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L’allevamento dei gattini orfani
Se si trovano dei gattini abbandonati, o
la loro madre muore, si ammala, li rifiuta o ne ha partoriti troppi per
poterli allevare tutti, è necessario allevarli a mano allattandoli
artificialmente fino allo svezzamento. Si tratta di un’esperienza
gratificante, ma anche molto impegnativa, che richiede tempo, pazienza e
molte cure.
Un gattino orfano allevato in totale
isolamento da altri gatti è a rischio di sviluppare problemi
psicologici, tra cui nervosismo, aggressività e una ridotta capacità di
adattarsi a un ambiente nuovo, o a persone o animali sconosciuti. I
gattini allevati a mano in presenza di altri gatti hanno meno
probabilità di presentare questi problemi, in quanto imparano a
comportarsi correttamente imitando gli altri gatti. Se vengono invece
allevati senza la presenza di altri gatti si trovano in condizioni di
svantaggio dal punto di vista comportamentale e non dovrebbero essere
utilizzati per la riproduzione. In alcuni casi può anche essere più
difficile trovare loro una famiglia che li adotti, se presentano
problemi di aggressività o di eccessiva timidezza.
Le esigenze di base dei gattini
orfani
Per allevare a mano dei gattini sono
necessari un ambiente adeguato, pulito e accogliente, un’alimentazione
corretta, stimolare periodicamente la minzione e la defecazione, e
l'attenzione per la salute generale. I principali problemi che si
possono incontrare sono l’ipotermia (raffreddamento), la disidratazione
e la fame (con conseguente ipoglicemia - bassi livelli di zucchero nel
sangue). Queste tre condizioni sono strettamente correlate ed è
necessaria un’attenta osservazione dei piccoli per intervenire
rapidamente se si verificano, per agire in tempo. I gattini sono molto
delicati, di conseguenza possono ammalarsi e morire molto rapidamente. I
gattini richiedono un assiduo impegno da parte di chi li assiste,
soprattutto per le prime tre settimane, finchè non imparano a mangiare e
fare i bisogni autonomamente.
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I neonati hanno
bisogno di 10 pasti al giorno.
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I piccoli devono
essere continuamente accuditi e devono stare costantemente con una
persona che se ne prenda cura.
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L'intervallo tra
i pasti deve essere rigorosamente rispettato.
Dove tenere i gattini?

I gattini devono avere una sistemazione
sicura, ad esempio un trasportino da gatti, preferibilmente con
l’apertura in alto, che risulta più pratica per controllarli e per
prenderli. Un contenitore del genere, che può essere chiuso, garantisce
la sicurezza dei piccoli soprattutto se sono presenti altri animali,
come cani, gatti adulti o furetti, che possono ferire o uccidere i
gattini. In caso contrario si può anche utilizzare un cesto dalle pareti
rialzate. Sul fondo si possono mettere stracci, asciugamani o vecchi
maglioni. Particolarmente caldi sono i materiali in pile. Dopo le tre
settimane di vita i gattini iniziano a muoversi e vogliono esplorare
l’ambiente, per cui è necessario offrire una sistemazione più ampia.
Come tenere caldi i gattini?
Il calore è una necessità fondamentale
per i nuovi nati. Il gattino neonato non è in grado di reagire al freddo
con i brividi e non può controllare la temperatura del corpo. In natura,
riceve il calore dal contatto fisico diretto con la madre e lo conserva
rimanendo a contatto con i fratellini. Un gattino bagnato perde calore
molto in fretta, quindi è importante che sia asciugato rapidamente. I
gattini possono essere tenuti caldi ponendoli a contatto con una
bottiglia di plastica o vetro piena di acqua calda, una boule dell’acqua
calda o un tappetino riscaldante elettrico; tutti questi oggetti non
devono essere a contatto diretto con i piccoli, ma vanno avvolti da una
coperta o un asciugamano. I piccoli possono essere mantenuti caldi
coprendoli con una coperta. Si deve fare grande attenzione a non creare
un ambiente eccessivamente caldo, o peggio a causare ustioni per il
contatto con una bottiglia troppo calda.
