Il coniglio rappresenta un eccellente animale da compagnia. Ha un
carattere sociale, pertanto cerca spontaneamente la compagnia delle
persone e può stabilire un forte legame affettivo con chi se ne prende
cura. E’ intelligente e attivo, ama giocare ed interagire con le persone
che lo accudiscono, purché non rimanga costantemente rinchiuso in una
gabbia e abbia la possibilità di uscire regolarmente. Spesso può essere
educato ad utilizzare la cassetta per i bisogni, anche se a volte si
dimostra meno preciso e affidabile di un gatto.
Il coniglio, soprattutto se di taglia nana, non è invece indicato come
animale per bambini al di sotto di 6-7 anni, a causa della sua estrema
fragilità. Accade spesso che l’animale cada di mano al bambino
fratturandosi un arto o i denti, o venga strapazzato come un giocattolo.
Inoltre i conigli non amano, in genere, essere sollevati da terra e
portati in giro in braccio.
Il coniglio non ama la solitudine e richiede quindi molte attenzioni se
tenuto da solo, e non è adatto a vivere rinchiuso in gabbia.
Esistono numerose razze (quelle riconosciute sono più di 60), che
variano notevolmente per taglia, struttura delle orecchie, colorazione,
tipo di pelo, forma del cranio. Si va dalle razze giganti come il
gigante fiammingo che può superare gli 8 kg, al nano olandese che pesa
meno di un kg. Tutte appartengono però alla stessa specie. I conigli
venduti come animali da compagnia sono in genere incroci di varie razze
di piccola taglia. Ogni coniglio, indipendentemente dalla razza, può
rappresentare un ottimo compagno di casa. I soggetti più selezionati
sono anzi più facilmente portatori di difetti genetici.
Comportamento e carattere
I conigli sono di natura animali socievoli, gregari e
gerarchici. Vivono in gruppi familiari, composti in media da 6-10
conigli, al cui intero si stabilisce una gerarchia: la femmina e il
maschio dominanti comandano sugli altri individui. Tramite le ghiandole
poste sotto il mento e vicino all’ano marcano sia il territorio sia gli
altri conigli, comportamento manifestato più frequentemente dagli
individui dominanti. I diversi conigli del gruppo si riconoscono tramite
l’olfatto, e gli individui estranei, il cui odore non viene
riconosciuto, vengono scacciati. Il coniglio di casa mantiene questo
comportamento: marca il territorio con il suo odore, in modo da renderlo
"familiare", e ricavarne quindi un senso di sicurezza. I conigli marcano
in modo molto efficace anche con l’urina, come i gatti; questa
fastidiosa abitudine viene eliminata con la sterilizzazione.
I conigli selvatici, soprattutto le femmine, scavano nel terreno
profonde e complesse tane sotterranee, composte da diverse camere e
provviste di numerosi ingressi. Le tane sono spesso costruite al limite
di zone boscose che bordano prati o campi coltivati. L’abilità di
scavare tane permette ai conigli non solo di sfuggire ai predatori e di
tenere i piccoli al sicuro, ma anche di mettersi al riparo dalle
condizioni atmosferiche avverse.
I conigli passano la giornata al sicuro dentro le tane, ed escono
soprattutto al crepuscolo e all’alba, in cerca di cibo. Si nutrono di
erbe, foglie, germogli, radici e in inverno, quando il cibo scarseggia,
anche della corteccia degli alberi. Sopperiscono ad una dieta
relativamente povera dal punto di vista nutritivo con la coprofagia
(l’assunzione delle proprie feci), che permette una più efficace
utilizzazione dell’alimento sfruttando la digestione della fibra da
parte della flora intestinale.
Caratteristiche fisiologiche
La vita media dei conigli, se ben tenuti e
correttamente alimentati, è di 9-10 anni, ma alcuni possono vivere più a
lungo. Il potenziale di vita è considerato di 15 anni.
Oltre agli incisivi, facilmente visibili scostando le labbra, il
coniglio ha anche dei denti interni che usa per triturare il cibo prima
di ingoiarlo. Tutti i denti, sia gli incisivi sia i denti interni, hanno
la particolarità di essere a crescita continua, vale a dire che si
allungano in modo continuo per tutta la vita. La loro lunghezza resta in
realtà costante perché l’allungamento viene controbilanciato dal consumo
causato dalla masticazione di alimenti ricchi di fibra, quali erba,
fieno, vegetali fibrosi. Se l’alimentazione invece non è corretta, ed è
ricca di alimenti energetici e poco abrasivi (semi, cereali,
carboidrati) si determina una grave patologia a carico dei denti, detta
malocclusione.
