Un vero carnivoro
Per nutrire in modo adeguato il gatto è necessario
capire i suoi bisogni alimentari, altamente specializzati: una dieta
impropria può causare vari problemi di salute e abbreviare la sua
aspettativa di vita di molti anni. Il gatto domestico è adattato ad uno
stile di vita da predatore, con una dieta basata quasi totalmente su
alimenti di origine animale, quali appunto le piccole prede (roditori,
uccellini, piccoli rettili come le lucertole, occasionalmente persino
insetti). La dentatura, l'apparato digerente e il comportamento si sono
evoluti in funzione dell'attività predatoria, nella quale il gatto è un
vero maestro. L'attitudine alla caccia, innata, si manifesta con il
gioco già durante le primissime settimane di vita. Durante il processo
di domesticazione, il gatto non è cambiato in modo significativo
riguardo ai bisogni nutrizionali e comportamentali rispetto ai suoi
antenati selvatici ed è rimasto dipendente da tessuti animali come fonte
principale di nutrimento. Il sistema sensoriale dei gatti è
particolarmente adatto a rispondere ai componenti e alle qualità
organolettiche della carne.
Poiché è un carnivoro obbligato e quindi ha esigenze
dietetiche particolari che lo distinguono da altri carnivori come il
cane, il gatto richiede un'alimentazione basta sui tessuti di origine
animale e ha un maggior fabbisogno di proteine rispetto a molti altri
mammiferi. I gatti non sono in grado di adattarsi ad una dieta a basso
contenuto di proteine, o a proteine di scarsa qualità come quelle
vegetali, e devono ricorrere alle proteine del loro corpo per soddisfare
le esigenze nutritive in caso di dieta carente.
La carenza di uno specifico aminoacido, l'arginina, è in grado di
causare in pochissimo tempo disturbi evidenti. L'arginina è necessaria
al gatto per sintetizzare l'urea, un prodotto di scarto derivante dalla
degradazione delle proteine.
Un altro elemento nutritivo fondamentale per il gatto
è l'aminoacido taurina, che il gatto non può sintetizzare in misura
sufficiente a soddisfare le sue esigenze. Se si sviluppa una carenza vi
è un elevato rischio di danni gravi ed irreversibili per organi
importanti come gli occhi e il cuore. La dieta del gatto deve quindi
contenere taurina in quantità sufficiente. La taurina si trova quasi
esclusivamente nella carne ed è un'ulteriore dimostrazione del fatto che
il gatto è un carnivoro obbligato. Le carenze alimentari possono causare
diverse malattie e hanno conseguenze gravi sulla salute e la longevità
del gatto.
La percezione del
sapore

I fattori che possono influenzare la percezione dei
sapori da parte del gatto sono l'odore, il sapore, la consistenza e la
temperatura del cibo.
L'apparato olfattivo dei gatti domestici è molto più
sensibile di quello degli esseri umani. L'odore del cibo è
particolarmente importante perché il gatto inizi a ingerirlo. Se l'odore
è molto invitante è sufficiente a incoraggiare il gatto a consumare un
alimento di per sé poco gustoso. Il senso del gusto in combinazione con
il senso dell'olfatto determinano la percezione del sapore. I gatti
hanno sulla lingua papille gustative sensibili ai gusti salato, acido e
amaro. A differenza di molti mammiferi, i gatti non sembrano rispondere
al gusto dolce, ma le loro papille gustative sono particolarmente
sensibili ai componenti della carne e in particolare ai vari aminoacidi,
i mattoni che compongono le proteine.
Anche la consistenza dell’alimento influenza
l'appetibilità. I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace:
riducono le dimensioni del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere
ingeriti. Il contenuto di acqua del cibo influenza la quantità ingerita
e la velocità con cui viene mangiato. Il cibo in scatola, umido e
gustoso, è consumato rapidamente appena viene offerto, anche se
l'ingestione rallenta gradualmente nel corso del pasto. Invece i cibi
secchi, con contenuto calorico più denso, sono consumati in modo più
lento e costante. I cibi semi-umidi sono consumati a un tasso intermedio
tra gli alimenti umidi e quelli secchi. Tuttavia, quando il cibo viene
lasciato a disposizione a volontà il modello di alimentazione resta
costante, con piccoli pasti consumati in maniera casuale nell'arco della
giornata. Se possibile, infatti, i gatti amano consumare tanti piccoli
pasti durante il giorno, in media 10-12. Si tratta di un comportamento
uguale a quello dei gatti selvatici, che consumano tante piccole prede
nell'arco della giornata. L'apporto energetico totale è raramente
influenzato dalla consistenza del cibo.
Anche la temperatura gioca un ruolo importante nella
scelta degli alimenti. La maggior parte dei gatti preferisce alimenti
con una temperatura di circa 35°C. Questa preferenza può essere in parte
spiegata con l'aumento del profumo che si verifica quando il cibo viene
riscaldato; più probabilmente questa temperatura corrisponde a quella
della preda appena uccisa. Se la temperatura aumenta fino a circa 40°C,
la preferenza per il cibo diminuisce: i gatti rifiutano il cibo troppo
caldo.