Una fonte alternativa di calore è la
lampada a luce infrarossa, che ha lo svantaggio di dover essere
utilizzata con un contenitore aperto e che può surriscaldare i gattini.
La temperatura rettale dei gattini
neonati è di 35-37,2°C nella prima settimana, di 36,1-37,7°C nella
seconda e terza settimana, e raggiunge il normale valore degli adulti di
37,7-38,9°C la quarta settimana. Se la temperatura rettale scende sotto
34°C il gattino può morire. Se i gattini sono freddi è importante
riscaldarli lentamente, dato che il riscaldamento troppo rapido può
essere fatale.
La temperatura nella cuccia dei gattini,
se non è presente la madre, dovrebbe inizialmente essere mantenuta a
29,4-32,2°C; la cuccia dovrebbe essere abbastanza grande da
permettere
ai gattini di allontanarsi dalla fonte di calore, se hanno troppo caldo.
Se la cucciolata è numerosa, la temperatura può essere leggermente
ridotta in quanto rannicchiandosi insieme i gattini si mantengono caldi.
La temperatura può essere gradualmente ridotta a 26,7°C a 7-10 giorni di
età e progressivamente fino a 22,2°C entro la fine del primo mese di
vita.
La temperatura ambientale idealmente va
mantenuta a 24°C. Se le condizioni ambientali sono adeguate, i gattini
dovrebbero essere rilassati mentre dormono ed essere piacevolmente caldi
al tatto. Quando dormono i gattini periodicamente fanno dei piccoli
scatti: si tratta di un comportamento normale. La temperatura nella
cuccia va controllata con precisione impiegando un termometro.
Umidità
Se l’umidità ambientale è troppo bassa,
i gattini rischiano di disidratarsi, soprattutto se assumono latte in
modo irregolare. Un’umidità ambientale del 55-65% impedisce che la pelle
dei gattini si disidrati. In caso di disidratazione si osserva una
perdita di elasticità della pelle.
La cuccia
Il modo più semplice per fornire un nido
pulito, sicuro e caldo è quello di prendere una scatola di cartone e
foderarla con vecchi maglioni o del pile, utilizzare delle bottiglie
piene di acqua calda o un materassino riscaldante per fornire calore, e
sistemarla in un posto sicuro lontano da correnti d'aria. Il pile può
essere facilmente lavato ed è morbido, caldo e confortevole. In
alternativa si possono usare asciugamani o tappetini assorbenti per i
bisogni dei cani.
La stimolazione delle funzioni fisiologiche
I gattini fino all’età di 3-4 settimane
devono essere stimolati per indurli a urinare e defecare di riflesso,
fino a che non sviluppano il controllo volontario di queste funzioni. Il
riflesso di urinazione è normalmente stimolato dalla gatta quando questa
lecca la regione genitale (l'area sotto la coda) del gattino. Nei casi
in cui la gatta non sia disponibile, la minzione e la defecazione devono
essere gestite da chi assiste i gattini per circa quattro settimane o
fino a quando questi non diventano indipendenti. È normale che il
gattino miagoli forte prima della defecazione; ma quando ha liberato
l’intestino il miagolio normalmente cessa. Può essere utile utilizzare
salviettine umidificate senza profumo per neonati o dei fazzolettini
morbidi, con cui stimolare delicatamente l’area ano-genitale. Questa
operazione va ripetuta sia prima che dopo l’alimentazione, perché i
gattini si nutrono meglio con vescica e intestino vuoti.
A partire da circa tre settimane di età
il riflesso dovrebbe iniziare ad attivarsi spontaneamente quando si pone
il gattino sulla lettiera. Lasciare una piccola quantità di lettiera
sporca all'interno della cassetta servirà a ricordare ai gattini dove
devono sporcare.
I segni che possono indicare che i gattini non stanno bene
Un gattino normale, sano, dovrebbe
mangiare o dormire per il 90% del tempo per le prime due settimane di
vita. Se i gattini gridano troppo, o non riescono a succhiare, di solito
sono malati o non ricevono abbastanza latte. Dal momento che i gattini
neonati possono morire molto rapidamente, vanno visitati (insieme alla
madre, se è ancora presente) da un veterinario il più presto possibile
al fine di verificare che non siano malati o denutriti.
