Gekko
gecko,
il geco tokay
Marta
Avanzi, Med Vet
Classificazione
Classe:
Reptilia
Ordine: Squamata
Sottordine: Sauria
Famiglia: Gekkonidae
Sottofamiglia: Gekkoninae
Genere: Gekko
Specie: G. gecko
Il geco tokay
origina dalle foreste pluviali dell’Asia sudorientale (India,
Indocina e Nuova Guinea). È un sauro arboricolo, notturno, oviparo;
si nutre di insetti e piccoli vertebrati.
Il geco tokay
come pet
Questo sauro è
relativamente robusto e adattabile alla cattività, poco costoso,
facile da mantenere in terrario; tuttavia è eccezionalmente
aggressivo e non esita ad attaccare la mano che gli si avvicina.
Quando morde tende a mantenere la presa, e possiede denti affilati
che causano lesioni dolorose, specialmente nel caso dei maschi
adulti. Anche con il tempo, questi rettili raramente si abituano ad
essere maneggiati; i gechi tokay docili sono molto rari. È più
facile che si addomestichino i soggetti molto giovani, se maneggiati
con regolarità e delicatezza. Richiedono quindi una certa esperienza
e non sono adatti ai bambini. Chi desidera un geco da maneggiare,
deve preferibilmente orientarsi su altre specie, come il geco
leopardo.
Caratteristiche
fisiche
Il geco tokay è
uno dei più bei sauri del mondo. La lunghezza totale del maschio è
di circa 30-40 cm e quella della femmina di 20-30 cm; i neonati sono
lunghi 9-10 cm. I maschi raggiungono la taglia massima a 2 anni. La
testa è grande, con mandibole robuste; gli occhi sono sporgenti con
una pupilla verticale, che in presenza di luce intensa si restringe
fino a lasciare solo una serie di piccoli fori. Non sono presenti
palpebre mobili: l’occhio è coperto da un occhiale trasparente che
lo protegge, e che viene cambiato regolarmente insieme alla cute
durante la muta. Ai lati della testa, posteriormente agli occhi,
sono presenti due fessure che rappresentano l’apertura del breve
condotto uditivo, in fondo al quale si può osservare il timpano. La
bocca è grande e dotata di piccoli denti affilati.
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Particolare della superficie
ventrale durante la muta |
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Particolare della zampa
anteriore durante la muta
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Sopra l'occhio si osserva un pezzo di
pelle staccata durante la muta. |
Il colore della
pelle è di diverse sfumature di grigio o grigio-azzurro, con piccole
macchie diffuse di un colore che va dal rosso al giallo; i maschi
hanno una colorazione più vivace delle femmine. In commercio si
trovano soggetti con numerose variazioni e sfumature di colore
rispetto al colore originale. I gechi tokay possono variare
leggermente la loro colorazione secondo la temperatura ambientale.
Le dita presentano sulla superficie inferiore dei polpastrelli
allargati che presentano una serie di lamelle con eccezionali
proprietà adesive, che permettono ai gechi tokay di arrampicarsi su
superficie perfettamente lisce come il vetro e di camminare sul
soffitto o sulla volta del terrario. Come altre specie di sauri, il
geco tokay è in grado di perdere volontariamente la coda se viene
aggredito o afferrato per la coda, come meccanismo di difesa. La
coda successivamente ricresce, anche se con un aspetto leggermente
diverso.
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Superficie dorsale della zampa
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Superficie inferiore: si notano
le lamelle adesive |
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Geco tokay appeso al vetro |
Questi gechi
hanno la caratteristica, insolita tra i sauri, di emettere una
varietà di forti suoni. I vocalizzi vengono anche usati come
richiamo per le femmine e nel corteggiamento.
La vita media è
di 7-10 anni, anche se in cattività possono superare i 20 anni.
Acquisto
La maggior
parte dei gechi tokay in vendita sono di cattura, ma è preferibile
evitare di acquistare questi soggetti. Gli animali di cattura sono
spesso stressati perché hanno subito i gravi disagi della cattura e
di un lungo viaggio in condizioni molto difficili, sono quindi
disidratati, debilitati e immunodepressi e facilmente soggetti a
malattie. Hanno spesso una notevole carica parassitaria che li
debilita e possono avere difficoltà ad ambientarsi alla vita reclusa
del terrario. Vi sono anche importanti considerazioni di tipo etico,
perché la cattura degli animali selvatici causa il declino della
specie in natura, e non è giusto strappare degli animali al loro
ambiente naturale. I soggetti nati in cattività sono invece molto
più adattabili e robusti. Informiamoci quindi sull’origine degli
animali prima di acquistarli.
