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Il coniglio


Il coniglio rappresenta un eccellente animale da compagnia. Ha un carattere sociale, pertanto cerca spontaneamente la compagnia delle persone e può stabilire un forte legame affettivo con chi se ne prende cura. E’ intelligente e attivo, ama giocare ed interagire con le persone che lo accudiscono, purché non rimanga costantemente rinchiuso in una gabbia e abbia la possibilità di uscire regolarmente. Spesso può essere educato ad utilizzare la cassetta per i bisogni, anche se a volte si dimostra meno preciso e affidabile di un gatto.
Il coniglio, soprattutto se di taglia nana, non è invece indicato come animale per bambini al di sotto di 6-7 anni, a causa della sua estrema fragilità. Accade spesso che l’animale cada di mano al bambino fratturandosi un arto o i denti, o venga strapazzato come un giocattolo. Inoltre i conigli non amano, in genere, essere sollevati da terra e portati in giro in braccio.
Il coniglio non ama la solitudine e richiede quindi molte attenzioni se tenuto da solo, e non è adatto a vivere rinchiuso in gabbia.
Esistono numerose razze (quelle riconosciute sono più di 60), che variano notevolmente per taglia, struttura delle orecchie, colorazione, tipo di pelo, forma del cranio. Si va dalle razze giganti come il gigante fiammingo che può superare gli 8 kg, al nano olandese che pesa meno di un kg. Tutte appartengono però alla stessa specie. I conigli venduti come animali da compagnia sono in genere incroci di varie razze di piccola taglia. Ogni coniglio, indipendentemente dalla razza, può rappresentare un ottimo compagno di casa. I soggetti più selezionati sono anzi più facilmente portatori di difetti genetici.


Comportamento e carattere

I conigli sono di natura animali socievoli, gregari e gerarchici. Vivono in gruppi familiari, composti in media da 6-10 conigli, al cui intero si stabilisce una gerarchia: la femmina e il maschio dominanti comandano sugli altri individui. Tramite le ghiandole poste sotto il mento e vicino all’ano marcano sia il territorio sia gli altri conigli, comportamento manifestato più frequentemente dagli individui dominanti. I diversi conigli del gruppo si riconoscono tramite l’olfatto, e gli individui estranei, il cui odore non viene riconosciuto, vengono scacciati. Il coniglio di casa mantiene questo comportamento: marca il territorio con il suo odore, in modo da renderlo "familiare", e ricavarne quindi un senso di sicurezza. I conigli marcano in modo molto efficace anche con l’urina, come i gatti; questa fastidiosa abitudine viene eliminata con la sterilizzazione.
I conigli selvatici, soprattutto le femmine, scavano nel terreno profonde e complesse tane sotterranee, composte da diverse camere e provviste di numerosi ingressi. Le tane sono spesso costruite al limite di zone boscose che bordano prati o campi coltivati. L’abilità di scavare tane permette ai conigli non solo di sfuggire ai predatori e di tenere i piccoli al sicuro, ma anche di mettersi al riparo dalle condizioni atmosferiche avverse.
I conigli passano la giornata al sicuro dentro le tane, ed escono soprattutto al crepuscolo e all’alba, in cerca di cibo. Si nutrono di erbe, foglie, germogli, radici e in inverno, quando il cibo scarseggia, anche della corteccia degli alberi. Sopperiscono ad una dieta relativamente povera dal punto di vista nutritivo con la coprofagia (l’assunzione delle proprie feci), che permette una più efficace utilizzazione dell’alimento sfruttando la digestione della fibra da parte della flora intestinale.


Caratteristiche fisiologiche

La vita media dei conigli, se ben tenuti e correttamente alimentati, è di 9-10 anni, ma alcuni possono vivere più a lungo. Il potenziale di vita è considerato di 15 anni.
Oltre agli incisivi, facilmente visibili scostando le labbra, il coniglio ha anche dei denti interni che usa per triturare il cibo prima di ingoiarlo. Tutti i denti, sia gli incisivi sia i denti interni, hanno la particolarità di essere a crescita continua, vale a dire che si allungano in modo continuo per tutta la vita. La loro lunghezza resta in realtà costante perché l’allungamento viene controbilanciato dal consumo causato dalla masticazione di alimenti ricchi di fibra, quali erba, fieno, vegetali fibrosi. Se l’alimentazione invece non è corretta, ed è ricca di alimenti energetici e poco abrasivi (semi, cereali, carboidrati) si determina una grave patologia a carico dei denti, detta malocclusione.

