Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae
Genere Geochelone
Specie G. pardalis
Sottospecie
G. p. babcocki
G. p. pardalis
La sottospecie più comune è G. p. babcocki ed
è quella che solitamente si trova in commercio in Europa.
Origine e habitat naturale
E' originaria dell'Africa occidentale e meridionale.
G. p. babcocki è distribuita in Africa occidentale dall'Abissinia
alla Repubblica del Sud Africa. G. p. pardalis occupa un areale
più limitato, la parte occidentale della Repubblica del Sud Africa e il
sud della Namibia. Si trova preferibilmente in praterie e savane
semi-aride, ma a volte occupa habitat più piovosi.
Descrizione
Geochelone pardalis è la più grande tartaruga
terrestre africana dopo Geochelone sulcata, e una delle più belle
tartarughe di terra. Le dimensioni possono arrivare ad oltre 60 cm, con
un peso di ben 35 kg; la sottospecie babcocki ha una taglia
inferiore. Il carapace è molto convesso, con una colorazione di fondo
marrone chiaro con macchie nere che formano delle strie radiali. Nei
giovani la colorazione nera forma un anello continuo intorno all'areola
(la parte centrale dello scuto).
G. p. babcocki presenta un carapace con una forma maggiormente a
cupola negli adulti, rispetto a G. p. pardalis. I giovani delle
due sottospecie possono essere distinti dalla colorazione dell'areola
degli scuti centrali e laterali: in G. p. babcocki vi è una sola
macchia nera, mentre in G. p. pardalis ce ne sono due o più.


Dimorfismo sessuale
Non vi sono differenze molto evidenti tra i sessi; il
maschio presenta una lieve concavità a livello del terzo posteriore del
piastrone e ha la coda più lunga. In G. p. babcocki il maschio è
più piccolo della femmina, in G. p. pardalis il maschio è più
grande. La differenza tra i sessi si può notare solo nei soggetti
maturi, nei piccoli è impossibile determinare il sesso.
Mantenimento in cattività
È assolutamente sconsigliato comprare esemplari di
cattura, sia per motivi etici, che per ragioni più pratiche. Le
tartarughe di cattura subiscono condizioni di stress terribili in
seguito alla cattura, al viaggio e al ricovero in condizioni inadeguate.
Sono spesso pesantemente infestate da parassiti e debilitate, hanno
difficoltà ad ambientarsi e presentano un tasso di mortalità elevato. I
piccoli nati in cattività si adattano molto meglio e sono in genere
robusti.
G. pardalis non è una tartaruga adatta a tutti perché, a causa delle
dimensioni, richiede molto spazio. Se tenuta all’aperto occorre
allestire ampi recinti particolarmente robusti, che altrimenti
potrebbero essere facilmente divelti. Anche i soggetti giovani devono
essere preferibilmente allevati all'aperto, anziché in terrario, quando
la stagione è favorevole. In questo caso il recinto deve impedire che i
piccoli possano scappare o essere aggrediti da un cane, ad esempio. Nel
recinto deve essere sempre presente una zona d’ombra, in cui gli animali
possano rifugiarsi dal caldo eccessivo. Appena le condizioni climatiche
peggiorano, le tartarughe vanno subito ricoverate all’interno al caldo.
Per vivere bene questi rettili necessitano di molta luce diretta e
calore costante, pertanto durante i periodi freddi è indispensabile
fornire un ambiente protetto dalle intemperie e riscaldato. Non
tollerano il freddo è l'umidità, e non vanno in letargo d’inverno.
Durante l’inverno e durante i periodi di tempo brutto i piccoli possono
essere sistemati in terrario riscaldato, in cui devono essere presenti
diverse lampade UVB e lampadine riscaldanti; si deve creare un gradiente
di temperatura che vada da 22°C nella zona più fresca ad un punto caldo
di 31°C. Di notte la temperatura può scendere di alcuni gradi, ma non al
di sotto di 16°C.
Il classico terrario di tipo chiuso non è adatto, perché non garantisce
un’adeguata ventilazione e la presenza di un microclima adeguato,
predisponendo all’insorgere di infezioni respiratorie. È preferibile che
un lato sia aperto in alto, o che non sia presente il coperchio. Sul
fondo si può collocare del terriccio misto a sabbia, mentre il pellet di
mais e la segatura sono controindicati perché se ingeriti causano
ostruzione intestinale.
La sistemazione per i soggetti adulti è analoga, ma ovviamente lo spazio
deve essere molto maggiore; per un paio di adulti le dimensioni minime
dovrebbero essere di 6 m x 4 m. se. Più che un terrario, conviene
allestire un piccolo recinto in una stanza appositamente dedicata,
fornito di lampade riscaldanti e UVB come per i giovani. Confinate in
uno spazio angusto, questa tartaruga va incontro ad atrofia muscolare
per mancanza di esercizio.
Deve essere sempre garantita la disponibilità di acqua per bere; il
recipiente deve essere basso e ampio, in modo che le tartarughe possano
entrarvi facilmente con tutto il corpo e immergervi. Il livello
dell’acqua deve arrivare a coprire il piastrone (la parte inferiore
della corazza). Poiché le tartarughe solitamente defecano in acqua,
occorre tenere il recipiente dell’acqua scrupolosamente pulito.
Alimentazione
Geochelone pardalis è strettamente erbivora, e
richiede una dieta ad elevato contenuto di fibra. La maggior parte della
dieta deve essere costituita da erbe e fieno, e per il restante da
piante di campo (in particolare tarassaco, piantaggine, trifoglio);
anche le foglie dei fichi d'india, che consuma avidamente, sono adatti
alla sua alimentazione in quanto sono ricchi di calcio. Altri alimenti
adatti sono le foglie di rovo, fiori e foglie di ibisco, le fogli di
Aloe vera.
Le verdure coltivate come radicchio, insalata, indivia, coste, zucchini,
possono essere offerti occasionalmente, ma il loro valore nutritivo è
limitato rispetto alle piante di campo.
La frutta causa disturbi digestivi anche gravi e non fa parte della
dieta di questo rettile. La somministrazione di proteine animali, anche
in quantità modesta è dannosa: causa una crescita deforme del carapace e
danni renali. Nei soggetti in accrescimento e nelle femmine gravide la
richiesta di calcio è particolarmente alta. L’integrazione di calcio si
può effettuare lasciando a disposizione dell’osso di seppia da
sgranocchiare e cospargendo leggermente il cibo con carbonato di calcio,
che si trova in vendita in farmacia.
Legislazione
Geochelone pardalis è in appendice II CITES e in
allegato B del Regolamento CE 2724/2000. Significa che per essere
legalmente commercializzata e detenuta deve possedere la relativa
documentazione CITES o l’attestazione (copia del verbale di nascita) che
dimostra che si tratta di un esemplare nato in cattività in un paese
dell’Unione Europea.
© Testo e foto Marta Avanzi