È preferibile
scegliere soggetti molto giovani, se si vuole avere una minima
possibilità di abituarli al contatto umano (sebbene questi rettili
non amino affatto essere manipolati). Non dobbiamo affrettarci a
comprare il primo geco che vediamo, ma visitare più negozi per
essere sicuri di individuare i soggetti migliori, nutriti e allevati
nel modo più idoneo. Gli animali devono essere alloggiati in modo
adeguato, non ammassati in una teca sporca di deiezioni. Controllate
che il geco sia in buono stato di nutrizione (non si devono vedere
sporgere le ossa, soprattutto a livello del bacino) e che non abbia
ferite o croste; non deve avere la cloaca imbrattata di feci e deve
essere sveglio e all’erta. L’atteggiamento normale di questi
rettili, quando vengono afferrati o anche solo avvicinati, è di
spalancare la bocca per aggredire, in tal modo è possibile osservare
l’interno della cavità orale e verificare che non vi siano pus,
tumefazioni o alterazioni della lingua.
Scelto il
soggetto, è importante farlo vedere subito da un veterinario esperto
in rettili e far fare un esame delle feci prima possibile, per
verificare l’eventuale presenza di parassiti intestinali, e se
necessario farlo trattare.
È
sconsigliabile tenere dei rettili se non vi è un veterinario esperto
in rettili ad una ragionevole distanza, a cui rivolgersi in caso di
necessità o per i periodici controlli.
Il terrario 
I gechi tokay
sono rettili molto aggressivi, in particolare i maschi, pertanto un
singolo terrario non potrà ospitare più di un maschio per volta; le
femmine, invece, sono solitamente tolleranti alla reciproca
presenza. Se il terrario è abbastanza spazioso, si potrà ospitare un
maschio insieme a una-due femmine. L’introduzione del maschio alla
femmina va effettuata ponendo i sauri contemporaneamente in un
terrario nuovo per entrambi, oppure mettendo il maschio nel terrario
della femmina.
Poiché il geco
tokay è un sauro arboricolo, che ama arrampicarsi, il terrario dovrà
essere maggiormente sviluppato in altezza (almeno un metro, ma
preferibilmente più alto); ovviamente, maggiori saranno le
dimensioni del terrario maggiore sarà il benessere del rettile che
ospita. Il terrario può avere le pareti in vetro, materiale che ha
il pregio di essere facile da pulire e resistente all’umidità.
Poiché i gechi tokay non hanno alcuna difficoltà ad arrampicarsi sul
vetro, il coperchio deve essere a prova di fuga. Si possono anche
utilizzare terrari con apertura frontale. La parete posteriore e le
due laterali vanno ricoperte dall’esterno con carta scura, per dare
al geco una sensazione di maggior sicurezza.
All’interno del
terrario vanno sistemati alcuni rami, ben fissati perché non cadano.
Altri utili elementi di arredo sono le piante, vere o artificiali,
che permettono al geco di nascondersi. Se si utilizzano piante vere,
si può sistemare all’interno del terrario una lampada fluorescente
per fornire luce alla vegetazione (da spegnere ovviamente durante la
notte). Dei rifugi di corteccia di sughero posti sul fondo possono
rappresentare ulteriori nascondigli dall’aspetto naturale.
Sul fondo si
può disporre della corteccia a pezzetti, da vivaista, oppure, se non
si desidera un materiale particolarmente naturalistico ma molto più
pratico da pulire, dei fogli di giornale o di carta da pacchi.
Materiali particolati molto fini, come sassolini, terriccio o
simili, sono da evitare perché possono essere accidentalmente
ingeriti e causare costipazione.
Umidità
Il geco tokay
si adatta bene a un intervallo di umidità ambientale piuttosto
vario, dal 40-all’80%, ma è preferibile attenersi ai livelli
superiori. Per creare umidità all’interno del terrario si deve
mantenere il substrato umido; in più il geco va nebulizzato con
acqua almeno una volta al giorno, cosa che consente ai gechi di
bere, perché preferiscono leccare le goccioline d’acqua che bere da
un recipiente. Suo fondo del terrario si pone un recipiente d’acqua,
con il bordo molto basso, di 10-15 cm di diametro, contenente
qualche sassolino per impedire agli insetti che finiscono nel
contenitore di annegare. Durante la muta è preferibile aumentare il
tasso di umidità ai livelli superiori del range.
Per valutare
con precisione l’umidità presente nel terrario è indispensabile
l’uso di un igrometro.
Illuminazione
I gechi tokay
sono notturni, pertanto non hanno bisogno di particolari sistemi di
illuminazione, tantomeno di radiazioni UVA o UVB. La notte devono
essere mantenuti al buio.
Temperatura
Come per
l’umidità, questi sauri non hanno esigenze particolari neppure per
la temperatura e si adattano ad un ampio range. L’intervallo ideale
è di 24-30°C durante il giorno con una diminuzione a 18-26°C la
notte. L’ideale è di avere un terrario sufficientemente ampio da
poter creare un gradiente di temperatura, ponendo la fonte di calore
a un’estremità. Il gradiente di calore può anche essere verticale,
anziché orizzontale.
Il calore
all’interno del terrario può essere fornito con una lampada ad
incandescenza rossa (la cui luce non disturba gli animali durante la
notte) o di ceramica (che emette calore ma non luce). Considerando
l’abilità dei gechi di arrampicarsi ovunque, è fondamentale che le
lampade siano protette in modo che gli animali non vi salgano sopra,
causandosi gravi ustioni.
