è di per sé
eccessiva. Il tempo di contatto, infatti, è altrettanto importante della
temperatura assoluta nel provocare ustioni.
Fotoperiodo
Provenendo da climi tropicali, le iguane hanno
bisogno di essere esposte alla luce per circa 14 ore al giorno, e hanno
bisogno di poter riposare nell’ oscurità per le restanti ore del giorno.
È ovvio che durante le ore di buio il terrario va riscaldato con fonti
di calore che non emettono luce, come le lampade di ceramica, o che
emettono luce rossa o blu, che non disturbano il sonno del rettile.
La luce ultravioletta
Vi sono due tipi di radiazioni ultraviolette
importanti nel benessere delle iguane: UVA (lunghezza d’onda 320-400 nm)
e UVB (lunghezza d’onda 290-320 nm).
Raggi UVB
I raggi UVB sono i più importanti, perché la loro
azione a livello cutaneo permette la sintesi vitamina D, senza la quale
le iguane non potrebbero assimilare il calcio e sarebbero quindi
destinate a morire per decalcificazione dello scheletro. Sembra ormai
accertato da numerosi studi scientifici che, al contrario di molti altri
rettili, le iguane non siano in grado di assimilare dal cibo la vitamina
D e che l’unico modo in cui possano procurarsela è tramite la sintesi
indotta nel loro organismo dai raggi UVB.
Esistono due possibili fonti di raggi UVB. La prima è la luce solare
diretta, indubbiamente la fonte migliore e più efficace: esporre le
iguane al sole apporta grandissimi benefici alla loro salute (avendo
cura di evitare problemi di surriscaldamento). Va tenuto ben presente
che il vetro e il plexiglas sono in grado di schermare i raggi UVB,
rendendo inefficace l’azione del sole. Per questo esporre un’iguana al
sole dietro una finestra è del tutto inutile ai fini della sintesi della
vitamina D. Se l’iguana è rinchiusa nel terrario, può anzi andare
incontro a problemi di surriscaldamento e morire in pochi minuti.
In mancanza di sole diretto (evenienza costante durante l’inverno e
nella maggior parte dei casi in cui si possiede un’iguana) l’alternativa
consiste nell’impiego di lampade ad emissione di raggi UVB. Considerata
l’importanza critica sulla salute delle iguane dei raggi UVB occorre
valutare con attenzione il prodotto che si acquista: non di rado
negozianti inesperti scambiano lampade a infrarossi (che producono
calore) per lampade UVB. Le lampade giuste devono riportare
specificatamente sulla confezione la dicitura "UVB". Recentemente sono
state messe in commercio lampadine UVB con l’attacco a bulbo, che
possono essere montate su normali porta-lampadine, molto più pratiche da
installare delle classiche lampade al neon (che richiedono di essere
collegate ad un trasformatore specifico). Alcuni tipi di lampade UVB
producono anche calore, pertanto possono sostituire la lampada
riscaldante. Da notare che le lampade UVB emettono anche una quota di
luce visibile, oltre alle radiazioni ultraviolette invisibili alla
vista.
Vi sono alcuni punti importanti da tener presente
nell’impiego delle lampade UVB.
- La lampada UVB e la lampada riscaldante devono
essere collocate vicine, per fornire contemporaneamente luce
ultravioletta e calore, come avviene in natura quando l’iguana si espone
al sole. In caso contrario si può avere un’alterazione del comportamento
di termoregolazione e quindi problemi di salute.
- Le lampade UVB vanno lasciate accese per 14 ore al
giorno e durante la notte vanno tenute spente.
- La lampada UVB non deve essere mascherata da vetro o plexiglas, che
filtrano completamente i raggi ultravioletti, anche se lasciano passare
la luce visibile.
- La distanza della lampada UVB dal rettile non deve
essere superiore a 30-40 cm, perché la potenza di irradiazione decresce
man mano aumenta la distanza (per la precisione diminuisce con il
quadrato della distanza).
- Le lampade ultraviolette vanno cambiate ogni 6-12
mesi, perché dopo questo periodo non emettono più raggi UVB ma solamente
luce visibile.