L’alimento da somministrare
Per alimentare i gattini orfani non si
deve usare latte bovino o di capra, perché contengono livelli di
proteine e grassi troppo bassi per le loro necessità. Si devono
utilizzare solo i latti artificiali sostituti del latte di gatta, che
sono in vendita nei negozi per animali.
Quanto latte artificiale va somministrato ai gattini?
Quando la produzione di latte della
gatta è insufficiente a sostenere tutti i gattini, si raccomanda di
integrare con un'alimentazione supplementare. Se i gattini sono orfani o
la gatta non è in grado di allattarli, avranno bisogno di alimentazione
completamente artificiale. Ci sono diverse formule commerciali
disponibili nei negozi, ideate specificamente per i gattini. Il latte
artificiale va preparato e somministrato seguendo alla lettera le
istruzioni riportate nella confezione. Se i gattini stanno ricevendo un
po’ di latte materno, la dose da somministrare va ridotta a metà o a un
terzo del volume consigliato. La quantità consigliata nelle 24 ore va
suddivisa in più somministrazioni giornaliere. I gattini di meno di 2
settimane di età devono essere alimentati ogni 3-4 ore, mentre i
cuccioli di 2-4 settimane di età di solito possono essere alimentati
ogni 6-8 ore. Il latte deve essere portato a 35-37,8°C prima della
somministrazione (circa la stessa temperatura della pelle
dell'avambraccio umano). La temperatura del latte va controllata facendo
cadere alcune gocce sul dorso della mano. Ci vogliono solo pochi secondi
per scaldare il latte alla giusta temperatura.
Come dare il latte ai gattini
Biberon
Oltre al latte in polvere, nei negozi si trovano appositi biberon per
cuccioli e gattini. Per utilizzare correttamente questi biberon le
dimensioni del foro della tettarella sono di importanza critica. Se
capovolgendo la bottiglia le gocce di latte cadono dalla tettarella, il
foro è troppo grande, e si rischia di soffocare il gattino. Se quando la
bottiglia è capovolta il latte esce dal foro solo premendo la bottiglia
con forza, il foro è troppo piccolo e il suo uso può provocare nel
gattino scoraggiamento e il rifiuto a succhiare. Il foro delle giuste
dimensioni permette al latte di gocciolare dal capezzolo premendo la
bottiglia con uno sforzo minimo. Con l’uso, i fori della tettarella
tendono ad ampliarsi, perciò può essere necessario rinnovare
periodicamente le tettarelle. Con la crescita del gattino, il foro nella
tettarella può essere gradualmente ampliato.

Siringa
Con un po’ di pratica, è valido anche l’uso di una siringa senz’ago, da
3 o da 5 ml. Si deve fare attenzione a non premere con troppa forza lo
stantuffo, che se cede all’improvviso fa spruzzare un grande volume di
latte nella bocca del gattino, rischiando di soffocarlo.
Se si utilizza una siringa, si deve
prima far pratica con l'acqua. Riempite la siringa d’acqua, tenetela
nella mano ponendo il pollice sopra lo stantuffo e premetelo con
delicatezza in modo che il liquido entri nella bocca goccia a goccia.
Questo permette al gattino di deglutire e respirare. Prima di usare la
siringa, si deve sempre provarne il buon funzionamento e in particolare
lo scorrimento fluido del pistone. Il posizionamento della siringa nella
bocca del gattino è importante; il beccuccio va inserito nella parte
superiore della bocca del gattino; questo permette alla lingua di
avvolgere il beccuccio, simulando la suzione dal capezzolo. In questo
modo il cucciolo non ingerisce aria insieme al latte. Con l'altra mano
circondate il corpo del gattino e tenetelo leggermente inclinato in
avanti, con un angolo di circa 45°. Questa posizione è comoda e sicura
per somministrare il latte con il biberon o la siringa.