Per il corretto funzionamento dell’intestino è di
fondamentale importanza che l’alimento contenga molta fibra (che si
trova nell’erba, nel fieno e nelle verdure). La fibra, infatti, stimola
la motilità intestinale e permette lo sviluppo di batteri benefici. Se
la fibra è insufficiente, si possono avere problemi di rallentamento
della motilità intestinale (e quindi un blocco o stasi) o lo sviluppo di
batteri pericolosi, e quindi diarrea e anche morte. Anche i carboidrati
sono dannosi per la salute dei conigli, perché permettono lo sviluppo
intestinale di batteri pericolosi per la salute; pertanto a questi
animali non devono essere somministrati alimenti quali dolciumi,
biscotti, pane, fioccati, ecc.
Alternate alle normali feci dure, che vengono abbandonate in giro, i
conigli producono un altro tipo di feci, dette ciecotrofo, che mangiano
direttamente dall’ano appena emesse. Questo tipo di feci, più tenere e
umide delle feci normali, e coperte di muco, sono ricche delle sostanze
nutritive prodotte dalla flora batterica intestinale.
La cute, protetta dalla folta pelliccia, è molto
sottile e delicata, ed è priva di ghiandole sudoripare; essendo incapace
di sudare il coniglio tollera male le alte temperature. Le zampe non
hanno cuscinetti plantari: la loro superficie inferiore è protetta da un
folto rivestimento di pelo.
Riconoscimento del sesso
Saper identificare con precisione il sesso è di
importanza fondamentale se si comprano due conigli anziché uno: se
infatti sono di sesso opposto si pone molto presto il problema della
sterilizzazione chirurgica, per evitare gravidanze indesiderate.
Il riconoscimento del sesso richiede un po’ di pratica, ma è fattibile
anche in soggetti molto giovani. Si deve premere alla base dell’organo
genitale per visualizzare lo sbocco dell’uretra: nel maschio è
rotondeggiante, mentre nella femmina ha la forma di una fessura che si
alluna fino alla base. In caso di dubbio, è bene far confermare
l’identificazione del sesso da parte di un veterinario esperto.
Dopo i tre mesi di età nel maschio si verifica la discesa dei testicoli
che si localizzano ai lati del pene, e questo permette di identificare
con sicurezza il maschio. Nel maschio adulto il pene, dopo essere stato
sfoderato con una delicata pressione alla base, è ben riconoscibile, e
permette di identificare il sesso anche nei soggetti sterilizzati.
Come maneggiare il coniglio
Saper afferrare un coniglio in modo corretto è molto
importante per evitare di procurargli delle lesioni; i conigli hanno un
apparato scheletrico delicato, che può facilmente fratturarsi o in
seguito ad una caduta. Anche la contrazione violenta dei muscoli del
posteriore, se il coniglio si divincola, può provocare la frattura della
colonna vertebrale. Pertanto occorre porre molta cura a contenere il
coniglio in modo sicuro e fermo, in modo che non cada e non si agiti
violentemente.
Non si deve mai cercare di immobilizzare con la forza un coniglio che
lotta e si divincola: se l’animale cerca di resistere violentemente
perché non vuole essere afferrato deve essere immediatamente lasciato, e
riavvicinato dopo un po', quando si è calmato. Funziona bene avvicinare
il coniglio in modo calmo, usando un tono di voce rilassato, ed
eventualmente coprirgli occhi e carezzarlo dolcemente.
Esistono diverse tecniche per sollevare in modo sicuro un coniglio. Un
tipo di presa consiste nel far scivolare una mano sotto il torace
afferrando saldamente gli arti anteriori, mentre l’altra mano afferra e
sostiene gli arti posteriori. Con gli arti ben immobilizzati, e il peso
del corpo sostenuto da entrambe le mani, si appoggia la schiena del
coniglio contro il proprio torace, con una presa sicura. Un coniglio
spaventato può tranquillizzarsi se si infila la sua testa sotto un
braccio, in modo da coprirgli gli occhi. E’ importante mantenere sempre
intorno alle zampe una presa decisa, in modo da non farselo sfuggire nel
caso compia movimenti improvvisi, e soprattutto non permettere alle
zampe posteriori di scalciare.