Per il corretto funzionamento dell’intestino è di fondamentale importanza che l’alimento contenga molta fibra (che si trova nell’erba, nel fieno e nelle verdure). La fibra, infatti, stimola la motilità intestinale e permette lo sviluppo di batteri benefici. Se la fibra è insufficiente, si possono avere problemi di rallentamento della motilità intestinale (e quindi un blocco o stasi) o lo sviluppo di batteri pericolosi, e quindi diarrea e anche morte. Anche i carboidrati sono dannosi per la salute dei conigli, perché permettono lo sviluppo intestinale di batteri pericolosi per la salute; pertanto a questi animali non devono essere somministrati alimenti quali dolciumi, biscotti, pane, fioccati, ecc.
Alternate alle normali feci dure, che vengono abbandonate in giro, i conigli producono un altro tipo di feci, dette ciecotrofo, che mangiano direttamente dall’ano appena emesse. Questo tipo di feci, più tenere e umide delle feci normali, e coperte di muco, sono ricche delle sostanze nutritive prodotte dalla flora batterica intestinale.

La cute, protetta dalla folta pelliccia, è molto sottile e delicata, ed è priva di ghiandole sudoripare; essendo incapace di sudare il coniglio tollera male le alte temperature. Le zampe non hanno cuscinetti plantari: la loro superficie inferiore è protetta da un folto rivestimento di pelo.


Riconoscimento del sesso

Saper identificare con precisione il sesso è di importanza fondamentale se si comprano due conigli anziché uno: se infatti sono di sesso opposto si pone molto presto il problema della sterilizzazione chirurgica, per evitare gravidanze indesiderate.
Il riconoscimento del sesso richiede un po’ di pratica, ma è fattibile anche in soggetti molto giovani. Si deve premere alla base dell’organo genitale per visualizzare lo sbocco dell’uretra: nel maschio è rotondeggiante, mentre nella femmina ha la forma di una fessura che si alluna fino alla base. In caso di dubbio, è bene far confermare l’identificazione del sesso da parte di un veterinario esperto.
Dopo i tre mesi di età nel maschio si verifica la discesa dei testicoli che si localizzano ai lati del pene, e questo permette di identificare con sicurezza il maschio. Nel maschio adulto il pene, dopo essere stato sfoderato con una delicata pressione alla base, è ben riconoscibile, e permette di identificare il sesso anche nei soggetti sterilizzati.


Come maneggiare il coniglio

Saper afferrare un coniglio in modo corretto è molto importante per evitare di procurargli delle lesioni; i conigli hanno un apparato scheletrico delicato, che può facilmente fratturarsi o in seguito ad una caduta. Anche la contrazione violenta dei muscoli del posteriore, se il coniglio si divincola, può provocare la frattura della colonna vertebrale. Pertanto occorre porre molta cura a contenere il coniglio in modo sicuro e fermo, in modo che non cada e non si agiti violentemente.
Non si deve mai cercare di immobilizzare con la forza un coniglio che lotta e si divincola: se l’animale cerca di resistere violentemente perché non vuole essere afferrato deve essere immediatamente lasciato, e riavvicinato dopo un po', quando si è calmato. Funziona bene avvicinare il coniglio in modo calmo, usando un tono di voce rilassato, ed eventualmente coprirgli occhi e carezzarlo dolcemente.
Esistono diverse tecniche per sollevare in modo sicuro un coniglio. Un tipo di presa consiste nel far scivolare una mano sotto il torace afferrando saldamente gli arti anteriori, mentre l’altra mano afferra e sostiene gli arti posteriori. Con gli arti ben immobilizzati, e il peso del corpo sostenuto da entrambe le mani, si appoggia la schiena del coniglio contro il proprio torace, con una presa sicura. Un coniglio spaventato può tranquillizzarsi se si infila la sua testa sotto un braccio, in modo da coprirgli gli occhi. E’ importante mantenere sempre intorno alle zampe una presa decisa, in modo da non farselo sfuggire nel caso compia movimenti improvvisi, e soprattutto non permettere alle zampe posteriori di scalciare.
I soggetti più spaventati e irrequieti possono, in caso di necessità, essere afferrati e sollevati dopo averli coperti e avvolti con un asciugamano. Quando si ha a che fare con un coniglio spaventato si deve anche fare attenzione a non ricevere morsi, calci e graffi. I bambini piccoli devono essere educati su come trattare il coniglio, evitando di afferrarlo e portarlo in giro come un giocattolo, soprattutto se si tratta di conigli di taglia nana o molto giovani, che sono spesso lasciati cadere in terra dai bambini, riportando come conseguenza fratture e lussazioni.