Le
precedenti esperienze alimentari
La preferenza di un gatto per i diversi alimenti è
influenzata da sia da caratteristiche genetiche sia da esperienze
acquisite. I modelli di comportamento innati svolgono un ruolo
importante nel distinguere gli alimenti validi, come si osserva nei
gattini orfani allevati a mano che non hanno potuto apprendere dalla
madre che tipo di cibo è adeguato. Tuttavia, le simpatie e le antipatie
individuali dei gatti per alcuni alimenti sono influenzate dal tipo di
cibo di cui hanno fatto esperienza nella vita.
I gatti amano una dieta variata e spesso scelgono un
nuovo alimento rispetto ad uno familiare, a condizione che la differenza
tra i due non sia troppo marcata, o la palatabilità troppo scarsa.
Poiché il gatto è un carnivoro vero, i vari tipi di alimenti che sono
accettati dai vari gatti tendono ad essere molto simili. La selezione
degli alimenti può anche essere collegata alla situazione emotiva del
gatto. Quando sono sotto stress i gatti adulti tendono a preferire
alimenti familiari piuttosto che una dieta nuova, e a rifiutare gli
alimenti che sono stati recentemente associati ad un evento stressante o
doloroso. Per lo stesso motivo i gatti rifiutano a lungo un alimento che
li ha fatti star male, ad esempio ne ha provocato il vomito, oppure a
cui è stato aggiunto un farmaco dal sapore sgradevole.
I gatti possono anche rifiutare diete che sono
carenti di alcuni minerali e vitamine, come la tiamina. I gatti
probabilmente riconoscono gli alimenti carenti attraverso l'avversione
appresa: stabiliscono rapidamente un collegamento tra il sapore di un
determinato cibo e una conseguente cattiva digestione.
Molti altri fattori che possono influenzare il
comportamento alimentare dei gatti. I gatti sono sensibili al grado di
luce e di rumore dell’ambiente, quindi può essere importante il luogo in
cui è posto il cibo, così come il tipo di contenitore utilizzato e la
sua pulizia. Anche fattori fisiologici, come l'età, la salute e
l'attività sessuale del gatto possono influenzare l'appetito. La
capacità di apprezzare il gusto e l'olfatto si deteriora con l'età ed è
ridotta in alcune malattie come le infezioni respiratorie, in
particolare quando è interessato il naso (rinite) con conseguente
perdita della capacità di avvertire gli odori.
Lo stress associato a fattori fisiologici, come un
ambiente nuovo in caso di trasloco, o essere portato in una pensione o
ricoverato in una clinica, può ridurre l'assunzione di cibo, così come
l'introduzione o la perdita di una persona o un animale nell'ambiente
del gatto. Un trattamento veterinario di breve durata, come la
castrazione o l'incisione di un ascesso, di solito non interferisce con
lo schema alimentare, tuttavia trattamenti veterinari più prolungati
sono in grado di ridurre temporaneamente il consumo di alimento.
Il fabbisogno
energetico
Molti gatti controllano il loro apporto energetico
alimentare indipendentemente dalle differenze di densità energetica,
contenuto di umidità e consistenza della dieta, vale a dire che in
generale mangiano la quantità di cibo necessaria a soddisfare il loro
fabbisogno energetico, mantenendo un peso ideale. I gatti che vivono
rinchiusi in appartamento, senza stimoli interessanti, o quelli a cui
viene offerto un alimento particolarmente appetibile, possono consumare
un eccesso di alimento e ingrassare progressivamente fino all’obesità.
In tal caso è opportuno passare dall’alimentazione a volontà a quella
razionata.
L'energia degli alimenti viene misurata in
chilocalorie (kcal) e deriva da grassi, carboidrati e proteine. È
importante che la percentuale di energia fornita dalla parte proteica
della dieta sia almeno il 25% del totale, altrimenti l'appetito del
gatto sarà appagato prima di aver assunto abbastanza proteine per
soddisfare le sue esigenze nutrizionali. Allo stesso modo è anche
importante che la quantità di cibo ingerita sia sufficiente a fornire le
sostanze nutritive necessarie, quali grassi, carboidrati, vitamine e
minerali.
Le sostanze
nutritive
Proteine

Le proteine sono grandi molecole complesse che
consistono di catene di "mattoni" molto più piccoli chiamati aminoacidi.
I gatti, come gli altri animali, richiedono nella loro dieta proteine
che forniscano aminoacidi specifici, che il loro organismo non è in
grado di sintetizzare, i cosiddetti aminoacidi essenziali (diversi da
specie a specie). Durante la digestione le proteine vengono scisse in
aminoacidi che sono poi riassemblati in nuove proteine, necessarie per
la crescita e la riparazione dei tessuti, le difese immunitarie e la
regolazione dei processi metabolici.