I soggetti più spaventati e irrequieti possono, in caso di necessità,
essere afferrati e sollevati dopo averli coperti e avvolti con un
asciugamano. Quando si ha a che fare con un coniglio spaventato si deve
anche fare attenzione a non ricevere morsi, calci e graffi. I bambini
piccoli devono essere educati su come trattare il coniglio, evitando di
afferrarlo e portarlo in giro come un giocattolo, soprattutto se si
tratta di conigli di taglia nana o molto giovani, che sono spesso
lasciati cadere in terra dai bambini, riportando come conseguenza
fratture e lussazioni.
L’alloggio
I conigli non sono adatti a vivere costantemente
confinati in gabbia, che rappresenta pur sempre una specie di prigione.
Tuttavia nei momenti di riposo e quando non sono sorvegliati, per la
loro sicurezza devono essere tenuti rinchiusi (a meno che non si decida
di allestire una stanza appositamente dedicata a loro).
Le dimensioni minime della gabbia dipendono dal tempo
che il coniglio vi resta rinchiuso (può anche essere di dimensioni
ridotte se passa molto tempo fuori) e dalla sua taglia (ovviamente
maggiore è la taglia più spazio richiede l’animale). La gabbia deve
essere abbastanza ampia da alloggiare comodamente una cassetta per i
bisogni e una piccola casetta che funga da tana, o quantomeno un
giaciglio (altrimenti il coniglio andrà a dormire nella casetta per i
bisogni).
Il tipo di fondo è molto importante per la salute dei
piedi del coniglio: un fondo di griglia è sconsigliato e può predisporre
a problemi di pododermatite (infezioni dei piedi). Il substrato ideale
deve essere morbido, pulito e asciutto. Si può porre sul fondo del
materiale assorbente come carta, pellet di tutolo di mais, segatura,
pellet di segatura o di carta riciclata, e sopra di questo uno spesso
strato di fieno che assicura ai piedi dell’animale il massimo benessere.
Il pellet di tutolo di mais, e ancor di più il ghiaino per gatti o il
granulato per roditori non sono assolutamente adeguati, mentre possono
essere impiegati nella cassetta dei bisogni. I trucioli non sono
indicati per i conigli a pelo lungo (angora, Jersey wooly) perché si
aggrovigliano al pelo.
Il materiale del fondo deve essere rimosso e
sostituito tutti i giorni. I conigli producono abbondanti deiezioni e
urinano molto; questo materiale, se lasciato per giorni nella gabbia,
causa problemi di salute (infezione ai piedi per la sporcizia e problemi
respiratori per i vapori di ammoniaca).
La gabbia non deve rappresentare per il coniglio una
prigione ma la sua tana, in cui ritirarsi quando vuole riposare o
mangiare. Quando il coniglio sceglie di rientrare nella gabbia si deve
rispettare la sua privacy, evitando di disturbarlo o di tirarlo fuori di
peso. Molti conigli reagiscono aggressivamente quando i proprietari
mettono le mani nella gabbia per le pulizie o per tirar fuori l’animale.
Si tratta di un comportamento relativamente normale (il coniglio difende
il suo territorio). Per evitare questo inconveniente è sufficiente
metter mano alla gabbia quando il coniglio è uscito di sua spontanea
volontà.
Come rendere sicura la casa ("a prova di coniglio")
Perché il coniglio rappresenti veramente un animale
da compagnia, e possa mostrare tutta la sua personalità e la sua
intelligenza, è necessario permettergli di uscire dalla gabbia,
esplorare l’ambiente e interagire con i membri della famiglia. Questo
deve avvenire in un ambiente sicuro e controllato, per evitare sia che
si faccia del male, sia che danneggi l’arredamento. Uno dei pericoli
principali è costituito dai fili elettrici, che masticati possono
causare la morte dell’animale. I fili elettrici, dell’antenna TV, del
telefono, del computer, devono essere sistemati in modo da non essere
raggiungibili (ad esempio fissandoli in alto) oppure vanno protetti
facendoli scorrere dentro tubi di plastica.
Altri pericoli possono essere rappresentati da piante da appartamento
(magari non tossiche di per sé, ma trattate con sostanze tossiche),
sigarette, farmaci, prodotti per la pulizia della casa. La stoffa, se
ingerita, può causare un blocco intestinale.