L’alloggio

I conigli non sono adatti a vivere costantemente confinati in gabbia, che rappresenta pur sempre una specie di prigione. Tuttavia nei momenti di riposo e quando non sono sorvegliati, per la loro sicurezza devono essere tenuti rinchiusi (a meno che non si decida di allestire una stanza appositamente dedicata a loro).

Le dimensioni minime della gabbia dipendono dal tempo che il coniglio vi resta rinchiuso (può anche essere di dimensioni ridotte se passa molto tempo fuori) e dalla sua taglia (ovviamente maggiore è la taglia più spazio richiede l’animale). La gabbia deve essere abbastanza ampia da alloggiare comodamente una cassetta per i bisogni e una piccola casetta che funga da tana, o quantomeno un giaciglio (altrimenti il coniglio andrà a dormire nella casetta per i bisogni).

Il tipo di fondo è molto importante per la salute dei piedi del coniglio: un fondo di griglia è sconsigliato e può predisporre a problemi di pododermatite (infezioni dei piedi). Il substrato ideale deve essere morbido, pulito e asciutto. Si può porre sul fondo del materiale assorbente come carta, pellet di tutolo di mais, segatura, pellet di segatura o di carta riciclata, e sopra di questo uno spesso strato di fieno che assicura ai piedi dell’animale il massimo benessere. Il pellet di tutolo di mais, e ancor di più il ghiaino per gatti o il granulato per roditori non sono assolutamente adeguati, mentre possono essere impiegati nella cassetta dei bisogni. I trucioli non sono indicati per i conigli a pelo lungo (angora, Jersey wooly) perché si aggrovigliano al pelo.

Il materiale del fondo deve essere rimosso e sostituito tutti i giorni. I conigli producono abbondanti deiezioni e urinano molto; questo materiale, se lasciato per giorni nella gabbia, causa problemi di salute (infezione ai piedi per la sporcizia e problemi respiratori per i vapori di ammoniaca).

La gabbia non deve rappresentare per il coniglio una prigione ma la sua tana, in cui ritirarsi quando vuole riposare o mangiare. Quando il coniglio sceglie di rientrare nella gabbia si deve rispettare la sua privacy, evitando di disturbarlo o di tirarlo fuori di peso. Molti conigli reagiscono aggressivamente quando i proprietari mettono le mani nella gabbia per le pulizie o per tirar fuori l’animale. Si tratta di un comportamento relativamente normale (il coniglio difende il suo territorio). Per evitare questo inconveniente è sufficiente metter mano alla gabbia quando il coniglio è uscito di sua spontanea volontà.

Come rendere sicura la casa ("a prova di coniglio")

Perché il coniglio rappresenti veramente un animale da compagnia, e possa mostrare tutta la sua personalità e la sua intelligenza, è necessario permettergli di uscire dalla gabbia, esplorare l’ambiente e interagire con i membri della famiglia. Questo deve avvenire in un ambiente sicuro e controllato, per evitare sia che si faccia del male, sia che danneggi l’arredamento. Uno dei pericoli principali è costituito dai fili elettrici, che masticati possono causare la morte dell’animale. I fili elettrici, dell’antenna TV, del telefono, del computer, devono essere sistemati in modo da non essere raggiungibili (ad esempio fissandoli in alto) oppure vanno protetti facendoli scorrere dentro tubi di plastica.
Altri pericoli possono essere rappresentati da piante da appartamento (magari non tossiche di per sé, ma trattate con sostanze tossiche), sigarette, farmaci, prodotti per la pulizia della casa. La stoffa, se ingerita, può causare un blocco intestinale.
Un pericolo a cui spesso non si pensa è rappresentato dal sacchetto di pane raffermo o da una scatola di biscotti, che possono causare al coniglio un’enterite mortale se ne mangia certa quantità di questi alimenti.
Altro genere di pericolo è rappresentato dalle cadute dall’alto (da terrazze e balconi) e dalla presenza in casa di altri animali, in particolare cani e furetti.


