Classificazione
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Famiglia Colubridae
Genere Elaphe
Specie E. guttata
Questo serpente è molto popolare come animale da terrario, per la
facilità di allevamento, la bellezza e la notevole variabilità di
colorazione che presenta. Inoltre è solitamente docile e adattabile alla
cattività.
La zona di origine è rappresentata dagli USA meridionali fino a nord-est
del Messico. E’ un rettile ad attività notturna – crepuscolare.
L’alimentazione in natura si basa su piccoli rettili e anfibi, roditori,
pipistrelli e uccelli. È un serpente costrittore che uccide la preda
soffocandolo tra le spire.
La vita media è di 15-20 anni (ma potenzialmente può vivere fino a 35).
Le dimensioni vanno dai 15 cm dei piccoli fino ai 70-150 cm degli
adulti. E’ oviparo e si riproduce facilmente in cattività.
L’accoppiamento si verifica in primavera e circa un mese dopo vengono
deposte 12-14 uova. In natura l’incubazione richiede circa 10 settimane.
Il tasso di crescita dipende dall’alimentazione; in media la taglia
adulta viene raggiunta in due anni.
Il terrario
Il terrario in cui viene tenuto il rettile deve
replicare, per quanto possibile, il suo habitat naturale, cosa sempre
impossibile da fare in modo perfetto in un ambiente tanto ristretto.
L’allestimento deve essere tale da non complicare le operazioni di
pulizia, che se diventano troppo impegnative rischiano di essere
rimandate con conseguenze deleterie per l’igiene.
I serpenti vanno alloggiati in terrari a prova di fuga, con le pareti
lisce, facili da pulire e disinfettare; i materiali più usati sono il
vetro, il plexiglas, la plastica e la fibra di vetro. La teca deve
essere sufficientemente ampia da permettere al rettile di fare una certa
attività e abbastanza alta da contenere dei rami ben fissati.
All’interno del terrario vanno collocati dei nascondigli, ad esempio
vasi di coccio o scatole con un’apertura o tronchi cavi. I nascondigli
sono indispensabili per il benessere dell’animale perché gli forniscono
un senso di sicurezza e riducono lo stress.
I serpenti, tranne che nel caso dell’accoppiamento, vanno sempre tenuti
singolarmente nel terrario, poiché l’aggressione reciproca è un evento
frequente e può portare a serie lesioni.
Si deve evitare di lasciare il rettile libero di girare per casa perché
ciò lo espone a numerosi pericoli (ad esempio di perdersi o di venire
schiacciato), a condizioni ambientali inadeguate per quanto riguarda
temperatura e umidità, e perchè non è una buona pratica igienica.
Temperatura
Poiché i rettili regolano la loro temperatura
corporea utilizzando fonti esterne di calore, si deve porre nel terrario
una fonte di riscaldamento. La temperatura del terrario non deve essere
uniforme ma presentare una variazione, detta gradiente, da un estremo
all’altro. In questo modo il serpente, spostandosi da una zona all’altra
del terrario, può regolare la propria temperatura corporea in modo da
scegliere quella ottimale.
Elaphe guttata richiede una temperatura che vari
da 26-29°C nell’estremità più calda a 21-24°C in quella più fresca, con
una lieve riduzione di notte. Il gradiente di temperatura va controllato
con l’uso di termometri e termostati. Se la temperatura è troppo elevata
il serpente può morire in pochi minuti per ipertermia. Temperature
troppo basse non permettono al rettile di sostenere le attività
metaboliche, come la digestione e la funzionalità del sistema
immunitario, causando anoressia e malattie.
Il metodo migliore per riscaldare il terrario
consiste nell’utilizzo di lampade ad infrarossi, che imitano l’azione di
riscaldamento del sole. È importante che la fonte di calore sia posta
all’esterno del terrario, in modo che il rettile non ne possa venire a
contatto. I serpenti sembrano incapaci di avvertire il dolore causato da
temperature eccessive e se ne hanno la possibilità possono avvolgersi
intorno ad una lampadina incandescente fino a ustionarsi gravemente. Si
ottenere un’adeguata temperatura variando il wattaggio della lampada, la
sua distanza dal terrario ed eventualmente impiegando più lampade. I
sistemi di riscaldamento vanno sempre utilizzati insieme ad un
termostato (di ottima qualità) che ne regoli la temperatura. Un
surriscaldamento accidentale all’interno del terrario, anche solo per
pochi minuti, può causare la morte del suo occupante.