Il gatto, sia durante la crescita che da adulto, ha
un maggior fabbisogno di proteine rispetto al cane. A differenza di
altre specie i gatti non sono in grado di adattarsi ad una dieta a basso
contenuto di proteine. Ciò può essere dovuto al fatto che durante il
corso dell'evoluzione il gatto non è stato spinto ad adattarsi a una
dieta a basso contenuto di proteine a causa del suo efficace
comportamento predatorio, che ha garantito una dieta ricca di proteine
della carne. Inoltre, la carne degli animali è a basso contenuto di
carboidrati, che è la fonte abituale di zucchero nel sangue nella specie
non carnivore. Grazie all’elevata assunzione di tessuti animali, il
gatto ha la capacità di trasformare grandi quantità di proteine in
glucosio e convertirle e immagazzinarle come grasso. Si raccomanda
quindi che il consumo di proteine per il gatto adulto costituisca almeno
il 25% del consumo giornaliero di calorie.
Le proteine non sono tutte uguali, ossia non tutte
hanno lo stesso valore nutritivo. Le proteine differiscono tra loro
nella composizione in aminoacidi e nella capacità di essere assimilate.
La capacità di una proteina di essere utilizzata dall’organismo e la sua
percentuale di aminoacidi utilizzabili definisce la sua qualità, detta
valore biologico. L'uovo è composto da proteine del valore
biologico più alto di tutte e definisce lo standard per valutare le
altre proteine, infatti il suo valore biologico viene definito 100.
Seguono da vicino la farina di pesce e il latte con un valore di 92,
quindi la carne bovina con circa 78 e la farina di soia con 67. La
farina di carne e ossa e il grano hanno un valore di circa 50 e il mais
di 45. Certe sostanze non digeribili, come peli e piume, pur avendo un
contenuto molto alto di proteine hanno un valore biologico è quasi
nullo. Quindi non è solo importante la percentuale di proteine per
definire la bontà di un alimento per gatti, ma anche la loro qualità. La
seguente tabella indica il fabbisogno proteico del gatto secondo la fase
di vita.
L’organismo può sintetizzare i lipidi a partire da
quelli presenti della dieta, dai carboidrati e dal metabolismo delle
proteine. I grassi servono a molte funzioni: forniscono energia,
contribuiscono all'appetibilità, influenzano la consistenza degli
alimenti e apportano vitamine liposolubili. Il tipo e la quantità di
grassi nella dieta sono estremamente importanti poiché possono
influenzare l'appetito e l'assunzione di cibo, la capacità di svolgere
attività fisica, lo stato del pelo e della pelle e il tipo di grasso
depositato nel corpo.
Fonti di lipidi
Nei mangimi per i gatti possiamo trovare diversi tipi
di grassi sia di origine animale che vegetale, ad esempio lardo, sego,
grasso di pollame, olio di semi di cotone e oli vegetali idrogenati. Un
eccesso di grassi insaturi, come l'olio di pesce, possono produrre una
carenza relativa di vitamina E, mentre l'olio di cocco idrogenato è poco
digeribile e può causare nei gatti la lipidosi epatica (un grave
disturbo del fegato); comunque questi grassi non sono di norma presenti
nelle diete commerciali. I grassi che si trovano negli alimenti
commerciali per gatti sono digeribili per quasi il 90%.
Carboidrati

Il gatto non ha bisogno di carboidrati in quanto è in
grado di ricavare energia dalla digestione delle proteine: in natura, le
prede di cui il gatto si nutre gli forniscono una quota molto ridotta di
carboidrati (circa il 5%, rappresentati dal contenuto del loro apparato
digerente). Tuttavia possiede gli enzimi necessari a digerire e
metabolizzare i carboidrati in modo che possano costituire un’utile
fonte di energia. I gatti possono quindi essere alimentati con cereali,
riso cotto e patate, purché in misura limitata. In realtà i mangimi
commerciali in crocchette contengono quote piuttosto elevate di
carboidrati, perché sono una fonte di calorie più economica delle
proteine. I carboidrati sono inoltre indispensabili per la fabbricazione
delle crocchette per mantenerne la consistenza, mentre i cibi umidi
possono essere prodotti anche senza utilizzare carboidrati.
I carboidrati impiegati nei prodotti per gatti
generalmente comprendono gli amidi di cereali come riso, frumento, mais,
orzo e avena, cotti o estrusi per renderli più digeribili.
Problemi di salute connessi con i carboidrati
Anche se i carboidrati sono una parte importante del
cibo secco commerciale per gatti, possono talvolta causare problemi di
salute tra cui l'obesità e problemi digestivi. Sia un eccesso di
carboidrati che di lipidi o di proteine possono causare obesità, ma i
carboidrati sono spesso la fonte più abbondante di energia e possono
essere facilmente convertiti in glucosio. Pertanto è preferibile
scegliere alimenti che contengano una quota di carboidrati più bassa
possibile.
Alcuni gatti digeriscono male i carboidrati e
presentano segni di cattiva digestione di diversa intensità che possono
comprendere eccessiva produzione di gas intestinale, gonfiore e diarrea.
La causa è una carenza degli enzimi necessari alla digestione dei
carboidrati, che non vengono digeriti ed assimilati, ma vanno incontro a
fermentazioni anomale da parte dei batteri intestinali causando una loro
crescita eccessiva e quindi diarrea.