Come impedire al coniglio di danneggiare la casa

Per i conigli è un comportamento naturale esplorare l’ambiente con i denti, rosicchiando quanto capita a tiro. Per evitare che questo si traduca nella distruzione di mobilio, tappeti, coperte, tende e tappezzerie si deve da un lato tener d’occhio il coniglio, fin che non ha imparato a comportarsi bene, dall’altro offrirgli la possibilità di dirigere questo suo comportamento verso altri oggetti. Per quanto riguarda il primo punto, le prime uscite dalla gabbia devono avvenire sotto stretta sorveglianza; ogni volta che il coniglio inizia a rodere un oggetto vietato, gli si deve mettere davanti alla bocca la mano dicendogli "No!" in tono deciso, ma senza mai punirlo fisicamente.

Allo stesso tempo si deve permettere all’animale di distrarsi con giocattoli e passatempi innocui, ad esempio palline di plastica dura, tubi di cartone, pezzetti di legno, giocattoli per neonati, cesti di vimini non trattati con vernici. Si possono costruire dei divertenti passatempi praticando delle aperture su scatoloni collegati tra loro con dei tunnel di tubi, o riempiendo uno scatolone di fieno. Ogni giocattolo deve essere in materiale non tossico, e va eliminato se il coniglio tende a roderlo e ad ingoiarne i pezzi. Anche il cartone, se ingerito in una certa quantità, dà problemi di costipazione.

Un passatempo gradito da alcuni conigli, che coinvolge direttamente il proprietario, consiste nel fare il tiro alla fune con un pezzo di stoffa, o giocare a rincorrersi.

Di solito, passato il primo anno di vita, il coniglio diventa più tranquillo e manifesta minori tendenze distruttive. Tuttavia solo se si può essere pienamente sicuri della sua affidabilità lo si può lasciare libero di girare incustodito, in caso contrario è preferibile lasciarlo al sicuro nella gabbia quando non ci si può occupare di lui.


All’aperto

Se si porta il coniglio all’aria aperta occorre prendere ogni precauzione per evitare incidenti e fughe. Il luogo scelto deve essere tranquillo in modo che l’animale non si spaventi per rumori o per la presenza di persone, animali o macchine, soprattutto durante le prime uscite. Un buon sistema per tenere il coniglio sotto controllo consiste nell’applicargli un guinzaglio a pettorina, anche se alcuni conigli non vi si adattano e rifiutano di muoversi. Un altro buon sistema è di costruire una recinzione, sia temporanea sia permanente, in cui custodire l’animale. A meno che non si tratti di una recinzione assolutamente sicura, è sempre bene tener d’occhio il coniglio per verificare che non scappi o che non venga aggredito da cani o gatti. Non bisogna dimenticare che i conigli possono scavarsi rapidamente una via di fuga al di sotto di una rete.
Se il coniglio è tenuto all’aperto, anche sono temporaneamente, deve avere la possibilità di ripararsi dal sole, dalla pioggia e dal freddo. Il calore eccessivo, in particolare, rappresenta un grave pericolo, perché i conigli non sudano e sono predisposti a sviluppare un colpo di calore se sono esposti a temperature ambientali elevate senza possibilità di riparo.
I conigli sopportano bene le temperature basse, ma si devono evitare sbalzi di temperatura come il passaggio dal calore dell’appartamento al freddo dell’inverno.