Da evitare assolutamente sono le cosiddette "rocce
calde", apparati di riscaldamento simili a un pezzo di roccia, naturale
o artificiale, contenenti all’interno una resistenza elettrica e da
collegare alla presa di corrente. Si suppone che il rettile, quando ha
bisogno di riscaldarsi, vi si sdrai sopra. Questi oggetti sono di per sé
molto pericolosi perché causano ustioni con elevata frequenza, sia per
problemi di malfunzionamento, sia perché il contatto prolungato con il
tempo ustiona i tessuti anche se la temperatura prodotta non è di per sé
eccessiva. Il tempo di contatto, infatti, è altrettanto importante della
temperatura assoluta nel provocare ustioni.
Umidità e aerazione
L’umidità è un altro fattore essenziale per la salute
del rettile e deve essere del 30-70%. In condizioni di umidità troppo
bassa il serpente è soggetto a disidratazione (che danneggia la funzione
renale) e a problemi di muta. Se l’umidità è troppo alta si possono
verificare macerazioni e infezioni della cute. Per verificare il livello
di umidità presente nel terrario è necessario utilizzare un apposito
strumento detto igrometro, comunemente in vendita nei negozi per rettili
o in quelli per bricolage. Se è necessario aumentare l’umidità si può
spruzzare di frequente dell’acqua, oppure si può collocare il recipiente
dell’acqua sotto la lampada riscaldante.
Nel terrario ci deve essere un buon ricambio d’aria, assicurato da
griglie di ventilazione poste in basso e in alto su due pareti opposte.
Substrato
Il materiale usato sul fondo del terrario può avere
una notevole importanza per la salute e va scelto con attenzione. Il
tipo di materiale più economico e facile da sostituire è rappresentato
dalla carta (giornali vecchi, carta da pacchi…); non è un materiale
molto estetico ma ha il vantaggio di permettere un facile controllo
dell’aspetto delle deiezioni. È il materiale consigliato durante la
quarantena e durante il trattamento dell’infestazione da acari.
Materiali con proprietà analoghe sono rappresentati da pezzi di moquette
o di erba finta, molto facili da sostituire con pezzi puliti e che dopo
lavaggio e disinfezione possono essere riutilizzati.
La segatura e i trucioli sono più difficili da rimpiazzare; la zona in
cui il serpente ha defecato va completamente asportata. Poiché questi
materiali assorbono l’umidità, sono controindicati nei serpenti molto
giovani perché possono causare disidratazione.
Il terriccio permettere di allestire un terrario dall’aspetto più
naturale, ma è scomodo da sostituire e può veicolare batteri e
parassiti. Lo stesso difetto lo presenta il tutolo di mais, che inoltre
tende ad ammuffire rapidamente in presenza di umidità e va quindi
sostituito, almeno parzialmente, ogni volta che il serpente sporca o
spande dell’acqua. Corteccia, fibra di noce di cocco e materiali simili
sono scarsamente assorbenti e se ingeriti accidentalmente sono
pericolosi.
I substrati a base di calcio carbonato, anche se commercializzati come
specifici per rettili, sono controindicati perché possono causare
ostruzioni intestinali fatali se vengono ingeriti accidentalmente
insieme alla preda.
Illuminazione
Il serpente deve essere soggetto ad un ciclo di
illuminazione (fotoperiodo) di 12 ore di luce e 12 di buio (tranne nei
casi in cui si voglia riprodurre, nel qual caso si deve imitare il ciclo
luce-buio proprio della stagione). Condizioni di fotoperiodo innaturale
(ad esempio un’illuminazione continua anche di notte) causano uno stress
eccessivo al rettile, con effetti negativi sullo stato di salute.
Oltre alle lampade usate per riscaldare il terrario
(che possono anche non emettere luce, come le lampade di ceramica) è
utile collocare nel terrario lampade a spettro completo, che emettono
radiazioni ultraviolette invisibili all’occhio umano ma non a quelle dei
rettili, e che mimano la luce solare. Queste lampade apportano notevoli
benefici alla salute del rettile, simulando condizioni naturali e
stimolando normali comportamenti alimentari; sono inoltre
particolarmente importanti nei programmi di riproduzione. Poiché il
vetro blocca quasi completamente le radiazioni ultraviolette queste
lampade vanno collocate all’interno del terrario, e non fuori del
coperchio, a meno che non si utilizzi un coperchio con una griglia. I
serpenti non hanno bisogno di ricevere radiazioni UVB per sintetizzare
la vitamina D, ma sembra che lampade a spettro completo siano comunque
di beneficio all’elafe.