- Le lampade UVB non sono un optional, ma un elemento
indispensabile nel terrario. Si può rinunciare alle lampade UVB solo se
l’iguana ha la possibilità di esporsi alla luce solare diretta.
- Considerata la varietà di modelli presenti sul
mercato, è bene rivolgersi a un venditore esperto per avere consigli
attendibili. In genere per le iguane si utilizzano lampade al 5% di
emissione (5.0).
- Le lampadine riscaldanti, le luci fluorescenti da
acquario e per le piante e tutte le lampade in cui non è scritto
specificatamente "UVB" non producono radiazioni UVB.
Raggi UVA
Le radiazioni UVA, al contrario delle UVB, non
producono un’azione fisiologica diretta, ma bensì "psicologica". Al
contrario degli esseri umani ma come molti rettili e uccelli, le iguane
riescono a vedere anche nello spettro UVA, che per noi è invisibile.
Questo si traduce in pratica in un’eccezionale vividezza e gamma di
colori che a noi è preclusa; per fare un paragone, è come se le iguane
potessero vedere a colori e noi in bianco e nero. Le iguane che, oltre
alla luce visibile, ricevono anche la luce nello spettro UVA ne traggono
benefici psicologici perché hanno una visione dei colori molto più
brillante e, per così dire, il mondo ha un aspetto migliore. Il cibo
offerto può apparire più "colorato" e appetibile, e quindi venir
consumato più volentieri.
Le lampade UVB emettono anche una quota di radiazioni
UVA, e hanno quindi una doppia funzione. Occorre invece fare attenzione
alle lampade a emissione di UVA, che non emettono UVB: ancora una volta,
si deve leggere quanto è riportato nella confezione e affidarsi ad un
rivenditore esperto. È anche possibile affiancare una lampada UVA e una
UVB.
Umidità
Un aspetto del mantenimento in cattività delle iguane
spesso sottovalutato o trascurato è il livello di umidità ambientale.
Nel loro ambiente naturale l’umidità relativa è dell’85-95%, quindi
molto elevata. È difficile in cattività replicare valori così alti,
oppure mantenerli senza causare problemi di crescita eccessiva di
batteri e funghi nel terrario.
Mantenere le iguane a livelli di umidità troppo bassi nel lungo periodo
crea seri problemi di salute legati alla disidratazione cronica, con
conseguenti danni renali e quindi insufficienza renale. Nel breve
periodo, un ambiente troppo asciutto causa problemi di muta con
ritenzione della pelle, problematica soprattutto a livello della cresta
dorsale. La pelle delle spine resta stratificata muta dopo muta,
causando alla fine la perdita delle spine stesse. Questo può essere il
segnale che il rettile sta subendo problemi a causa dell’umidità
insufficiente.
Come per la temperatura, non si deve cercare di "indovinare" il tasso di
umidità ma verificarlo con precisione con l’uso di un igrometro, uno
strumento facilmente reperibile nei negozi per rettili o che vendono
attrezzature per giardinaggio.
Per mantenere un’elevata umidità ambientale vi sono diversi sistemi,
secondo il tipo di terrario e le sue dimensioni. Si può porre la vasca
dell’acqua in corrispondenza di un materassino o un cavetto riscaldante
(collocati al di fuori del terrario) o sotto la lampada riscaldante, in
modo che l’acqua evapori, o si può spruzzare spesso dell’acqua con uno
spruzzino. Nei terrari di grandi dimensioni si può utilizzare un
umidificatore.
Il substrato
Il materiale che si colloca sul fondo del terrario ha
una notevole importanza sulla salute dell’iguana, non solo dal punto di
vista igienico ma anche per la possibilità che venga ingerito e causi
un’ostruzione intestinale: di solito, tutto ciò che è abbastanza piccolo
da poter entrare in bocca, prima o poi sarà ingoiato dal rettile.
Particolarmente pericolosi sono i pezzi di corteccia, il pellet di
tutolo di mais e in genere tutti i substrati corpuscolati.
In commercio esistono parecchi tipi di materiali venduti come specifici
per rettili, che tuttavia risultano molto pericolosi quando vengono
ingeriti, causando costipazione od ostruzione intestinale.
