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La filariosi cardiopolmonare
Cos’è la filariosi?
E’ una malattia sostenuta da un verme chiamato
filaria (Dirofilaria immitis), per la sua forma sottile e
allungata. Il parassita viene trasmesso dalle zanzare (compresa la
zanzara tigre) ed è molto diffuso nelle nostre zone dove questa malattia
è endemica. L’ospite specifico della filaria è il cane, in cui il
parassita riesce a svolgere nel modo migliore il suo ciclo vitale,
raggiungendo il pieno sviluppo (30 cm di lunghezza). La filaria adulta
vive nel cuore destro e nell’arteria polmonare degli animali colpiti e
si riproduce emettendo delle larve microscopiche, dette microfilarie,
che restano in circolo nel sangue.

Una microfilaria vista al microscopio
I cani, o altre specie animali, infestati dalla filaria, non
costituiscono alcun problema per le persone.
Vediamo ora più in dettaglio la filaria in queste tre specie:
- cane
-
gatto
-
furetto
La filaria nel cane
Come si trasmette?
Quando una zanzara punge un cane infestato, insieme
al sangue aspira anche alcune microfilarie, che in seguito può iniettare
ad un altro cane (o un altro animale) trasmettendogli la malattia. Le
microfilarie, inoculate nei tessuti del nuovo ospite, iniziano a
crescere e a spostarsi verso il cuore, dove vanno a localizzarsi dopo
circa sei mesi, quando sono ormai diventate vermi adulti in grado di
ricominciare il ciclo e produrre a loro volta altre microfilarie.
Il numero di parassiti adulti che infestano il cuore e l’arteria
polmonare varia da soggetto a soggetto (da 3 a 50) e sono state
osservate anche infestazioni sostenute da 100 parassiti adulti! Le
filarie nel cane possono vivere 5-7 anni, se non provocano prima la
morte dell’ospite.
Il contagio può avvenire solo tramite la zanzara, e non è possibile per
semplice vicinanza tra due cani.
Quali sono i sintomi della malattia?
Le filarie possono causare gravi danni al cuore e ai
vasi polmonari, provocando con il tempo insufficienza cardiaca e infine
morte. Questa malattia si manifesta in modo particolarmente subdolo:
all’inizio dell’infezione, anche se nel cuore sono presenti le filarie,
è difficile vederne i segni clinici. Progressivamente si manifestano
dimagramento, facile affaticabilità, scarsa resistenza allo sforzo,
tosse. Quando si osservano questi sintomi significa che si sono già
instaurate lesioni cardiache e polmonari e occorre intervenire al più
presto.
Come si fa a diagnosticare la malattia?
Il metodo più sicuro per diagnosticare la filariosi
cardiopolmonare consiste nell’eseguire un semplice test, un esame
sierologico eseguito da un piccolo prelievo di sangue; il test è in
grado di svelare la presenza dei vermi adulti nel cuore, ma non quelli
giovani ancora in fase di sviluppo. Devono infatti passare almeno sei
mesi dalla puntura di una zanzara infestata affinché questo test sia
significativo, pertanto di norma lo si esegue in primavera, entro i
primi di maggio, prima di iniziare la prevenzione. L’osservazione
diretta al microscopio di una goccia di sangue può mostrare la presenza
delle microfilarie, le larve prodotte dai vermi adulti. Tuttavia in una
grande percentuale di cani parassitati questo tipo di esame risulta
negativo e non è attendibile come il test sierologico.
Il test andrebbe eseguito almeno ogni due anni prima di iniziare la
stagione della prevenzione, in modo che se il cane risulta positivo si
procede subito alla cura della malattia prima di vederne i primi
segnali. La prevenzione, infatti, ha senso se fatta in cani sani nonchè
negativi al test.
Come si può prevenire?
La filariosi cardiopolmonare si può fortunatamente
prevenire in modo sicuro ed efficace. Esistono in commercio vari
prodotti che verranno qui di seguito elencati.