Un pericolo a cui spesso non si pensa è rappresentato dal sacchetto di
pane raffermo o da una scatola di biscotti, che possono causare al
coniglio un’enterite mortale se ne mangia certa quantità di questi
alimenti.
Altro genere di pericolo è rappresentato dalle cadute dall’alto (da
terrazze e balconi) e dalla presenza in casa di altri animali, in
particolare cani e furetti.
Come impedire al coniglio di danneggiare la casa
Per i conigli è un comportamento naturale esplorare
l’ambiente con i denti, rosicchiando quanto capita a tiro. Per evitare
che questo si traduca nella distruzione di mobilio, tappeti, coperte,
tende e tappezzerie si deve da un lato tener d’occhio il coniglio, fin
che non ha imparato a comportarsi bene, dall’altro offrirgli la
possibilità di dirigere questo suo comportamento verso altri oggetti.
Per quanto riguarda il primo punto, le prime uscite dalla gabbia devono
avvenire sotto stretta sorveglianza; ogni volta che il coniglio inizia a
rodere un oggetto vietato, gli si deve mettere davanti alla bocca la
mano dicendogli "No!" in tono deciso, ma senza mai punirlo fisicamente.
Allo stesso tempo si deve permettere all’animale di
distrarsi con giocattoli e passatempi innocui, ad esempio palline di
plastica dura, tubi di cartone, pezzetti di legno, giocattoli per
neonati, cesti di vimini non trattati con vernici. Si possono costruire
dei divertenti passatempi praticando delle aperture su scatoloni
collegati tra loro con dei tunnel di tubi, o riempiendo uno scatolone di
fieno. Ogni giocattolo deve essere in materiale non tossico, e va
eliminato se il coniglio tende a roderlo e ad ingoiarne i pezzi. Anche
il cartone, se ingerito in una certa quantità, dà problemi di
costipazione.
Un passatempo gradito da alcuni conigli, che
coinvolge direttamente il proprietario, consiste nel fare il tiro alla
fune con un pezzo di stoffa, o giocare a rincorrersi.
Di solito, passato il primo anno di vita, il coniglio
diventa più tranquillo e manifesta minori tendenze distruttive. Tuttavia
solo se si può essere pienamente sicuri della sua affidabilità lo si può
lasciare libero di girare incustodito, in caso contrario è preferibile
lasciarlo al sicuro nella gabbia quando non ci si può occupare di lui.
All’aperto
Se si porta il coniglio all’aria aperta occorre
prendere ogni precauzione per evitare incidenti e fughe. Il luogo scelto
deve essere tranquillo in modo che l’animale non si spaventi per rumori
o per la presenza di persone, animali o macchine, soprattutto durante le
prime uscite. Un buon sistema per tenere il coniglio sotto controllo
consiste nell’applicargli un guinzaglio a pettorina, anche se alcuni
conigli non vi si adattano e rifiutano di muoversi. Un altro buon
sistema è di costruire una recinzione, sia temporanea sia permanente, in
cui custodire l’animale. A meno che non si tratti di una recinzione
assolutamente sicura, è sempre bene tener d’occhio il coniglio per
verificare che non scappi o che non venga aggredito da cani o gatti. Non
bisogna dimenticare che i conigli possono scavarsi rapidamente una via
di fuga al di sotto di una rete.
Se il coniglio è tenuto all’aperto, anche sono temporaneamente, deve
avere la possibilità di ripararsi dal sole, dalla pioggia e dal freddo.
Il calore eccessivo, in particolare, rappresenta un grave pericolo,
perché i conigli non sudano e sono predisposti a sviluppare un colpo di
calore se sono esposti a temperature ambientali elevate senza
possibilità di riparo.
I conigli sopportano bene le temperature basse, ma si devono evitare
sbalzi di temperatura come il passaggio dal calore dell’appartamento al
freddo dell’inverno.
Alimentazione
Una dieta corretta è fondamentale per la salute del
coniglio: la stragrande maggioranza dei problemi di salute dei conigli
da compagnia sono infatti causati da alimenti inappropriati. I conigli
sono erbivori, e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera
di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, germogli. La
fibra è indispensabile al benessere del coniglio: stimola la motilità
intestinale e favorisce lo sviluppo di una flora batterica benefica che
protegge dalle infezioni intestinali e quindi da problemi di diarrea;
permette un adeguato consumo dei denti prevenendo i problemi di
malocclusione, lo tiene impegnato perché richiede una masticazione
prolungata, impedendogli di annoiarsi e sviluppare problemi di
comportamento. Inoltre previene l’obesità, che causa molti problemi di
salute e accorcia la vita del coniglio.