Il fondo migliore è rappresentato da fogli di giornali, molto pratici ma
poco estetici, o da pezzi di moquette o erba finta, lavabili e
riciclabili. Se l’iguana si abitua a sporcare nella bacinella dell’acqua
è molto più facile tenere pulito il fondo.
Igiene
Mantenere un’accurata igiene nel terrario è
fondamentale per la salute dell’iguana. Le feci vanno eliminate subito;
periodicamente si deve cambiare completamente il materiale del fondo e
pulire a fondo il terrario. Come disinfettanti si possono usare il
lisoformio o la varechina diluiti, da risciacquare con cura. Anche gli
elementi di arredo, come rami o ripiani, devono essere lavati o
sostituiti. La bacinella dell’acqua va tenuta particolarmente pulita: va
lavata almeno una volta al giorno, ma se l’iguana vi defeca dentro la
pulizia va effettuata subito.
L’alimentazione
Senza dubbio, le cause più frequenti di malattia e di
morte prematura nelle iguane in cattività sono rappresentate dagli
errori alimentari. Per anni si è ritenuto, completamente a torto, che le
iguane fossero in parte o del tutto insettivore. In realtà
l’alimentazione dell’iguana verde in natura si basa prevalentemente sul
consumo di foglie e in parte di fiori e frutti, come dimostrano numerosi
studi effettuati sia sul comportamento in natura che sul contenuto dello
stomaco di soggetti selvatici. Questo tipo di regime alimentare si
osserva fin dalla nascita e viene mantenuto per tutto il ciclo vitale.
La somministrazione, anche occasionale, di insetti o altri alimenti di
origine animale è assolutamente dannosa, causando in particolare danni
renali.
Pur essendo l’iguana vegetariana, non è affatto semplice fornirle una
dieta completa e bilanciata, principalmente per il fatto che non
disponiamo dei vegetali di cui si nutre nelle foreste pluviali da cui
origina, e che dobbiamo ripiegare su vegetali di coltivazione, molto
diversi come composizione. Il risultato migliore che si può ottenere è
un’approssimazione di quello che consumano in natura.
Nell’alimentazione dell’iguana si può scegliere tra
diete preparate in casa con vegetali di vario tipo (la cosiddetta
"insalata per iguane") o diete pronte commerciali. Le due scelte, che
possono anche essere variamente combinate, presentano pro e contro da
valutare in modo critico.
Considerati i vantaggi e gli svantaggi dei due tipi di diete, alcuni
nutrizionisti suggeriscono di utilizzare le formulazioni migliori di
entrambe, in rapporto 50:50. Un simile regime alimentare avrebbe il
vantaggio di non necessitare di integrazioni. Altri consigliano, fino a
che non siano disponibili studi più approfonditi, di impiegare le diete
pronte in percentuale non superiore al 10% della razione quotidiana.
Dieta casalinga
-
La dieta preparata in casa deve comprendere
esclusivamente ingredienti vegetali.
-
La base della dieta (90% circa) deve essere
costituita da vegetali a foglia, scelti tra quelli più ricchi di
calcio e fibra.
-
Il restante 10% può essere rappresentato da fiori
e frutta.
-
La dieta deve essere integrata con l’aggiunta di
carbonato di calcio.
-
Non si deve offrire alcun alimento di origine
animale (es. insetti, uova, cibo per cani o gatti), nemmeno in
percentuale minima o saltuariamente, né carboidrati (come pasta o
pane) o vegetali ricchi di amido (come patate o patate dolci).
-
L’acqua deve essere sempre a disposizione in
abbondanza.
Molto importante è la varietà delle verdure, sia per
assicurare tutti gli elementi necessari, sia per evitare che sostanze
dannose presenti in un alimento vengano somministrate in quantità
eccessiva. Nella scelta degli alimenti si deve tenere conto anche del
rapporto calcio:fosforo e del contenuto assoluto di calcio. Le iguane
hanno infatti bisogno di un sufficiente apporto di calcio per mantenersi
sane e svilupparsi adeguatamente. Un alimento non deve solo contenere
molto calcio, ma deve anche avere una quantità di calcio superiore a
quella di fosforo, vale a dire un rapporto calcio – fosforo favorevole.
Il fosforo in eccesso, infatti, causa una perdita di calcio
dall’organismo.