L'intolleranza al lattosio è una forma comune di
maldigestione. Gli animali giovani producono l'enzima lattasi, che
scompone lo zucchero del latte, il lattosio. Spesso con la crescita
cessa la produzione di lattasi. Quando l'animale consuma prodotti
lattiero-caseari, il lattosio non viene digerito e causa diarrea. I
gatti hanno diversi livelli di tolleranza per la quantità di carboidrati
che possono digerire. Mentre molti gatti possono tollerare il livello di
carboidrati presenti nella maggior parte dei cibi per gatti, alcuni
sviluppano problemi digestivi se consumano questi alimenti. Passando ad
una dieta con un minor contenuto di carboidrati i disturbi digestivi si
risolvono in poco tempo.
Fibra
Vi sono vari tipi di fibra, i più comuni dei quali
sono cellulosa, emicellulosa, pectina e lignina. La fibra deriva da una
varietà di fonti; negli alimenti per gatti si utilizza principalmente
pula di riso, gusci di soia, polpa di barbabietola, crusca, bucce di
arachidi e pectina. La fibra può avere effetti benefici per la salute
del gatto; non fornisce energia, tuttavia migliora la funzione del colon
e quindi la sua presenza nel cibo per gatti è spesso considerata
vantaggiosa. La fibra alimentare aumenta il volume e il contenuto
d’acqua nel lume intestinale; prolunga il tempo di transito intestinale
negli animali con tempi di transito veloci, e accelera i tempi di
transito negli animali con tempi di transito lenti. Ciò significa che
aiuta a curare sia la diarrea che la costipazione. La fibra assorbe
l’acqua in eccesso nelle feci diarroiche, e aiuta a trattenere l'acqua,
impedendo la costipazione. Anche le proprietà leganti e gelificanti
della fibra aiutano nel trattamento della diarrea. Alcuni tipi di fibra
vengono convertiti a livello intestinale in acidi grassi, che sono di
aiuto nel prevenire la proliferazione di batteri nocivi.
L'aggiunta di fibre negli alimenti per gatti può
essere utile nel ridurre e prevenire l'obesità. La fibra che viene
aggiunta agli alimenti ideati per la perdita di peso contribuisce ad
aumentare il volume del cibo e promuovere un senso di sazietà (pienezza)
senza aggiungere calorie. Il gatto mangia a sufficienza per sentirsi
sazio, ma consuma meno calorie e perde così peso.
Vitamine
Le vitamine si dividono in vitamine liposolubili, che
sono in grado di accumularsi nell’organismo (vitamina A, E, D e K) e
vitamine idrosolubili, il cui eccesso è immediatamente eliminato
(vitamina C e del gruppo B).
Vitamina A
La vitamina A è conosciuta soprattutto per la sua importanza nella
visione. E' anche coinvolta in altri processi, come ad esempio la
funzione delle membrane cellulari e la crescita delle ossa e dei denti.
Il beta carotene presente nei vegetali è usato da molti mammiferi come
precursore della vitamina A. Il gatto, invece, non è in grado di
convertire il beta carotene in vitamina A e deve pertanto ottenere la
vitamina A dagli alimenti di origine animale. Buone fonti per il gatto
sono organi come il fegato e i reni, mentre il tessuto muscolare è
relativamente scarso di questa vitamina. Tuttavia, è importante tenere
presente che l’eccesso di vitamina A può essere nociva quanto la
carenza: i gatti alimentati con quantità rilevanti di fegato crudo
sviluppano una condizione nota come ipervitaminosi A, che si manifesta
con letargia, mantello arruffato, rigidità della spina dorsale e altri
problemi scheletrici. Il fabbisogno giornaliero di un gatto adulto è di
circa 650-850 Unità Internazionali, presenti in appena 5 g di fegato
bovino. Il fegato non va somministrato ai gatti più di una volta alla
settimana e sempre in piccola quantità.
Vitamina D
La vitamina D è coinvolta nel metabolismo del calcio e quindi dello
scheletro. I tessuti animali hanno un basso contenuto di calcio perciò
la dieta del gatto deve essere integrata con questo minerale. Una
carenza di vitamina D e/o di calcio causano il rachitismo. Tuttavia, i
gatti hanno un fabbisogno molto limitato di vitamina D, e quando la
quantità di calcio e il suo rapporto con il fosforo nella dieta sono
normali, il rachitismo vero è molto raro. La vitamina D si forma
nell’organismo anche per esposizione alla luce solare.
Vitamina E
Anche se molto raramente, nei gatti può verificarsi la carenza di
vitamina E, soprattutto se vengono somministrati alimenti contenenti
grandi quantità di grassi insaturi senza aggiunta di antiossidanti. I
grassi insaturi si ossidano e irrancidiscono facilmente, causando di
conseguenza la distruzione della vitamina E presente. La carenza di
vitamina E causa la steatite, l'infiammazione del grasso, e si può
verificare con un’alimentazione a base di tonno rosso, che non contiene
antiossidanti o un’integrazione di vitamina E. Gli alimenti di marca
contenenti tonno sono adeguatamente protetti in questo senso e non
causano problemi.
Vitamina C
Contrariamente alle persone e ai porcellini d’India, i gatti non
hanno bisogno di vitamina C in quanto il loro organismo è in grado di
produrla.