La base dell’alimentazione deve essere rappresentata
dal fieno, che deve essere sempre disponibile in quantità illimitata:
apporta al coniglio tutti gli elementi nutritivi di cui ha necessità ed
è ricco di fibra. Il fieno deve essere fresco e pulito; va scartato se
sono presenti muffe. Il fieno fresco è di colore verde, di odore
aromatico e privo di polvere. Il fieno più adatto ai conigli è quello di
erbe miste (fieno di prato polifita); il fieno di erba medica, al
contrario, è eccessivamente ricco di calcio e può causare problemi nei
conigli che hanno terminato l’accrescimento.
L’erba fresca costituisce l’alimento ideale dei
conigli, quello che consumano in natura. Apporta gli stessi benefici del
fieno, e garantisce un consumo dei denti anche maggiore. Se possibile,
si deve permettere al coniglio di brucare liberamente da un prato o un
giardino: ciò gli consente anche di fare attività fisica e di godere dei
benefici del sole. In tal caso occorre prendere ogni precauzione per
evitare la fuga e l’attacco da parte di altri animali quali cani o
gatti. In alterativa, l’erba può essere raccolta e messa nella gabbia
dell’animale, avendo l’accortezza di eliminarla prima che appassisca e
fermenti. L’erba secca invece non dà nessun problema. L’erba destinata
all’alimentazione del coniglio non deve essere stata contaminata da
nessuna sostanza chimica (antiparassitari, diserbanti, scarichi delle
automobili).
Verdure fresche e pulite possono costituire una buona
integrazione alla dieta; tutte le verdure adatte all’alimentazione umana
sono anche adatte al consumo da parte dei conigli. È preferibile
scegliere quelle più ricche di fibra e che richiedono maggiore
masticazione: radicchio, insalata, carote, foglie di carota, coste,
cicoria, broccoli, indivia, finocchio, sedano, ecc. Si deve evitare
l’insalata brasiliana, in quanto è particolarmente scarsa dal punto di
vista nutritivo, le insalatine più tenere e le verdure ricche di acqua.
Il coniglio può avere a disposizione verdura fresca in quantità
illimitata. Il preconcetto che la verdura fresca causi al coniglio
disturbi intestinali è del tutto infondato, salvo il caso di un cambio
brusco di alimentazione in un animale che è sempre stato alimentato con
cibi secchi; in tal caso l’introduzione dei vegetali deve avvenire con
molta gradualità.
La frutta deve essere somministrata in quantità molto
moderata, perché può dare problemi di obesità. Non ci sono particolari
restrizioni per quanto riguarda i tipi di frutta da somministrare (a
parte l’avocado che è tossico), ma per la quantità si.
Il pellet è un mangime composto da cilindretti di
fieno pressato; può rappresentare un’integrazione dell’alimentazione,
soprattutto per soggetti in crescita o in riproduzione. Non è tuttavia
indispensabile per una corretta alimentazione. Un buon pellet deve
contenere almeno il 18% di fibra, e dare un apporto di calcio moderato.
Sono da evitare i pellet che contengono una dose di fibra insufficiente,
o che sono composti di cereali. Il pellet deve essere somministrato in
quantità limitata, in genere 1-2 cucchiai al massimo per giorno. In caso
di obesità deve essere ridotto o anche eliminato.
Un’alimentazione naturale, basata su fieno, erba e
verdure, non ha bisogno di alcuna integrazione di vitamine e minerali.
Alimenti controindicati:
- miscele di semi, cereali, mais, carrube,
fiocchi di cereali,
- frutta secca,
- carboidrati (pane, grissini, biscotti) dolciumi, cioccolata,
- snack commerciali per roditori (caramelline allo yogurt, barrette di
cereali, barrette di semi e melassa, ecc.),
- patate, avocado, parti verdi di patate, pomodoro e melanzana,
- nei conigli adulti, i vegetali molto ricchi di calcio come l’erba
medica, il tarassaco e le piante aromatiche.
