L’alimentazione
è il fattore principale che influenza la salute e la longevità degli
uccelli da compagnia. In cattività un amazzone vive in genere pochi anni
a causa della malnutrizione o delle patologie ad essa secondarie, mentre
il suo potenziale di vita è di 80 anni.
Allo stato naturale i pappagalli in genere si nutrono
di una varietà di alimenti: vegetali, frutta, semi, insetti e carogne;
le diete basate sui soli semi che vengono fornite in cattività sono del
tutto innaturali, gravemente carenti e sbilanciate, anche se continuano
per tradizione ad essere somministrate. I semi sono ricchi di grassi (in
particolare il girasole e le arachidi), poveri di proteine, calcio e
vitamine. Le miscele di semi in commercio spesso non sono fresche,
quindi ancor più povere dal punto di vista alimentare. Si può verificare
facilmente la freschezza di una partita di semi mettendone una parte a
germogliare: maggiore è la percentuale di semi che non germogliano, più
la partita è vecchia, e quindi non adatta all’alimentazione.
Una dieta adeguata deve essere nutriente e variata, e
contenere proteine, grassi, carboidrati in quantità bilanciata. In
commercio esistono diete in pellet di diverse marche che rispondono a
questi requisiti, sebbene la loro diffusione sia ancora limitata.
Tuttavia è possibile anche con un’alimentazione casalinga fornire una
dieta adeguata, se il proprietario non cede ai capricci dei propri
animali. Probabilmente è bene che anche le diete in pellet siano
integrate con una varietà di altri elementi.
Una miscela di semi e noci (freschi) non deve
superare il 25% totale della dieta. Come fonte di proteine di buona
qualità si possono offrire fagioli, tofu, formaggio magro, yogurt, uova
sode, carne cotta magra, pesce cotto, tonno in scatola senz’olio, anche
larve di insetti in alcune specie.
Le verdure costituiscono una parte molto importante,
e vanno scelte tra quelle ricche di carotene, precursore della vitamina
A. I vegetali di colore verde scuro o arancio come regola generale sono
i più ricchi in carotene, ad esempio spinaci, broccoli, tarassaco,
foglie di bietola, peperoni, zucca (cotta), erba medica, carote. La
frutta non è particolarmente nutriente, e va somministrata in
percentuale ridotta; una buona scelta è costituita da pesche,
albicocche, mandarini, papaia, ciliegie, fragole, arance, meloni.
Altri vegetali adeguati e nutrienti sono
rappresentati ad esempio da mais tenero, piselli, cavoli, cavolini di
Bruxelles, carciofi, zucchini, asparagi, patate, mele, uva, fichi,
prugne, ananas.
Il cibo fresco deve essere cambiato almeno una volta
al giorno, anche più volte al giorno nella stagione calda, per impedire
che si alteri.
Cereali integrali possono costituire una piccola
parte della dieta: pane, grissini e fette biscottate, pasta, riso,
fiocchi di cereali, scelti tra quelli integrali.
E’ molto importante fornire una fonte di calcio. Si
può utilizzare l’osso di seppia appeso alla gabbia, ma se non viene
consumato lo si può grattare sopra agli alimenti in piccola quantità
tutti i giorni, in modo che il calcio venga consumato insieme al cibo.
Acqua fresca e pulita deve essere sempre presente.
L’igiene dell’acqua e del suo contenitore è molto importante per la
salute degli uccelli.
Gli alimenti da evitare sono gli alcolici, l’avocado
e la cioccolata, che sono tossici negli uccelli, i cibi salati e quelli
troppo grassi e i dolciumi, se non come premio occasionale, e ovviamente
tutto ciò che è tossico per noi. Il cibo per cani e gatti non è adatto
per gli uccelli da compagnia in quanto è troppo ricco di grassi.
Non è una buona norma igienica permettere agli
uccelli di prendere il cibo dalla bocca del proprietario, in quanto
possono contaminarsi con batteri che per loro sono patogeni.
I lori in natura si nutrono prevalentemente di
polline e nettare, e marginalmente di fiori e frutta e qualche insetto.
In commercio si trovano delle diete pronte appositamente formulate per
questi uccelli, che possono essere integrate con frutta matura e fiori.
I semi devono essere completamente evitati.
Le gracule religiose, o maine, sono onnivori e
richiedono una maggior percentuale di proteine nella dieta. I mangimi in
commercio per le maine in genere non sono formulati correttamente:
contengono infatti eccessivi livelli di ferro, che in questi animali
sono pericolosi. Una dieta adeguata può essere rappresentata da due
parti di riso cotto, due parti di frutta a pezzetti, e una parte di
carne o di cibo per cani magro. Occasionalmente si può fornire dell’uovo
sodo o delle larve di insetti. Sono da evitare anche gli alimenti ricchi
di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro.
(C) testo e foto Marta Avanzi