Alimentazione

Una dieta corretta è fondamentale per la salute del coniglio: la stragrande maggioranza dei problemi di salute dei conigli da compagnia sono infatti causati da alimenti inappropriati. I conigli sono erbivori, e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, germogli. La fibra è indispensabile al benessere del coniglio: stimola la motilità intestinale e favorisce lo sviluppo di una flora batterica benefica che protegge dalle infezioni intestinali e quindi da problemi di diarrea; permette un adeguato consumo dei denti prevenendo i problemi di malocclusione, lo tiene impegnato perché richiede una masticazione prolungata, impedendogli di annoiarsi e sviluppare problemi di comportamento. Inoltre previene l’obesità, che causa molti problemi di salute e accorcia la vita del coniglio.

La base dell’alimentazione deve essere rappresentata dal fieno, che deve essere sempre disponibile in quantità illimitata: apporta al coniglio tutti gli elementi nutritivi di cui ha necessità ed è ricco di fibra. Il fieno deve essere fresco e pulito; va scartato se sono presenti muffe. Il fieno fresco è di colore verde, di odore aromatico e privo di polvere. Il fieno più adatto ai conigli è quello di erbe miste (fieno di prato polifita); il fieno di erba medica, al contrario, è eccessivamente ricco di calcio e può causare problemi nei conigli che hanno terminato l’accrescimento.

L’erba fresca costituisce l’alimento ideale dei conigli, quello che consumano in natura. Apporta gli stessi benefici del fieno, e garantisce un consumo dei denti anche maggiore. Se possibile, si deve permettere al coniglio di brucare liberamente da un prato o un giardino: ciò gli consente anche di fare attività fisica e di godere dei benefici del sole. In tal caso occorre prendere ogni precauzione per evitare la fuga e l’attacco da parte di altri animali quali cani o gatti. In alterativa, l’erba può essere raccolta e messa nella gabbia dell’animale, avendo l’accortezza di eliminarla prima che appassisca e fermenti. L’erba secca invece non dà nessun problema. L’erba destinata all’alimentazione del coniglio non deve essere stata contaminata da nessuna sostanza chimica (antiparassitari, diserbanti, scarichi delle automobili).

Verdure fresche e pulite possono costituire una buona integrazione alla dieta; tutte le verdure adatte all’alimentazione umana sono anche adatte al consumo da parte dei conigli. È preferibile scegliere quelle più ricche di fibra e che richiedono maggiore masticazione: radicchio, insalata, carote, foglie di carota, coste, cicoria, broccoli, indivia, finocchio, sedano, ecc. Si deve evitare l’insalata brasiliana, in quanto è particolarmente scarsa dal punto di vista nutritivo, le insalatine più tenere e le verdure ricche di acqua. Il coniglio può avere a disposizione verdura fresca in quantità illimitata. Il preconcetto che la verdura fresca causi al coniglio disturbi intestinali è del tutto infondato, salvo il caso di un cambio brusco di alimentazione in un animale che è sempre stato alimentato con cibi secchi; in tal caso l’introduzione dei vegetali deve avvenire con molta gradualità.

La frutta deve essere somministrata in quantità molto moderata, perché può dare problemi di obesità. Non ci sono particolari restrizioni per quanto riguarda i tipi di frutta da somministrare (a parte l’avocado che è tossico), ma per la quantità si.

Il pellet è un mangime composto da cilindretti di fieno pressato; può rappresentare un’integrazione dell’alimentazione, soprattutto per soggetti in crescita o in riproduzione. Non è tuttavia indispensabile per una corretta alimentazione. Un buon pellet deve contenere almeno il 18% di fibra, e dare un apporto di calcio moderato. Sono da evitare i pellet che contengono una dose di fibra insufficiente, o che sono composti di cereali. Il pellet deve essere somministrato in quantità limitata, in genere 1-2 cucchiai al massimo per giorno. In caso di obesità deve essere ridotto o anche eliminato.

Un’alimentazione naturale, basata su fieno, erba e verdure, non ha bisogno di alcuna integrazione di vitamine e minerali.

Alimenti controindicati:

- miscele di semi, cereali, mais, carrube, fiocchi di cereali,
- frutta secca,
- carboidrati (pane, grissini, biscotti) dolciumi, cioccolata,
- snack commerciali per roditori (caramelline allo yogurt, barrette di cereali, barrette di semi e melassa, ecc.),
- patate, avocado, parti verdi di patate, pomodoro e melanzana,
- nei conigli adulti, i vegetali molto ricchi di calcio come l’erba medica, il tarassaco e le piante aromatiche.