Nella gabbia deve essere sempre presente un
contenitore di acqua fresca e pulita. I contenitori ideali sono gli
abbeveratoi a goccia, che impediscono al coniglio di sporcare o
rovesciare l’acqua. L’abbeveratoio deve essere lavato tutti i giorni, e
disinfettato almeno una volta la settimana; un paio di volte al giorno è
opportuno controllare se funziona correttamente, perché questo tipo di
contenitori a volte si blocca o perde svuotandosi completamente. Se i
conigli hanno a disposizione molta verdura fresca in genere consumano
poca acqua.
Riproduzione
È sconsigliato far riprodurre il proprio coniglio, a
causa della quantità di conigli che vengono abbandonati ogni anno e
della difficoltà di trovare ai piccoli una sistemazione adeguata.
Inoltre, è necessario che le femmine vengano sterilizzate
(preferibilmente a 6-12 mesi di età) per prevenire il tumori uterini
(frequentissimi in questa specie) e altre patologie. Le informazioni che
seguono sono utili per prevenire gravidanze e saper eventualmente
gestire una coniglia adottata già gravida.
I conigli sono riproduttori molto precoci e prolifici; la maturità
sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età (è più anticipata nelle
razze nane e più tardiva in quelle di maggiori dimensioni). La stagione
riproduttiva nei climi miti dura tutto l’anno.
Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo
di recettività di 7-10 giorni, in cui sono fertili ed accettano il
maschio, seguito da un periodo di non recettività di 1-2 giorni, in cui
si sviluppano nuovi follicoli.
L’estro è poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento
della vulva (caratteristica che tuttavia è incostante), atteggiamento di
monta, irrequietezza, sfregamento del mento. L’ovulazione è indotta
dall’accoppiamento, ma può verificarsi anche per altri stimoli, in
assenza del maschio. Se l’accoppiamento non è fecondo o se la coniglia
ovula senza essersi accoppiata si può verificare una pseudogravidanza, o
falsa gravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingrossamento
delle mammelle e formazione del nido. La coniglia può avere da 4 a 8
cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli per cucciolata, con una media
di 7: è quindi evidente che chi vuole tenere una coppia di sesso opposto
deve necessariamente provvedere a sterilizzare entrambi i conigli. La
gravidanza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35.
La coniglia gravida deve essere separata dal maschio o da altri conigli;
nella sua gabbia deve essere posta una casetta nido imbottita di paglia,
fieno o stracci. Prima del parto la futura madre prepara il nido
strappandosi del pelo con cui imbottisce il nido. Questo fenomeno è
molto importante per la sopravvivenza della nidiata: sono, infatti, dei
feromoni presenti nel pelo del nido che attireranno la madre verso i
piccoli e la spingeranno a fornire loro le cure di cui hanno bisogno.
I piccoli nati sono completamente inetti, nudi, ciechi e con le orecchie
chiuse. Dopo il parto, il nido con i piccoli non deve essere toccato, e
la coniglia va disturbata meno possibile, altrimenti si può verificare
l’abbandono della cucciolata. Il cannibalismo è raro, se la famigliola
non viene disturbata. La coniglia non resta nel nido con i piccoli, al
contrario di quanto fanno le gatte; allatta i piccoli solo una o due
volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido (circa 5 minuti);
questo comportamento è del tutto normale e non va scambiato con una
scarsa attenzione nei confronti dei piccoli.
Per capire se i piccoli sono adeguatamente accuditi, basta osservarli:
devono avere la pelle rosa e liscia, e se sfiorati scattano come molle.
Se invece la pelle ha un colore scuro e un aspetto raggrinzito,
significa che ci sono dei problemi.
I piccoli iniziano a consumare cibo solido intorno alle tre settimane di
età, e sono svezzati a 4 - 6 settimane. Inizialmente si lascia loro a
disposizione del fieno e del pellet, e gradualmente si introducono erba
e/o verdure. Per una buona socializzazione non è bene togliere i piccoli
alla madre prima delle sei settimane, mentre otto settimane è l’età
ideale per darli in adozione. Se si attende più a lungo si possono avere
problemi di gravidanze indesiderate.
Le cure
Il coniglio è un animale molto pulito e non necessita
di cure particolari. Può essere utile spazzolare il mantello
(soprattutto durante la muta, quando vi è un abbondante ricambio della
pelliccia) per asportare il pelo morto. Questa operazione è
particolarmente importante nelle razze a pelo lungo, e va condotta
quotidianamente per evitare che il pelo si infeltrisca e formi dei nodi.