I gattini smettono spontaneamente di
succhiare quando sono sazi, lasciando la tettarella o il beccuccio della
siringa. Non si deve mai forzare un gattino a prendere del latte in più:
sarebbe a rischio di inalazione polmonare con conseguente soffocamento.
Le dosi media consigliate servono come guida generale: spesso i gattini
mangiano di più, ma smettono quando sono sazi.
Sonda gastrica
L’uso della sonda gastrica permette di
introdurre il latte direttamente nello stomaco, utilizzando un sondino
morbido introdotto dalla bocca. È un metodo molto efficace, ma richiede
un’attrezzatura adeguata e abilità tecnica. Si tratta di una tecnica
particolarmente utile quando un gattino ha uno scarso riflesso di
suzione, o è debilitato o malato e non vuole assumere il latte. Questo
metodo può comportare degli svantaggi. In primo luogo, poiché i gattini
non hanno alcun controllo su quanto alimento ricevono, è facile
somministrarne troppo o troppo poco. In secondo luogo, i gattini con un
forte riflesso a succhiare, se privati della possibilità di poppare,
possono succhiarsi la pelle uno con l’altro, e questo può portare allo
sviluppo di dermatiti. Inoltre, se non si conosce bene la tecnica, si
rischia di introdurre il latte direttamente nei polmoni, con conseguenze
letali.
La sonda che si utilizza deve essere
morbida, flessibile, con la punta smussa e di non più di 2-3 mm di
diametro. Una sonda per alimentazione umana per neonati prematuri è
l'ideale, ma si può utilizzare anche un catetere urinario per cani corto
e morbido. Si deve misurare la lunghezza da introdurre (dal naso del
gattino fino appena dietro la punta del suo gomito) e segnarla sul
tubicino, che va unto con un lubrificante prima dell'uso.
Per inserire il tubo, la bocca del
gattino deve essere aperta premendo delicatamente agli angoli, e,
tenendo la testa piegata verso il basso, si fa scivolare il tubo lungo
il palato e giù per la parte posteriore della gola fino all'esofago. Il
tubo viene introdotto fino a quando il segno è a livello del naso; in
questo modo l'altra estremità del tubo sarà a livello dello stomaco.
Quindi si collega al tubo una siringa contenente latte tiepido, che
viene lentamente introdotto nello stomaco.
Mantenendo la testa del gattino flessa
in avanti è molto difficile introdurre per errore il tubo nelle vie
aeree anziché nell'esofago. Molti cuccioli miagolano forte durante
l'intera procedura, mentre non possono farlo se il tubo è nelle vie
respiratorie. Prima di tentare questa tecnica è opportuno farsela
insegnare dal veterinario e fare pratica insieme.
FREQUENZA
DELL’ALIMENTAZIONE
0-2 settimane: 10 pasti nelle 24 ore a intervalli di 2-2,5 ore.
2-4 settimane: 7 pasti nelle 24 ore a intervalli di 2,5 - 3,5 ore.
4-5 settimane: 5 pasti nelle 24 ore a intervalli di 3,5 -5 ore.
Precauzioni igieniche
Si
deve porre la massima cura nel curare l’igiene per quanto riguarda gli
oggetti utilizzati nell’alimentazione dei gattini, la preparazione del
latte e i gattini stessi. I gattini orfani sono inclini a contrarre
infezioni quindi devono essere sempre tenuti puliti, e gli strumenti
utilizzati per la preparazione e la somministrazione del latte devono
essere sterili. Gli oggetti vanno accuratamente lavati con acqua calda e
detersivo, disinfettati con amuchina e quindi risciacquati con cura.
Prima di preparare il latte o maneggiare i gattini ci si deve lavare
bene le mani.
Il controllo del peso
Si consiglia di monitorare i tassi di
crescita dei gattini pesandoli regolarmente con una bilancia che segni i
grammi (ad esempio una comune bilancia da cucina). È meglio per pesare i
gattini ogni giorno, sempre alla stessa ora, e registrarne il peso. Ogni
gattino dovrebbe raddoppiare il peso alla nascita nei primi 7 - 10
giorni, quindi continuare ad aumentare di peso in modo costante.