Per il contenuto in calcio i vegetali da preferire
sono: tarassaco o dente di leone, insalata romana, scarola, radicchio,
insalata belga, bietole, foglie di vite, di ibisco e di gelso. Vegetali
tradizionalmente impiegati nell’alimentazione delle iguane quali
zucchini, carote, pomodori, insalata comune e cetriolo sono una scelta
sconsigliata in quanto poveri di calcio.
Le brassicacee (broccoli, cavoli, cavolini di
Bruxelles, cavolfiore, ravizzone, cavolo cappuccio) pur essendo molto
ricche di calcio devono essere somministrate in piccola quantità per il
loro contenuto in tiocianati, potenzialmente tossici. Gli spinaci, il
rabarbaro, le barbabietole e le bietole somministrati in eccesso possono
causare problemi, in quanto contengono acido ossalico, che lega il
calcio e lo rende indisponibile. Altri ingredienti da bandire dalla
razione alimentare delle iguane sono i funghi (per il rapporto calcio -
fosforo molto sfavorevole) e il tofu (per l’eccessivo contenuto di
grassi, che tra l’altro ostacolano l’assorbimento del calcio).
Un’ottima fonte di proteine vegetali e di calcio (con
un rapporto calcio - fosforo di 6:1) è rappresentata dall'erba medica,
sia fresca che sotto forma di pellet. Il pellet di erba medica va
aggiunto alle verdure fresche, in modo che si inumidisca e si sminuzzi.
La frutta in generale ha uno scarso contenuto in
calcio e un rapporto calcio - fosforo negativo, per cui non deve
rappresentare che una piccola parte dell'alimentazione. Il frutto
migliore (a parte il costo) è il fico, sia fresco che secco. Ricchi di
calcio sono anche mandarini, arance, papaia, anguria, mango.
Le iguane apprezzano molto alcuni tipi di piante da
fiore (foglie e fiori), che possono essere somministrate se si è sicuri
che non contengano antiparassitari: ibisco, nasturzio, petali di rosa,
viola, gerani.
Gli elementi della dieta, verdura e frutta, devono
essere sminuzzati o grattugiati e mescolati accuratamente, in modo che
l’iguana non consumi solo i pezzi più graditi. Ridurre le verdure a
piccoli pezzi aiuta inoltre la digestione, perché aumenta la superficie
esposta all’azione della flora intestinale simbionte. Si possono
preparare in anticipo dosi per una settimana, da conservare in frigo in
contenitori a tenuta ermetica. Alcuni vegetali a foglia possono essere
lasciati interi e dati a parte, appesi ai rami, per stimolare il normale
comportamento alimentare, folivoro, delle iguane.
Le iguane presentano un’assimilazione intestinale di
vitamina D3 piuttosto scarsa, per cui l’integrazione
alimentare di questa vitamina non è utile, mentre è indispensabile che
ricevano radiazioni UVB, sia – preferibilmente - naturali (luce solare
diretta) che artificiali (lampade UVB).
Le iguane sono diurne: in natura si alimentano
durante le ore centrali del giorno, quando fa caldo. Nel terrario il
momento migliore per somministrare il cibo è in tarda mattinata, in modo
che l’iguana abbia avuto la possibilità di riscaldarsi e abbia ancora
tempo di digerire il cibo prima della diminuzione notturna della
temperatura.
I pasti vanno somministrati tutti i giorni ai soggetti in crescita, 4-5
volte alla settimana agli adulti.
Sebbene le iguane ricavino la maggior parte dell'acqua dall'alimento, un
recipiente di acqua fresca e pulita deve essere sempre a disposizione.
Diete commerciali
Le diete pronte, se ben formulate, sembrerebbero
rappresentare la soluzione ideale come adeguatezza e praticità d’uso. Il
costo relativamente elevato sarebbe compensato dal risparmio di tempo
richiesto per acquistare, lavare e preparare le verdure. Purtroppo
queste diete, di cui esistono in commercio diverse marche, non sempre
sono formulate con la consulenza di veterinari nutrizionisti. Inoltre,
in generale mancano studi a lungo termine che ne attestino la validità o
quantomeno l’innocuità. Le diete asciutte (pellet o sfarinati)
somministrate tal quale comportano significativi problemi di
disidratazione in quanto l’acqua alimentare rappresenta per le iguane la
principale fonte di questo elemento (basti pensare che il contenuto in
acqua di un’insalata mista è di oltre il 90%). Vanno quindi utilizzate
inumidite e mescolate ai vegetali freschi.