I nodi vanno eventualmente tagliati via, perché se vengono ingoiati dal
coniglio durante la pulizia possono causare pericolosissime ostruzioni
intestinali.
Anche se raramente se e presenta la necessità, il coniglio può essere
lavato, con l’accortezza di non fargli prendere freddo. La possibilità
che accetti un bagno dipende dal carattere individuale: alcuni si
lasciano lavare senza difficoltà, soprattutto se sono abituati da
piccoli, per altri rappresenta un evento traumatico al quale reagiscono
molto male. In quest’ultimo caso è meglio non insistere, tanto più se si
tratta di un coniglio che ha problemi di salute o difficoltà
respiratoria: lo stress può anche causare un arresto cardiaco.
Per il bagno si può utilizzare uno shampoo delicato per bambini oppure
un prodotto dermatologico specifico per gatti. Lo shampoo deve essere
accuratamente risciacquato, dopo di che si deve asciugare con cura il
coniglio, prima frizionando con degli asciugamani e poi utilizzando
l’asciugacapelli regolato al minimo. Durante la stagione calda può anche
essere messo ad asciugare all’aperto.
Può capitare che, per vari motivi, il coniglio abbia la zona intorno
all’ano sporca. In tal caso lo si può lavare sostenendo il posteriore e
mettendo la parte sporca sotto il rubinetto, facendo scorrere dell’acqua
tiepida. Mentre una persona sostiene il coniglio, l’altra lava
delicatamente sotto l’acqua corrente.
Il taglio delle unghie
In genere i conigli che vivono in casa senza la
possibilità di scavare hanno problemi di eccessiva crescita delle
unghie, che devono essere periodicamente tagliate per evitare che si
spezzino o crescano in direzioni anomale; l’operazione viene condotta
utilizzando un piccolo tronchese per le unghie dei gatti, reperibile nei
negozi per animali. Nei conigli con le unghie non pigmentate si vede
chiaramente la parte irrorata, di colore rosa, alla base dell’unghia,
che non deve essere tagliata; nelle unghie colorate questa si distingue
meno bene, per cui le prime volte fatevi mostrare dal veterinario o da
una persona esperta fino a che punto si può tagliare senza danno. Se per
errore l’unghia viene accorciata troppo e sanguina, è sufficiente tenere
premuta la parte alcuni minuti, finchè il sangue non coagula.
La sterilizzazione
La sterilizzazione consiste in un intervento
chirurgico che rende l’animale incapace di riprodursi; a questo scopo
nel maschio si asportano i testicoli e nella femmina l’utero e le ovaie.
Con la sterilizzazione inoltre cessa l’effetto degli ormoni sessuali sul
cervello, in modo che viene eliminata la loro influenza sul
comportamento. I conigli sterilizzati tendono a sporcare meno fuori
dalla cassetta, perché sentono meno lo stimolo a marcare il territorio
con l’urina e le feci. I maschi smettono di montare i piedi o le mani
del proprietario, e le femmine non vanno incontro alla pseudogravidanza.
In generale, i conigli sterilizzati, sia maschi che femmine, sono più
socievoli e docili, meno frustrati ed aggressivi.
Nella coniglia, la sterilizzazione presenta il vantaggio di prevenire le
malattie dell’utero, in particolare i tumori, che sono molto frequenti
sopra i cinque anni di età, e altre gravi patologie uterine.
Le vaccinazioni
I conigli devono essere vaccinati contro due
malattie, la mixomatosi e la malattia emorragica virale. La diffusione
di queste malattie può variare secondo le località, per cui in caso di
dubbio chiedete informazioni al vostro veterinario. Il veterinario
deciderà il tipo e la frequenza delle vaccinazioni, secondo l’età, la
situazione locale ed il tipo di vaccino. La vaccinazione viene sempre
preceduta da un’accurata visita clinica per controllare lo stato di
salute del coniglio. Le vaccinazioni sono senz’altro consigliabili,
anche se il coniglio vive in appartamento, perché la trasmissione può
avvenire tramite vettori quali mosche, zanzare, pulci e pidocchi, e sono
malattie molto gravi che il vaccino previene efficacemente.

© Testo e foto Marta Avanzi