Igiene
Mantenere un’accurata igiene nel terrario è
fondamentale per la salute dei rettili. Le feci vanno eliminate subito;
periodicamente si deve cambiare completamente il materiale di substrato
e pulire a fondo il terrario. Come disinfettanti si possono usare il
lisoformio o la varechina diluiti, da risciacquare con cura. Anche gli
elementi di arredo, come nascondigli, rami o ripiani, devono essere
lavati o sostituiti. La bacinella dell’acqua va tenuta particolarmente
pulita: va lavata almeno una volta al giorno, ma se il serpente vi
defeca dentro la pulizia va effettuata subito.
Quarantena
I serpenti possono essere portatori di molte malattie
e infestazioni parassitarie facilmente trasmissibili ad altri soggetti.
Quando si acquista un nuovo rettile è di fondamentale importanza non
solo sottoporlo subito ad un’accurata visita veterinaria, ma tenerlo
completamente isolato da altri serpenti che già si possiedono,
instaurando un periodo di quarantena più lungo possibile (idealmente di
sei mesi). Durante la quarantena il serpente va alloggiato in una stanza
diversa da quella che ospita gli altri terrari e dopo averlo accudito ci
si deve lavare le mani con cura prima di occuparsi degli altri rettili.
Gli oggetti (o le prede) presenti nel terrario del nuovo ospite non
devono essere passati in altri terrari.
Distinzione dei sessi
I serpenti possiedono due organi copulatori, detti
emipeni, posti alla base della coda, ai lati della cloaca. Nelle femmine
ovviamente questi organi sono assenti, ma nella stessa posizione
presentano un paio di ghiandole odorifere. Per capire di che sesso è il
serpente viene inserita una sonda nell’apertura corrispondente allo
sbocco dell’emipene o della ghiandola odorifera. La profondità con cui
la sonda penetra (maggiore nel maschio rispetto alla femmina) permette
di distinguere il sesso. Questa tecnica richiede delicatezza ed
esperienza per cui va lasciata a veterinari o allevatori esperti.
Alimentazione
L’apparato digerente dei serpenti è semplice e
relativamente corto, perciò hanno bisogno di consumare prede di elevata
qualità che permettano un adeguato assorbimento degli elementi
nutritivi. Pertanto i roditori che vengono offerti come preda devono
essere allevati e nutriti adeguatamente, con una dieta sana e variata, e
non ad esempio solamente con miscele di semi o con crocchette per cani e
gatti, cibi ricchi di grassi che predispongono a problemi di obesità sia
il roditore che il suo predatore.
Ai serpenti neonati si somministrano topini neonati (ogni 5-7 giorni),
aumentando man mano le dimensioni della preda, fino a offrire topi
adulti ai soggetti completamente cresciuti, ogni 1-2 settimane.
I serpenti devono essere abituati ad accettare esclusivamente prede
morte, non solo per motivi etici, ma anche perché i roditori vivi
possono rappresentare un serio pericolo per il rettile. I serpenti si
basano principalmente sull’olfatto per la ricerca della preda, pertanto
si adattano facilmente a consumare roditori già uccisi.
I serpenti in cattività vanno spesso incontro a problemi di obesità, con
conseguenti danni per la salute. La somministrazione del cibo deve
quindi essere ridotta se il serpente appare troppo grasso, evitando di
fornire roditori a loro volta eccessivamente grassi.
Dopo il pasto il serpente non deve essere maneggiato per 48, se
possibile, o stressato in alcun modo, per evitare che rigurgiti il
pasto.
I serpenti devono sempre avere a disposizione un grande recipiente
d’acqua, in cui amano immergersi e defecare. L’acqua deve essere tenuta
scrupolosamente pulita, cambiandola tutti i giorni e subito dopo che è
stata contaminata con le feci. Il bagno è anche utile per aiutare la
muta e a stimolare l’apparato digerente.
Come si maneggiano
Questi serpenti sono solitamente docili e mordono
molto raramente. Vanno maneggiati con delicatezza, senza stringerli
eccessivamente perché si possono causare traumi ai tessuti. Per tenerli
fermi una mano trattiene il collo dietro la testa, l’altra sorregge il
corpo. Una presa più morbida consiste nel sorreggere semplicemente il
corpo e lasciare che il serpente passi continuamente da una mano
all’altra, dandogli la sensazione di essere libero.Non si devono mai
sospendere per la testa o strattonarla, perché si rischia di dislocare
la prima vertebra. Se possibile, non si devono mai maneggiare durante la
muta perché la pelle è particolarmente delicata, né per le 48 successive
al pasto per evitare il rigurgito della preda.

© Testo e foto Marta Avanzi