Le vitamine del gruppo B
Le vitamine idrosolubili che sono importanti nella nutrizione del
gatto sono tutte quelle del gruppo B. La vitamina B1, o tiamina, è
necessaria in quantità relativamente elevate nel gatto. Poiché viene
progressivamente distrutta dal riscaldamento, viene aggiunta durante la
produzione degli alimenti commerciali. La vitamina B1 viene distrutta
anche quando si cucina in casa la carne, che risulta quindi carente. Le
diete a base di pesce crudo possono tradursi in una carenza di B1, a
causa della presenza di tiaminasi che distrugge la vitamina.
Minerali
I minerali possono essere suddivisi in due gruppi, i
macroelementi (es. il calcio) che sono necessari in grande quantità e i
microelementi o minerali traccia che sono necessari in quantità molto
minore. Quasi tutto il calcio del corpo (il 99% circa) è contenuto nello
scheletro e nei denti. I tessuti molli come carni e frattaglie
contengono livelli di calcio molto bassi e se sono somministrati come
unica fonte di cibo causano una carenza di calcio. I prodotti
commerciali di buona qualità vengono integrati con la corretta quantità
di calcio e sono completi. Il latte è una buona fonte di calcio,
purtroppo alcuni gatti non sono in grado di tollerare lo zucchero del
latte (il lattosio), a causa di un’insufficiente quantità di enzima
lattasi, importante per la digestione di lattosio. Molti gatti, in
particolare di razza Siamese, non gradiscono affatto il latte. Gli
alimenti di buona marca apportano una quantità sufficiente di micro e
macroelementi.
Acqua
L'acqua è il nutriente più importante necessario per
sostenere la vita. A dispetto delle credenze popolari, i gatti
richiedono acqua fresca e pulita durante tutto il giorno, anche se
bevono pure latte.
L’alimentazione dei gattini

I gattini, che alla nascita in media pesano circa 100
g, hanno un tasso di crescita notevole. Durante la prima settimana
raddoppiano il loro peso e aumentano di circa 100 g alla settimana fino
a circa 6 mesi di età. A causa dello sforzo intenso a cui è sottoposta
la gatta durante l'allattamento, i gattini dovrebbero essere
incoraggiati a mangiare cibi solidi a partire dall’età di 3 settimane,
completando lo svezzamento a 8 settimane. Il cibo offerto ai gattini
deve essere tenero e saporito. Man mano sviluppano l'interesse e la
capacità di assumere cibi solidi, i gattini riducono la richiesta di
latte materno, la cui produzione diminuirà gradualmente. Idealmente, i
gattini dovrebbero essere svezzati con gli alimenti che formeranno la
loro dieta futura. È consigliabile offrire una varietà di marche (sempre
di qualità elevata) per evitare che si fissino su un solo tipo di
alimento rifiutando ogni altra varietà.
Per essere adatto ai gattini un alimento deve
soddisfare una serie di criteri. Deve essere altamente digeribile e
avere un odore, un sapore e una consistenza che incoraggiano il gattino
a mangiare. Si possono somministrare anche alimenti secchi come le
crocchette, che sono molto caloriche, ma può essere necessario prima
ammollarle in acqua o latte. Dopo lo svezzamento, i gattini dovrebbero
continuare ad essere alimentati a volontà con cibo per gattini in
crescita di buona qualità. In genere i gattini non hanno problemi legati
ad un'eccessiva assunzione di calorie e quindi di l'obesità. Dal momento
che hanno uno stomaco relativamente piccolo, i gattini dovrebbero essere
alimentati con piccoli pasti ad intervalli regolari.
Implicazioni pratiche nell'alimentazione dei gatti sani e malati
Lo studio del comportamento alimentare dei gatti ha
molte applicazioni pratiche per il proprietario. Odore, consistenza e
temperatura del cibo sono fattori importanti nel comportamento
alimentare del gatto, che può essere manipolato per tentare il gatto
difficile o malato.
Ci sono diversi modi in cui l’alimentazione può
essere manipolata per stimolare il consumo di cibo da parte del gatto
malato. L'offerta di un cibo gradevole con un forte odore aiuterà ad
iniziare l'assunzione di cibo; il riscaldamento del cibo a circa 35°C
dovrebbe aumentare anche l'aroma prodotto dal cibo. Di conseguenza, gli
alimenti che sono conservati in frigorifero devono essere
precedentemente riscaldati o almeno lasciati raggiungere la temperatura
ambiente prima di venire offerti.
Quando il cibo viene lasciato nella ciotola con il
passare delle ore diminuisce l'odore rilasciato, rendendolo meno
attraente. Quindi offrendo regolarmente piccole quantità di cibo
gradevole e tiepido se ne può migliorare il consumo da parte dei gatti
con gusti difficili. Anche aumentando la varietà di sapori (offrendo
diverse marche e tipi) e di consistenza (secco e umido) si può aumentare
l'assunzione di cibo.