Nella gabbia deve essere sempre presente un contenitore di acqua fresca e pulita. I contenitori ideali sono gli abbeveratoi a goccia, che impediscono al coniglio di sporcare o rovesciare l’acqua. L’abbeveratoio deve essere lavato tutti i giorni, e disinfettato almeno una volta la settimana; un paio di volte al giorno è opportuno controllare se funziona correttamente, perché questo tipo di contenitori a volte si blocca o perde svuotandosi completamente. Se i conigli hanno a disposizione molta verdura fresca in genere consumano poca acqua.


Riproduzione

È sconsigliato far riprodurre il proprio coniglio, a causa della quantità di conigli che vengono abbandonati ogni anno e della difficoltà di trovare ai piccoli una sistemazione adeguata. Inoltre, è necessario che le femmine vengano sterilizzate (preferibilmente a 6-12 mesi di età) per prevenire il tumori uterini (frequentissimi in questa specie) e altre patologie. Le informazioni che seguono sono utili per prevenire gravidanze e saper eventualmente gestire una coniglia adottata già gravida.
I conigli sono riproduttori molto precoci e prolifici; la maturità sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età (è più anticipata nelle razze nane e più tardiva in quelle di maggiori dimensioni). La stagione riproduttiva nei climi miti dura tutto l’anno.
Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, in cui sono fertili ed accettano il maschio, seguito da un periodo di non recettività di 1-2 giorni, in cui si sviluppano nuovi follicoli.
L’estro è poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento della vulva (caratteristica che tuttavia è incostante), atteggiamento di monta, irrequietezza, sfregamento del mento. L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento, ma può verificarsi anche per altri stimoli, in assenza del maschio. Se l’accoppiamento non è fecondo o se la coniglia ovula senza essersi accoppiata si può verificare una pseudogravidanza, o falsa gravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingrossamento delle mammelle e formazione del nido. La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli per cucciolata, con una media di 7: è quindi evidente che chi vuole tenere una coppia di sesso opposto deve necessariamente provvedere a sterilizzare entrambi i conigli. La gravidanza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35.
La coniglia gravida deve essere separata dal maschio o da altri conigli; nella sua gabbia deve essere posta una casetta nido imbottita di paglia, fieno o stracci. Prima del parto la futura madre prepara il nido strappandosi del pelo con cui imbottisce il nido. Questo fenomeno è molto importante per la sopravvivenza della nidiata: sono, infatti, dei feromoni presenti nel pelo del nido che attireranno la madre verso i piccoli e la spingeranno a fornire loro le cure di cui hanno bisogno.
I piccoli nati sono completamente inetti, nudi, ciechi e con le orecchie chiuse. Dopo il parto, il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile, altrimenti si può verificare l’abbandono della cucciolata. Il cannibalismo è raro, se la famigliola non viene disturbata. La coniglia non resta nel nido con i piccoli, al contrario di quanto fanno le gatte; allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido (circa 5 minuti); questo comportamento è del tutto normale e non va scambiato con una scarsa attenzione nei confronti dei piccoli.
Per capire se i piccoli sono adeguatamente accuditi, basta osservarli: devono avere la pelle rosa e liscia, e se sfiorati scattano come molle. Se invece la pelle ha un colore scuro e un aspetto raggrinzito, significa che ci sono dei problemi.
I piccoli iniziano a consumare cibo solido intorno alle tre settimane di età, e sono svezzati a 4 - 6 settimane. Inizialmente si lascia loro a disposizione del fieno e del pellet, e gradualmente si introducono erba e/o verdure. Per una buona socializzazione non è bene togliere i piccoli alla madre prima delle sei settimane, mentre otto settimane è l’età ideale per darli in adozione. Se si attende più a lungo si possono avere problemi di gravidanze indesiderate.
 