Compresse o tavolette appetibili. Vanno somministrate una volta al
mese da maggio a novembre compreso, il periodo in cui sono presenti le
zanzare. L’inizio della stagione della prevenzione comunque inizia
diversamente da zona a zona, a seconda del clima. Se vedete comparire
delle zanzare già in aprile state comunque tranquilli: il vostro cane è
protetto dato che la compressa ha un effetto retroattivo, cioè protegge
il cane per tutto il mese precedente dall’inizio del trattamento, poiché
il farmaco uccide le larve di filaria inoculate nel cane i 30 giorni
precedenti.
Fialette: si applicano sulla cute una volta al mese, allo stesso
modo delle fiale per le pulci.
Iniezione: è possibile utilizzare un nuovo prodotto che,
somministrato per iniezione, è in grado di fornire una protezione
completa che dura tutto l’anno. Si tratta di una soluzione di indubbia
praticità, perché mette al sicuro da eventuali dimenticanze nella
prevenzione.
Altre misure di profilassi, come tenere il cane al chiuso al crepuscolo
o di notte, trattare gli animali con un repellente per le zanzare,
evitare le aree endemiche nei periodi dell’anno in cui le zanzare sono
attive, sono assai meno sicuri e non affidabili. Non si deve tra l’altro
dimenticare che le diffusissime zanzare tigre colpiscono anche di
giorno.
Prima di iniziare la prevenzione, è importante accertarsi che il cane
sia negativo, effettuando il test specifico.
Nei cani non sottoposti a prevenzione il numero di parassiti può
aumentare di anno in anno, in seguito alla continua puntura delle
zanzare.
Come si cura un cane infetto?
Stabilita la diagnosi, prima di iniziare la terapia
si eseguono degli esami per stabilire le condizioni di salute del cane
in generale e le eventuali lesioni che la malattia ha già provocato a
cuore e vasi polmonari. Questo permette di quantificare i rischi
correlati alla terapia e di impostare la cura nel modo migliore. Di
norma si esegue una radiografia del torace e un esame del sangue
completo, ma è consigliabile eseguire anche un’ecografia del cuore (ecocardiogramma).
Esistono due tipi di
terapia: la scelta viene fatta in base alle condizioni del cane. Se le
condizioni sono buone si utilizza la melarsomina, un farmaco a base di
arsenico che uccide le filarie adulte presenti nel cuore. Si eseguono
due iniezioni intramuscolari a distanza di 24 ore una dall’altra. Nei
cani in cui le lesioni causate dalla filaria sono avanzate e il rischio
di complicanze è più elevato si preferisce fare una sola iniezione,
aspettare un mese, e poi eseguire le due iniezioni a intervalli di 24
ore. Questo permette di eliminare i parassiti in modo più graduale,
consentendo all’organismo di recuperare meglio.
Nelle settimane successive il cane deve stare in assoluto riposo, per
permettere all’organismo di eliminare i parassiti morti senza che si
creino complicazioni, che non sono certo infrequenti: i frammenti di
vermi morti infatti sono molto pericolosi per il cane, dato che possono
ostruire i vasi e causare emboli.
Un secondo tipo di
terapia, sviluppato di recente, consiste nell’utilizzare un antibiotico
e un antiparassitario in combinazione. Questo tipo di terapia si
prolunga per più tempo, ma è meno rischioso per la salute del cane, e si
impiega nei cani a rischio.
Per saperne di più.
Nonostante esista una
cura per questa malattia, considerati i rischi (e i costi dei farmaci) è
molto importante ricordarsi la prevenzione annuale. Completata con
successo la cura, è opportuno sottoporre il cane ad una regolare
profilassi per evitare che si infesti nuovamente.
La filaria nel
gatto
Anche
il gatto può infestarsi, e anzi in alcune aree della Pianura Padana la
percentuale di gatti infestati è notevole. Al contrario del cane, il
gatto non è un ospite tipico della filaria: quando riescono a
raggiungere il cuore e diventare adulte le filarie in genere rimangono
più piccole del normale e vivono meno (2-3 anni, a differenza del cane
in cui possono vivere 5-7 anni). Alcuni gatti riescono perfino a
liberarsi spontaneamente dell’infestazione, e diventano immuni alla
filaria.