Se per il trattamento di una malattia è necessaria
una dieta speciale, è preferibile introdurla gradualmente, mentre il
gatto ha ancora accesso alla sua dieta originale (a meno che non sia
controindicato per motivi medici). Questo processo permette al gatto di
familiarizzare con la nuova dieta e imparare che è sicura da mangiare.
Tuttavia, il rifiuto di consumare un nuovo alimento può essere associato
a scarsa palatabilità piuttosto che alla mancanza di familiarità per il
nuovo cibo. Infine, poiché nei momenti di stress il gatto preferisce una
dieta familiare, i proprietari devono garantire che sia disponibile una
dieta accettabile per il proprio gatto quando è collocato in un ambiente
diverso, come ad esempio una pensione.
L'alimentazione
in pratica
La dieta naturale tipica dei gatti (rappresentata
soprattutto da topi e altri piccoli roditori), è costituta da circa il
45% di proteine, il 45% di grassi e solo il 4-5% di carboidrati. E'
molto difficile, se non impossibile, riuscire a preparare una dieta
casalinga completa e bilanciata senza specifiche competenze di
nutrizione animale. Si rischia facilmente di creare gravi carenze o
eccessi, soprattutto per quanto riguarda le vitamine e i micro e
macroelementi. Un errore grave è ad esempio alimentare il gatto con sola
carne o polpa di pesce, che sono quasi completamente privi di calcio e
causano gravi difetti scheletrici. È anche ovvio che non si può nutrire
il gatto di casa con topolini e uccellini. Ricorrere agli alimenti
commerciali diventa quindi una necessità, purché si faccia una scelta
oculata. È sbagliato affidarsi ad alimenti commerciali economici, di
marche di bassa qualità, per risparmiare. La qualità dell'alimentazione
si riflette direttamente sulla salute e la longevità, perciò un alimento
di qualità favorisce una vita lunga e sana.
Non necessariamente le marche più pubblicizzate sono
le migliori: al limite sono quelle che investono maggiormente in
pubblicità. Come regola generale, i prodotti di qualità superiore si
trovano nei negozi specializzati, non nei supermercati (sicuramente non
nei discount), anche se nei negozi si possono trovare anche prodotti di
livello inferiore.
Le marche migliori hanno diverse linee di prodotti
secondo lo stadio di vita del gatto (es. crescita, adulto, maturo,
anziano), dal momento che le esigenze alimentari variano secondo l'età.
Un gattino che mangia un alimento per adulti non otterrà la quantità
necessaria di calorie, proteine, vitamine e minerali di cui ha bisogno
per una crescita corretta. Un gatto adulto che mangia un cibo per
gattini rischia di ingrassare. Un gatto anziano può aver bisogno di un
alimento di elevata qualità con meno calorie e più facilmente
digeribile.
Riguardo al tipo di cibo (crocchette, bocconcini,
paté o cibo umido in scatola) vi sono pro e contro da valutare. Le
crocchette sono più economiche (non si paga l’acqua) e mantengono le
loro caratteristiche anche se lasciate nella ciotola per ore. Durante la
stagione calda sono una scelta molto conveniente. Le crocchette dopo la
masticazione non lasciano residui di cibo in bocca, prevenendo la
formazione di placca e tartaro. In genere contengono elevati livelli di
carboidrati, necessari per la loro fabbricazione.
Gli altri alimenti sono più ricchi di acqua, e
possono essere indicati in caso di problemi specifici, ad esempio per
permettere una maggior assunzione di acqua, necessaria nei gatti con
insufficienza renale. Possono essere fabbricati senza l’impiego di
carboidrati, il che è un vantaggio per la dieta del gatto. I cibi umidi
sono relativamente più costosi e tendono a deperire rapidamente,
soprattutto nella stagione calda. Sembra che gli alimenti contenuti in
lattine con apertura a strappo siano implicati nell’insorgenza di
ipertiroidismo.
Per individuare un alimento di ottima qualità
osservate l'etichetta. Il gatto è un carnivoro e ha bisogno di
ingredienti di alta qualità, vale a dire proteine di origine animale
molto digeribili. Alcune marche economiche impiegano principalmente
ingredienti di scarsa qualità e poco digeribili, che quindi non
forniscono una nutrizione ottimale. Anche se tecnicamente possono essere
conformi alle specifiche richieste riguardo le percentuali di proteine,
grassi, carboidrati, ecc, questi alimenti forniscono un minor apporto
energetico e contengono proteine di scarsa qualità. Per questo motivo
molte sostanze possono passare attraverso il sistema digerente del gatto
senza essere assorbite, perciò si devono somministrare maggiori quantità
di cibo di qualità inferiore per fornire al gatto gli stessi nutrienti
forniti da una minore quantità di cibo di alta qualità. Quando si
confronta il costo di questi alimenti sulla base della quantità
giornaliera consumata dal gatto ci si rende conto che gli alimenti
economici possono effettivamente costare di più nel lungo periodo.
Quando si è alla ricerca di un alimento di qualità
per il gatto, un buon punto di partenza consiste nel valutare l'elenco
degli ingredienti. L'etichetta elenca gli ingredienti in ordine
decrescente di peso. Verificate che i primi ingredienti siano di origine
animale come carne, pesce, uova, o farina di carne o di pesce,
preferibilmente non sottoprodotti. Carne, pesce, uova hanno tutti un
alto valore biologico, il che significa che hanno una percentuale
elevata di proteine digeribili, utilizzabili dall'organismo.