Il pericolo dell’ipoglicemia (calo dello zucchero nel sangue)
Un’alimentazione insufficiente o poco
frequente può causare un’ipoglicemia, che si manifesta con grave
depressione, tremori muscolari e, occasionalmente, convulsioni. Perciò
se un gattino rifiuta il cibo si deve intervenire senza indugio perché è
necessario un tempestivo intervento del veterinario. I gattini molto
giovani non hanno riserve di glucosio che in caso di digiuno scende
rapidamente. Un intervento rapido può salvare la vita del gattino. Se un
gattino sta mostrando segni di ipoglicemia, qualche goccia di sciroppo
di glucosio o di miele sulla lingua si può salvare la vita.
Successivamente si somministra una piccola quantità di soluzione di
glucosio, e si aumenta sia la quantità che la frequenza di
somministrazione del latte.
Lo svezzamento

Lo svezzamento può cominciare a tre o
quattro settimane di età. Inizialmente ai gattini va offerto in un
piattino il latte artificiale specifico. A tre settimane si possono
offrire crocchette per gattini inumidite con il latte o del cibo in
scatola mescolato con un po’ di latte. Per incoraggiare i gattini ad
assaggiare il nuovo alimento si deve porre una piccola quantità di cibo
nella loro bocca, perché ne sentano il sapore.
Quando i gattini imparano a mangiare
spontaneamente il cibo solido, si riduce gradualmente la
somministrazione di latte fino a cessare del tutto. Per alimentare i
gattini si deve scegliere un alimento specifico di ottima marca. Gli
alimenti per cani o per bambini non sono adatti ai gattini, perché
carenti di sostanze nutritive essenziali per i gatti.
Problemi di costipazione
La costipazione è un problema molto
comune nei gattini orfani, a causa della difficoltà nello stimolare la
defecazione con sufficiente frequenza. Le feci normali hanno la
consistenza del dentifricio. Se le feci diventano molto dure e il
gattino si sforza molto per defecare, o se un gattino non riesce a
defecare per 2-3 giorni, si può somministrare una piccola quantità di
lassativo per gatti (circa 0,5 ml per pasto per 2-3 giorni dovrebbe
avere l'effetto desiderato). I casi più gravi richiedono l'intervento
del veterinario.
I problemi di diarrea
La diarrea è una condizione grave nei
gattini di poche settimane. Può essere causata da sovralimentazione,
dalla somministrazione di una soluzione troppo concentrata o essere il
risultato di un'infezione (di solito causata da scarsa igiene). Il
trattamento deve essere tempestivo perché può rapidamente insorgere
disidratazione, seguita da collasso e poco dopo dalla morte.
I casi lievi rispondono bene alla
somministrazione di latte diluito 1:1 con acqua bollita, che deve essere
somministrato fino a quando la diarrea scompare. Nei casi gravi non si
deve somministrare latte, ma una soluzione di glucosio al 5-10%, o una
soluzione isotonica di elettroliti, prescritte dal veterinario. Queste
soluzioni vanno offerte finché non cessa la diarrea; 12-24 ore più tardi
si può iniziare a somministrare latte diluito 1:1 con acqua e
successivamente latte non diluito.
Se i gattini sono collassati e
disidratati hanno bisogno di immediate cure veterinarie perché possano
sopravvivere. I gattini collassati hanno un rapido calo della
temperatura corporea, che aggrava ulteriormente la loro condizione. Il
veterinario provvede a somministrare loro liquidi tiepidi per via
sottocutanea.
Una volta che sono stati riscaldati e
sottoposti a terapia reidratante si inizia gradualmente a somministrare
il latto; l’alimentazione può essere ripresa solo quando i gattini hanno
ripreso una normale temperatura corporea e sono in grado di succhiare.
La somministrazione di cibo con sonda gastrica non è indicata, perché
se il gattino è ipotermico e collassato il suo intestino non funziona,
quindi il contenuto dello stomaco può essere facilmente rigurgitato e
poi aspirato nei polmoni.
