Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae
Genere Geochelone
Specie G. sulcata
Origine e habitat naturale
Questa tartaruga proviene dall'Africa sub sahariana:
Etiopia, Eritrea, fino al Senegal e alla Mauritania. Abita le savane e
le boscaglie di acacia, ambienti caldi e aridi, dove l'acqua è molto
scarsa. Il suo metabolismo è ben adattato alla conservazione dell'acqua,
che ricava per la massima parte dalla vegetazione di cui si alimenta.
Durante i periodi più caldi scava profonde gallerie nel terreno per
difendersi dalla calura e trovare un microhabitat con un livello di
umidità superiore a quello dell’ambiente di superficie.
Descrizione
Dopo le tartarughe giganti delle Galapagos e delle
Seychelles, G. sulcata è la più grande delle tartarughe di terra:
può arrivare a oltre 75 cm di lunghezza e 50 kg di peso, anche se la
lunghezza media degli adulti è di 45 cm. Il carapace ha una colorazione
ocra, più scura al margine degli scuti. La pelle è color ocra. Gli arti
sono protetti da scaglie molto pronunciate. A livello della faccia
posteriore della regione femorale sono presenti due o più tubercoli ben
evidenti. I neonati misurano 5-7,5 cm di lunghezza; la loro crescita è
molto rapida e ad un anno di età arrivano a misurare 15-25 cm.


Dimorfismo sessuale
I maschi sono più grossi delle femmine, hanno il
piastrone più concavo e la coda è di dimensioni maggiori. Nel maschio
gli scuti anali, nel piastrone, formano un angolo più ampio rispetto
alla femmina. Come per tutte le tartarughe, la differenza tra i sessi si
rende evidente solo al raggiungimento della maturità sessuale.

Mantenimento in cattività
Geochelone sulcata è una tartaruga che, sebbene
robusta, non è adatta a tutti a causa delle dimensioni notevoli che
raggiunge in poco tempo. Prima dell’acquisto è quindi indispensabile
valutare la possibilità di alloggiarla in modo adeguato anche dopo
qualche anno. G. sulcata richiede molto spazio: le dimensioni
minime per un neonato sono di almeno 60 cm x 60 cm e per un adulto di
2,5 m x 2,5 m). Poiché è una tartaruga molto forte, richiede la
costruzione di recinti particolarmente robusti, che altrimenti
potrebbero essere facilmente divelti.
Sia i giovani che gli adulti devono essere
preferibilmente allevati all'aperto, anziché in terrario o al chiuso,
quando la stagione è favorevole. Per vivere bene questi rettili
necessitano di molta luce diretta e calore costante, pertanto durante i
periodi freddi è indispensabile fornire un ambiente protetto dalle
intemperie e riscaldato. Non tollerano il freddo e l'umidità e non vanno
in letargo.
In terrario è necessario predisporre delle lampade
UVB. I raggi UVB sono indispensabili per la formazione di vitamina D,
che serve ad assimilare il calcio presente nell’alimento; la fonte
migliore di raggi UVB è rappresentata dalla luce solare diretta (non
filtrata da vetro, plastica o plexiglas); nel terrario, in mancanza di
luce solare, devono essere presenti lampade UVB per rettili, da
sostituire regolarmente dopo 6-12 mesi di utilizzo.
Il terrario va riscaldato mediante lampade
riscaldanti, che offrano un calore radiante simile a quello fornito dal
sole; si deve creare un gradiente di temperatura che vada da 26°C nella
zona più fresca ad un punto caldo di 30°C, direttamente sotto la fonte
di calore. Durante la notte il calore va fornito con lampade che non
emettono luce (ad esempio lampadine di ceramica o lampadine rosse o
blu), per non disturbare il riposo notturno, e la temperatura può
scendere a 21-26°C.
È sconsigliato l’utilizzo di terrari chiusi, simili a
quelli da serpenti, perché non garantiscono un’adeguata aerazione. È
preferibile usare terrari di tipo aperto, senza coperchio. Il substrato
ideale è rappresentato da fieno, che può fungere anche da alimento, e
che se ingerito non causa problemi di costipazione e ostruzione
intestinale come può accadere con altri tipi di materiale quale
terriccio, segatura, pellet di pannocchia e simili.
Deve essere sempre garantita la disponibilità di
acqua lasciando a disposizione delle tartarughe un recipiente d’acqua
basso ma sufficientemente ampio da permettere loro di immergersi
completamente. La mancanza di un’adeguata fonte di acqua porta
rapidamente a problemi renali e di disidratazione.
Alimentazione
Geochelone sulcata è una tartaruga strettamente
erbivora, e richiede una dieta ad elevato contenuto di fibra come ad
esempio erbe di campo, trifoglio, tarassaco ed erba medica; anche le
pale dei fichi d'india, che consuma avidamente, sono adatti alla sua
alimentazione. Se reperibili, le foglie di rovo, vite e gelso sono
un’altra buona alternativa; inoltre si può sempre lasciare a
disposizione fieno fresco e pulito. Ci si deve assicurare che tutti gli
alimenti siano privi di pesticidi o altre sostanze tossiche. La frutta
causa disturbi digestivi anche gravi e va evitata. Anche la
somministrazione di proteine animali è dannosa, e causa una crescita
deforme del carapace e danni renali.
La crescita è molto rapida, e richiede un notevole
apporto di calcio sotto forma di integratori; un ottimo ed economico
integratore è rappresentato dal calcio carbonato, in vendita nelle
farmacie, da spolverare leggermente sull’alimento. Si può anche lasciare
a disposizione dell’osso di seppia (costituito da calcio carbonato) che
spesso questi rettili consumano volentieri. Gli integratori di calcio
che contengono anche fosforo, invece, sono da evitare. Se l’esposizione
alla luce solare diretta è sufficiente, non è necessario fornire
vitamina D.
Problemi legati alla crescita distorta del carapace
Nelle
G. sulcata allevate in cattività si osserva molto spesso
un’alterazione dello sviluppo della corazza che, anziché mostrare una
superficie a cupola, liscia e regolare, presenta gli scuti rialzati al
centro come tante piramidi (da qui il termine di crescita piramidale).
Questa malformazione nelle tartarughe terrestri è in genere attribuita
ad errori alimentari (eccesso di proteine, soprattutto animali, carenze
minerali) ma sembra che in G. sulcata la causa possa anche essere
legata a un microhabitat troppo asciutto. Pur essendo originaria dei
climi aridi, infatti, questa tartaruga nel suo ambiente naturale scava
profonde gallerie in cui è presente un’umidità ambientale relativamente
più elevata della superficie esterna. Per questo è importante che sia
sempre a disposizione un contenitore d’acqua in cui possano immergersi.
Legislazione
G. sulcata è in appendice II CITES e in allegato
B del Regolamento CE 2724/2000, pertanto può essere venduta solo se
possiede i necessari documenti che ne attestino la provenienza legale.
© Testo e foto Marta Avanzi