Capire l’etichetta
Poiché per valutare la qualità di un alimento
commerciale si deve controllare l’etichetta, è importante saperla
interpretare correttamente. La prima cosa da verificare è la data di
scadenza, che è obbligatoria e va sempre controllata prima
dell’acquisto.
I mangimi migliori sono formulati per uno specifico stadio della vita,
per esempio l’accrescimento, il mantenimento (gatti adulti), l’età
avanzata (gatti "senior"), e questo è chiaramente specificato sulla
confezione.
Le istruzioni riportano la quantità di alimento da somministrare
quotidianamente, ma si tratta di un’indicazione media. La quantità
effettiva va modificata in base alle specifiche esigenze, come il
livello di attività. Se per esempio con la dose consigliata il gatto
tende ad ingrassare, la si deve ridurre leggermente.
L’elenco degli ingredienti
Gli ingredienti che compongono il mangime vengono
sempre elencati sull’etichetta in ordine decrescente di quantità,
pertanto al primo posto si trova l'ingrediente in quantità
percentualmente maggiore. Nei migliori alimenti per gatti ai primi posti
ci saranno sostanze di origine animale (carni, farine di carne, uova,
fegato…), mentre in quelli più scadenti troveremo elencate una serie di
sostanze vegetali, per esempio i cereali, fonte di proteine a buon
mercato, ma poco adatte alla fisiologia di un animale strettamente
carnivoro.
L’analisi
Una delle informazioni riportate nell’etichetta è
l’analisi degli ingredienti, vale a dire i livelli medi dei vari
nutrienti: proteine, grassi, fibra, ceneri e, se presente in percentuale
superiore al 14%, anche l’acqua. I carboidrati non sono indicati e vanno
calcolati per sottrazione (100 meno tutti gli altri elementi). È
importante sapere la percentuale di carboidrati, perché sono un
ingrediente più economico della carne ma poco indicato per il gatto.
Maggiore è la percentuale di carboidrati, più scadente è il prodotto.
Per legge, l’etichetta è tenuta a riportare la percentuale di proteine
ma non il loro valore biologico, perciò per capire se si tratta di un
alimento valido occorre vedere quali sono gli ingredienti che forniscono
le proteine: ovviamente, carne, pesce e uova saranno preferibili ai
cereali.
Nel paragonare la composizione di diversi alimenti è
un errore confrontare direttamente i valori indicati dall’etichetta,
perché il paragone va fatto sulla cosiddetta sostanza secca, vale a dire
dopo aver sottratto la percentuale di acqua. L’acqua, infatti, può
arrivare a quote molto elevate nei cibi umidi, fino all’80% circa. Per
convertire ogni elemento in percentuale sulla sostanza secca si divide
la sua percentuale come riportata sull’etichetta per la percentuale di
sostanza secca (SS), che è 100 meno la percentuale di acqua.
Supponiamo, per esempio, di voler conoscere la
percentuale di proteine sulla SS di un alimento che riporta in etichetta
il 40% di acqua e il 26% di proteine. Sappiamo che la SS è del 60% (100
– 40% di acqua); avremo: (26 x 100) : 60 = 43, che è la quota proteica
sulla SS.
Gli errori da evitare
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Non date al gatto cibo per cani: i gatti hanno
fabbisogni alimentari diversi dai cani, ad esempio hanno bisogno di
più proteine nella loro dieta, di alcuni aminoacidi, come la taurina
e arginina, di alcuni acidi grassi, come l'acido arachidonico e
l'acido linoleico e di vitamina A preformata. Ai gatti va
somministrato un alimento formulato specificamente per loro.
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Non scegliete alimenti commerciali in base al
prezzo più basso, perché le materie prime di qualità hanno un costo.
I prodotti di qualità hanno una digeribilità del 70-80%, quelli più
scadenti del 60% circa. Alcuni tra i prodotti alimentari con prezzi
più alti non sono necessariamente i migliori, ma molto raramente
quelli con i prezzi inferiori sono alimenti di buona qualità.
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Nutrire il gatto esclusivamente con carne, tonno
in scatola o polpa di pesce causa gravissime carenze di calcio che
danneggiano lo scheletro, soprattutto nei gattini in crescita.
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I ritagli grassi, in gran quantità, non solo
causano obesità ma possono causare la pancreatite, una grave
condizione che può causare la morte.
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Il fegato va dato in quantità molto modesta (non
più di un boccone alla settimana) perché può causare tossicità da
eccesso di vitamina A, che causa dolorose alterazioni dello
scheletro.
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Il bianco d'uovo crudo contiene una sostanza, l'avidina,
che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B, causandone la
carenza.
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Il polmone ha un valore nutritivo molto scarso.
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Ossa e lische sono molto pericolose e non vanno
mai date ai gatti; possono rimanere incastrate o lacerare la bocca,
l'esofago e il resto dell'apparato digerente.