Non appena il cucciolo è in grado di
succhiare, gli si somministra una soluzione isotonica o glucosata (circa
1 ml per 100 g di peso corporeo) ogni 15 minuti fino a quando il gattino
è reidratato e riprende ad urinare quando viene massaggiato. Se tutto va
bene, il latte diluito può essere somministrato dopo 24 ore, e il latte
intero dopo altre 24 ore.
La somministrazione di antibiotici
Non si devono somministrare di propria
iniziativa antibiotici ai gattini orfani, che si impiegano solo se è
presente un’infezione batterica e dietro prescrizione del veterinario.
Gli antibiotici possono alterare gravemente il normale processo di
colonizzazione dell'intestino da parte dei batteri benefici e possono
pertanto causare diarrea se impiegati in modo improprio. Gli antibiotici
non possono essere utilizzati come un sostituto del colostro. Se le
norme igieniche sono buone, gli antibiotici non sono necessari.
L’apertura degli occhi
Alla nascita i gattini hanno gli occhi
chiusi; gli occhi si aprono generalmente entro 1-2 settimane. Se le
palpebre chiuse si gonfiano o sono incrostate di pus il gattino dovrebbe
essere portato dal veterinario per un trattamento immediato. In alcune
razze, ad esempio siamese e orientale, gli occhi possono essere
parzialmente aperti alla nascita e si aprono completamente entro pochi
giorni.
La sverminazione
I parassiti intestinali sono molto
comuni nei gattini, che devono essere trattati con farmaci
antiparassitari a partire da circa 3 settimane di età. Il veterinario
può consigliare il prodotto più adatto. Spesso i vermi intestinali non
provocano sintomi clinici evidenti, ma talvolta possono causare
deperimento, crescita stentata, diarrea a volte con sangue, perdita di
appetito, pancia gonfia. Alcuni tipi di parassiti passano nel corpo del
gattino direttamente durante la gravidanza dalla madre, altri vengono
trasmessi attraverso le feci di gatti infetti, mentre altri sono
trasmessi dalle pulci. Il trattamento antiparassitario della madre
durante la gravidanza, una buona igiene e il controllo delle pulci sono
quindi essenziali.
L’addestramento all’uso della cassettina
I gattini iniziano a usare autonomamente
la cassetta per i bisogni da circa tre settimane di età. Si può quindi
mettere loro a disposizione una vaschetta bassa con segatura, trucioli
di legno, carta a pezzetti, lettiera per gatti di vario tipo. Per
insegnare loro a usare la cassetta li si mettono dentro e si massaggia
l’area ano-genitale, in modo che associno rapidamente lo stimolo a fare
i bisogni con la cassetta. Se è presente un gatto più vecchio, i gattini
imparano per imitazione in pochissimo tempo.
La prima vaccinazione
I gattini subito dopo la nascita
ricevono una certa protezione contro le malattie grazie agli anticorpi
materni contenuti nel colostro (il latte prodotto nelle prime ore dopo
la nascita) della gatta. Per garantire che la gatta abbia sviluppato
anticorpi sufficienti per proteggere i suoi piccoli, è importante che
sia stata vaccinata prima dell'accoppiamento. L'effetto protettivo degli
anticorpi materni dura solo poche settimane. Il programma di
vaccinazione dei gattini pertanto inizia a circa 8 settimane di età,
anche se l'esatta tempistica e il tipo di vaccini possono essere
adattati alle specifiche situazioni, secondo quanto stabilito dal
veterinario. Se i gattini sono rimasti orfani subito dopo la nascita, e
quindi non ha mai ricevuto il colostro, non hanno acquisito alcuna
immunità protettiva dalla madre, e quindi potrebbe essere necessario
vaccinarli anticipatamente. I gattini in genere vanno vaccinati contro
la gastroenterite felina e i virus respiratori felini. Possono inoltre
vaccinati contro l'infezione da virus della leucemia felina.
La socializzazione
La socializzazione è estremamente
importante per crescere dei gattini ben equilibrati. Si devono
introdurre i gattini agli altri animali della casa il più presto
possibile, prendendo ovviamente ogni precauzione per non metterli in
situazione di pericolo.
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