Fino a che non saranno disponibili studi approfonditi le diete
commerciali non devono rappresentare che una piccola percentuale della
dieta complessiva.
Integrazione minerale-vitaminica
L’impiego di integratori minerali e/o vitaminici nei
rettili in generale, e nelle iguane in particolare, pone dei grossi
problemi pratici. In generale, i numerosi prodotti disponibili in
commercio non sono adeguatamente o per nulla testati e, addirittura, in
alcuni casi l’etichetta non rispecchia l’effettivo contenuto.
Come indicazione generale, il rapporto tra vitamina A, D ed E deve
essere di 100:10:1. Nel calcolare il dosaggio si deve valutare il
contenuto in vitamina A, in quanto non si deve superare la
somministrazione consigliata di questa vitamina (56 U per chilo di peso
corporeo al giorno). Ciò comporta tuttavia il rischio teorico di carenza
di altri microelementi.
Il metodo più sicuro, efficace ed economico di integrare il calcio è di
somministrare carbonato di calcio, in vendita nelle farmacie come
integratore ad uso umano. Il fosfato di calcio va evitato in quanto non
permettere di correggere lo squilibrio calcio-fosforo, dal momento che
apporta anche quest’ultimo elemento.
Come si maneggiano
Le giovani iguane hanno un’istintiva paura delle
persone, che percepiscono come potenziali predatori. Se si cerca di
afferrarle è quindi naturale che tentino di sfuggire, ma se vengono
prese in mano regolarmente e maneggiate con delicatezza (ma con
fermezza) con il tempo in genere si abituano. In genere le iguane
maneggiate regolarmente divengono molto docili e alcune sembrano
apprezzare il contatto umano; alcune restano talvolta aggressive e
risentono costantemente delle manipolazioni. Durante la fase di
addomesticamento è importante evitare di lasciare il rettile
ogniqualvolta si divincola, altrimenti sarà lui a insegnare a noi come
comportarci (ossia lasciarlo andare a comando) e non viceversa. Si potrà
rimettere l’iguana nel terrario solo quando si sarà calmata e avrà
accettato di farsi tenere in mano per qualche minuto. Quando si
maneggiano questi rettili è importante tenere a mente che sono in grado
di perdere volontariamente la coda se si sentono aggrediti, quindi non
dovremo mai afferrarli per la coda.
Un’iguana di piccole dimensioni va afferrata circondandole il torace con
una mano e appoggiandola sull’altra mano o sull’avambraccio. Occorre una
presa delicata, per non farle del male, ma allo stesso tempo decisa e
costante, per evitare che con una mossa repentina ci sfugga di mano.
Dovendo sollevare un’iguana di grandi dimensioni, se docile, si pone un
braccio sotto il tronco, per sostenerla, e una mano sopra il torace, per
trattenerla. I soggetti aggressivi e mordaci vanno avvicinati con una
certa cautela, perché possono fare del male mordendo, graffiando e
frustando con la coda. Possono essere immobilizzati circondano le spalle
con una mano e il bacino con l’altra, afferrando contemporaneamente le
zampe posteriori perché non graffino; la coda va infilata sotto un
braccio per impedirle di frustare. In alcuni casi può essere utile
avvolgere il rettile in un grosso asciugamano, coprendo anche la testa
per impedirgli di vedere.
È possibile portare all’aperto l’iguana assicurandola con un apposito
guinzaglio da fissare intorno al tronco, in modo che non scappi. In
questo modo la si può esporre al sole durante le belle giornate.
Legislazione
L’iguana è elencata nell’Appendice II del CITES e
richiede quindi un documento legale che attesti la regolare
importazione. Quando si compra un’iguana è importante verificare che
l’animale possieda un documento CITES, il cui numero va riportato nel
foglio di acquisto. Il mancato rispetto di questa norma comporta
sanzioni molto pesanti e il possibile sequestro del rettile.
© Testi e foto Marta Avanzi