Il cambio di
alimentazione
Quando avete fatto qualche confronto e scelto un
alimento ben formulato, il passaggio dal cibo attuale a quello nuovo va
fatto con gradualità. Nell’intestino sono presenti batteri che aiutano a
digerire il cibo; le specie di batteri sono numerosissime e vengono
selezionate in base al cibo consumato abitualmente. Un improvviso cambio
di alimentazione può alterare repentinamente la flora batterica,
rendendo più difficile la digestione e causando disturbi intestinali.
Per evitare problemi si deve passare ad un nuovo tipo di cibo
lentamente, nel corso di almeno 7-10 giorni. Si inizia mescolando il 25%
del cibo nuovo e 75% del vecchio per almeno 3 giorni. Se tutto va bene,
si passa al 50% di ciascun tipo di cibo per 3 giorni, poi il 75% nuovo e
25% vecchio per 3 giorni. In seguito, il gatto dovrebbe essere pronto a
mangiare solo il cibo nuovo. In caso di problemi, consultate il
veterinario per un consiglio.
Dopo circa un mese dal cambio di alimentazione, date
un'occhiata al gatto per verificare l'effetto che il nuovo alimento ha
avuto sul gatto. Occhi lucenti, un mantello lucido e in ordine, uno
stato di nutrizione ottimale (non troppo magro e non troppo grasso),
feci compatte e non troppo odorose e tanta vitalità vi faranno capire
che l'alimentazione è giusta.
Le diete terapeutiche
Gli studi di nutrizione hanno fatto notevoli
progressi negli ultimi anni permettendo di formulare una varietà di
alimenti specifici per molte condizioni patologiche (come diabete,
insufficienza renale, obesità, calcoli urinari, convalescenza, allergia
alimentare, disturbi intestinali). Queste diete, che vanno somministrate
solo su specifica prescrizione e secondo le indicazioni del veterinario,
possono rappresentare un valido aiuto nel trattamento di molte
condizioni.
Gli integratori
Se si somministra al gatto una dieta commerciale di
elevata qualità non si deve aggiungere alcun integratore
minerale-vitaminico, perché si creerebbe un problema di eccesso,
pericoloso per la salute.
Nel caso di diete casalinghe, prima di somministrare
integratori è preferibile chiedere consigli al veterinario per evitare
di creare squilibri. Talvolta gli integratori vengono prescritti a gatti
debilitati o malnutriti, ma è anche possibile evitarne l’uso ricorrendo
ad una dieta bilanciata o a un alimento commerciale specifico molto
nutriente, calorico e digeribile.
La frequenza dei pasti
Il gatto ama fare pasti piccoli e frequenti, circa
10-20 al giorno; questo rispecchia l’attività predatoria del gatto
selvatico, che uccide e consuma piccole prede più volte al giorno, se la
caccia ha successo. Nei gatti che non hanno problemi di soprappeso e in
quelli in crescita è possibile lasciare il cibo sempre a disposizione,
in particolare se è del tipo secco, in modo che il gatto lo consumi
secondo le necessità del suo organismo. Un gatto sano e attivo
normalmente mangia la quantità di alimento utile a soddisfare le sue
necessità caloriche, e non di più.
Poiché gli alimenti commerciali sono studiati apposta
per essere molto appetibili, e il gatto in appartamento ha minori
possibilità di praticare esercizio fisico rispetto quello selvatico, in
molti casi può essere necessario razionare l’alimento per evitare
problemi di obesità. In tal caso la quota totale giornaliera sufficiente
a mantenere il gatto in forma può essere divisa in 5-6 piccoli pasti. È
importante seguire una routine, lasciando il cibo a disposizione a orari
fissi, senza mai cedere alle richieste. Il gatto impara rapidamente gli
orari dei pasti, evitando di mendicare in modo incessante. Altrettanto
importante è evitare di allungare al micio qualche bocconcino dal
proprio piatto, se non si vuole insegnargli a essere insopportabilmente
noioso e insistente durante pranzo e cena.
Al momento del pasto molti gatti richiedono qualche
coccola dal padrone prima di iniziare a mangiare. Questo comportamento
richiama il legame tra il gattino e la madre, con la quale il gatto
identifica la persona che si prende cura di lui fornendogli il cibo di
cui ha bisogno per sopravvivere. Al momento del pasto, prendetevi
qualche minuto per carezzare il gatto e parlargli, in modo da rinforzare
il legame che vi unisce.
Il consumo di erba
I gatti amano moltissimo ingerire fili d’erba, cosa
che può apparire insolita per un carnivoro. Lo scopo di questo
comportamento non è del tutto chiarito. Si ritiene che il gatto mangi
erba per indurre il vomito grazie all’azione meccanica dei fili d’erba
sulla parete dello stomaco; in questo modo può liberarsi di sostanze
indigeribili come il pelo ingerito leccandosi o le ossa più grosse delle
sue prede.
In mancanza di erba molti gatti d’appartamento si
adattano a ingerire le piante in vaso, con il pericolo di avvelenarsi.
Si può ovviare al problema lasciando a disposizione del gatto dell’erba
coltivata, di cui si trovano i semi in vendita nei negozi per animali.