Le cure

Il coniglio è un animale molto pulito e non necessita di cure particolari. Può essere utile spazzolare il mantello (soprattutto durante la muta, quando vi è un abbondante ricambio della pelliccia) per asportare il pelo morto. Questa operazione è particolarmente importante nelle razze a pelo lungo, e va condotta quotidianamente per evitare che il pelo si infeltrisca e formi dei nodi. I nodi vanno eventualmente tagliati via, perché se vengono ingoiati dal coniglio durante la pulizia possono causare pericolosissime ostruzioni intestinali.
Anche se raramente se e presenta la necessità, il coniglio può essere lavato, con l’accortezza di non fargli prendere freddo. La possibilità che accetti un bagno dipende dal carattere individuale: alcuni si lasciano lavare senza difficoltà, soprattutto se sono abituati da piccoli, per altri rappresenta un evento traumatico al quale reagiscono molto male. In quest’ultimo caso è meglio non insistere, tanto più se si tratta di un coniglio che ha problemi di salute o difficoltà respiratoria: lo stress può anche causare un arresto cardiaco.
Per il bagno si può utilizzare uno shampoo delicato per bambini oppure un prodotto dermatologico specifico per gatti. Lo shampoo deve essere accuratamente risciacquato, dopo di che si deve asciugare con cura il coniglio, prima frizionando con degli asciugamani e poi utilizzando l’asciugacapelli regolato al minimo. Durante la stagione calda può anche essere messo ad asciugare all’aperto.
Può capitare che, per vari motivi, il coniglio abbia la zona intorno all’ano sporca. In tal caso lo si può lavare sostenendo il posteriore e mettendo la parte sporca sotto il rubinetto, facendo scorrere dell’acqua tiepida. Mentre una persona sostiene il coniglio, l’altra lava delicatamente sotto l’acqua corrente.


Il taglio delle unghie

In genere i conigli che vivono in casa senza la possibilità di scavare hanno problemi di eccessiva crescita delle unghie, che devono essere periodicamente tagliate per evitare che si spezzino o crescano in direzioni anomale; l’operazione viene condotta utilizzando un piccolo tronchese per le unghie dei gatti, reperibile nei negozi per animali. Nei conigli con le unghie non pigmentate si vede chiaramente la parte irrorata, di colore rosa, alla base dell’unghia, che non deve essere tagliata; nelle unghie colorate questa si distingue meno bene, per cui le prime volte fatevi mostrare dal veterinario o da una persona esperta fino a che punto si può tagliare senza danno. Se per errore l’unghia viene accorciata troppo e sanguina, è sufficiente tenere premuta la parte alcuni minuti, finchè il sangue non coagula.


La sterilizzazione

La sterilizzazione consiste in un intervento chirurgico che rende l’animale incapace di riprodursi; a questo scopo nel maschio si asportano i testicoli e nella femmina l’utero e le ovaie. Con la sterilizzazione inoltre cessa l’effetto degli ormoni sessuali sul cervello, in modo che viene eliminata la loro influenza sul comportamento. I conigli sterilizzati tendono a sporcare meno fuori dalla cassetta, perché sentono meno lo stimolo a marcare il territorio con l’urina e le feci. I maschi smettono di montare i piedi o le mani del proprietario, e le femmine non vanno incontro alla pseudogravidanza. In generale, i conigli sterilizzati, sia maschi che femmine, sono più socievoli e docili, meno frustrati ed aggressivi.
Nella coniglia, la sterilizzazione presenta il vantaggio di prevenire le malattie dell’utero, in particolare i tumori, che sono molto frequenti sopra i cinque anni di età, e altre gravi patologie uterine.


Le vaccinazioni

I conigli devono essere vaccinati contro due malattie, la mixomatosi e la malattia emorragica virale. La diffusione di queste malattie può variare secondo le località, per cui in caso di dubbio chiedete informazioni al vostro veterinario. Il veterinario deciderà il tipo e la frequenza delle vaccinazioni, secondo l’età, la situazione locale ed il tipo di vaccino. La vaccinazione viene sempre preceduta da un’accurata visita clinica per controllare lo stato di salute del coniglio. Le vaccinazioni sono senz’altro consigliabili, anche se il coniglio vive in appartamento, perché la trasmissione può avvenire tramite vettori quali mosche, zanzare, pulci e pidocchi, e sono malattie molto gravi che il vaccino previene efficacemente.


© Testo e foto Marta Avanzi

 

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