I sistemi di
riscaldamento vanno collegati ad un termostato, che ne controlla il
funzionamento evitando pericolosi surriscaldamenti. Uno o due
termometri collocati nel terrario, uno posto direttamente vicino
alla lampada, permettono di verificare la temperatura del terrario.
Le cosiddette rocce calde sono assolutamente controindicate, nonché
pericolose, e non vanno utilizzate.
Igiene
Le feci, sia
quelle finite sul fondo che quelle “colate” lungo le pareti di
vetro, vanno rimosse e pulite tutti i giorni, per evitare problemi
di contaminazione batterica e di aumento della carica parassitaria.
Una volta ogni 1-2 mesi il fondo del terrario va completamente
cambiato, e il terrario va accuratamente pulito e disinfettato. Se
si usano fogli di carta come fondo, li si cambieranno una volta alla
settimana. La ciotola dell’acqua va pulita con cura tutti i giorni.
Alimentazione
I gechi tokay
sono principalmente insettivori, e occasionalmente si nutrono anche
di piccoli vertebrati. In cattività la dieta va basata su grilli,
cavallette e, meno frequentemente, kaimani e tarme della farina;
sono ben accette anche le farfalle notturne. Gli adulti possono
essere alimentati tre volte alla settimana; una volta alla settimana
è possibile offrire un pinkie (un topino di 1-7 giorni di vita). I
neonati vanno nutriti tutti i giorni e i giovani a giorni alterni,
offrendo insetti di taglia relativamente più piccola. I grilli e gli
altri insetti prima di essere offerti come cibo devono essere
nutriti in modo adeguato, e due giorni prima alimentati con un pasto
arricchito con un integratore minerale-vitaminico, integratore che
va anche spolverizzato sugli insetti subito prima di offrirli.
Come si
maneggia
Il geco tokay,
vista la sua aggressività e la tenacia del morso, va afferrato
utilizzando un guanto flessibile ma abbastanza spesso, circondando
con la mano il collo e il corpo, in modo da impedire alla testa di
girarsi e mordere. I cuscinetti delle dita sono adesivi, pertanto il
geco va staccato dal vetro o dal ramo con delicatezza per non
danneggiare le dita. In nessun caso lo si deve afferrare per la
coda, perché come meccanismo di difesa si può staccare con facilità.
L’eventuale perdita volontaria della coda (“autotomia”) avviene
senza quasi perdita di sangue e non richiede alcun trattamento
particolare. Con il tempo la coda ricresce.
Differenziazione dei sessi
La distinzione
dei sessi è relativamente facile negli adulti, in quanto il maschio
è di dimensioni maggiori e ha una testa più larga. Lungo la
superficie inferiore della coscia, anteriormente alla cloaca
(l’apertura da cui escono feci e urine) è presente una fila di
strutture dette pori precloacali, più prominenti nei maschi. Sono
strutture ghiandolari che hanno la funzione di marcare il territorio
ed emettere feromoni.

Riproduzione
Il maschio
corteggia la femmina emettendo delle grida. La femmina produce
solitamente due uova, più raramente uno solo, di 1,8x2 cm,
sferoidali, di colore bianco. Le uova vengono solitamente deposte
contro una superficie solida: un sasso, un pezzo di corteccia o la
parete del terrario. Il guscio, inizialmente di consistenza tenera,
dopo la deposizione si indurisce rapidamente e aderisce tenacemente
al substrato contro cui è stato deposto e al guscio dell’altro uovo.
Spesso sia la femmina che il maschio sorvegliano le uova fino alla
schiusa.
Non si deve far
alcun tentativo di staccare le uova dal substrato o tra loro. Per
evitare che le uova vengano danneggiate vanno protette ricoprendole
con una vaschetta di plastica forata, fissandone i bordi alla parete
o al fondo del terrario. Se le uova possono essere rimosse con parte
del substrato, le si può porre in un coperchio di plastica, da
collocare in un contenitore di plastica riempito con 2,5 cm di
vermiculite umida. Il contenitore può essere posto in una piccola
incubatrice per rettili, o riscaldato con un cuscinetto riscaldante
o una lampadina a incandescenza. La temperatura di incubazione
ideale è di 27-29°C. La vermiculite va inumidita periodicamente
quando si asciuga. Se le uova sono fertili si schiudono in 65-200
giorni.
Cura dei
piccoli
I piccoli
appena nati sono, come tutti i rettili, copie in miniatura degli
adulti, del tutto autonomi, e richiedono condizioni ambientali
simili. I piccoli vanno sistemati in un terrario a parte, separati
dagli adulti. Le caratteristiche del terrario come arredo, vaschetta
dell’acqua, temperatura e umidità sono simili a quelle richieste per
gli adulti. Anche l’alimentazione è simile a quella degli adulti, ma
ovviamente si somministrano insetti di taglia inferiore. Non si
devono tenere insieme giovani di taglia diversa, o giovani con
adulti, per il pericolo di ferite e cannibalismo.
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