Nel gatto, però, la filariosi rappresenta un pericolo ancora più grave
che nel cane, perché il suo cuore è molto più piccolo e bastano pochi
vermi per causare gravi problemi, fino alla morte. Inoltre, nei gatti infetti di solito
ci si accorge dell’infestazione quando è troppo tardi, quando i vermi,
arrivati al cuore, hanno già causato danni gravi. Inoltre i parassiti non hanno bisogno di
svilupparsi completamente e raggiungere lo stadio adulto per causare
danni: lo possono fare anche allo stadio di larve, causando
un’infiammazione acuta e letale del tessuto polmonare.
Quali sono i sintomi?
Mentre nel cane i sintomi della filariosi sono
riferibili all’insufficienza cardiaca, nel gatto riguardano
principalmente i polmoni e si manifestano con difficoltà respiratoria e
tosse (tanto che talvolta vengono scambiati per attacchi d’asma), scarso
appetito, stanchezza cronica; un altro sintomo possibile, di cui ancora
non si è capito il meccanismo, è il vomito cronico intermittente. Sono
anche possibili casi di morte improvvisa, senza sintomi premonitori, o
forme iperacute con collasso e grave difficoltà respiratoria, che
possono portare rapidamente alla morte.
Come si diagnostica?
Diagnosticare la filariasi nel gatto è più complicato
che nel cane. In primo luogo i sintomi sono vaghi ed è difficile
sospettarla e, quindi, cercarla. Per la diagnosi ci si avvale
principalmente di un test specifico condotto sul sangue, simile a quanto
si fa nel cane. Gli esami radiografici ed ecografici aiutano a stabilire
la gravità della condizione.
È possibile la terapia?
La terapia nel gatto comporta una percentuale di
rischio molto più elevata che nel cane, inoltre il farmaco usato nel
cane può più facilmente avere effetti tossici per il gatto. Per questi
motivi, se non sono presenti sintomi, spesso si preferisce non
intervenire e aspettare la morte spontanea dei parassiti, che nel gatto
vivono al massimo 2-3 anni. Per tutto questo periodo si eseguono
periodicamente dei controlli sullo stato di salute con radiografie del
torace ogni 6-12 mesi circa. Se si osservano segni di lesioni polmonari
si interviene somministrando piccole dosi di farmaci antinfiammatori.
Nel frattempo si attua la prevenzione, in modo che il gatto non
acquisisca nuovi parassiti.
Come si fa la prevenzione nel gatto?
Nelle zone in cui la filaria è diffusa è
consigliabile sottoporre anche i gatti alla prevenzione, proprio perché
in questa specie la malattia è molto più grave e difficile da curare.
Anche nel gatto la prevenzione va effettuata da maggio a novembre, una
volta al mese. I principi attivi sono gli stessi utilizzati nel cane, ma
nel gatto i dosaggi sono diversi e occorre usare prodotti specifici,
seguendo le indicazioni del veterinario.
I prodotti che si possono impiegare sono:
-
fialette da applicare sulla pelle; sono comode
per quei gatti in cui è difficile somministrare farmaci per bocca e
agiscono anche contro le pulci, i pidocchi e i vermi intestinali.
-
tavolette appetibili; di solito sono gradite dal
gatto che le consuma spontaneamente, o possono essere mescolate al
cibo. Hanno efficacia anche contro i parassiti intestinali.
Vanno sottoposti a profilassi anche i gatti che
vivono chiusi in casa: basta una sola puntura di zanzara perché
si ammalino.
La filaria nel
furetto
La filariosi costituisce un grave pericolo anche per
il furetto. Come per il gatto, l’insorgenza della patologia è improvvisa
e la prevenzione quindi assume un ruolo importantissimo ed è
consigliabile in tutti i soggetti che vivono nelle zone a rischio,
mediante gli stessi prodotti utilizzati nel cane e nel gatto, come le
tavolette appetibili e le fialette. Anche nel furetto si può effettuare
la prevenzione con un’iniezione annuale, un sistema pratico e sicuro.
La diagnosi si può eseguire anche nel furetto con un test eseguito sul
sangue (ricerca dell’antigene). Come per il gatto, gli esami
radiografici ed ecografici permettono di valutare la gravità della
condizione.
La terapia può comportare dei rischi, ma un nuovo protocollo sviluppato
di recente sembra molto promettente e più sicuro di quello classico.
Tuttavia, nel caso della filariasi del furetto è assolutamente vero il
detto che è meglio prevenire che curare.
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