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Zecche
Le zecche sono parassiti della pelle che si nutrono del sangue dei loro
ospiti; contrariamente a quanto molti credono, le zecche non si infilano
sotto la pelle degli animali che parassitano (sono in ogni caso troppo
grosse per riuscirci!) e neppure vi infilano dentro la testa. Questi
sgradevoli parassiti possiedono un lungo rostro nel loro apparato
boccale, una specie di arpione, che infiggono nella pelle per succhiare
il sangue.
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Femmina di zecca dura ripiena di sangue.
La freccia indica il rostro |
Esistono molte specie diverse di zecche; sono divise
in due gruppi, zecche dure (per la presenza di uno scudo dorsale rigido)
e zecche molli, entrambe presenti in Italia.
Le zecche non sono capaci di saltare ma possono
arrampicarsi; di solito si trovano tra l’erba, dove restano in attesa di
un animale di passaggio per parassitarlo. Le zecche sono attirate verso
i loro ospiti dal movimento, dal calore emesso dal corpo e dall'anidride
carbonica esalata dai mammiferi; per questo motivo sono attratte da
cani, gatti, roditori, conigli, bovini, piccoli mammiferi, ecc. L’uomo è
un ospite occasionale. Il morso di una zecca in genere è completamente
indolore, ma il parassita può trasmettere importanti malattie (virali,
batteriche, parassitarie) e causare una rara reazione detta paralisi da
zecche (causata da neurotossine). Per questi motivi il controllo delle
zecche è così importante.
Nella stragrande maggioranza dei casi il morso delle zecche è una
seccatura, nulla di più grave. Solo raramente avviene la trasmissione di
malattie infettive, che in gran parte comunque hanno un decorso benigno
e a volte persino inapparente. Si deve comunque tenere presente che ci
vogliono parecchie ore perché una zecca attaccata all’ospite gli
trasmetta un’eventuale malattia, perciò di solito si può prevenire la
trasmissione delle malattie da zecche agli animali seguendo un programma
regolare di trattamenti antiparassitari e cercando e rimuovendo le
zecche dopo che cani e gatti sono stati in luoghi infestati. La zecca
può trasmettere agenti patogeni quando inocula nell’ospite la sua
saliva, cosa che avviene solo dopo un certo tempo dopo essere salita
sull’ospite.
Il ciclo vitale delle zecche
La maggior parte delle specie di zecche vivono per
due anni duranti i quali hanno bisogno di tre diversi ospiti. Ogni
stadio vitale delle zecche richiede un pasto di sangue prima che possa
raggiungere la fase successiva. Le zecche dure hanno quattro fasi della
vita: uovo, larva, ninfa e adulto. Larve e ninfe devono nutrirsi prima
di schiudere e compiere la muta. Le femmine adulte di zecca si nutrono
di sangue, aumentando il loro peso di oltre 100 volte, dopo di che si
staccano dall’ospite e depongono da 100 a 6000 uova, secondo la specie.
Le zecche depongono le uova in zone appartate con una vegetazione fitta.
Dalle uova, che si schiudono in due settimane, emergono le larve, che
vanno verso l’erba alla ricerca di un ospite per compiere il loro primo
pasto di sangue. In questa fase, una volta individuato l’ospite, di
solito un uccello o un roditore, vi restano attaccate per diversi giorni
e poi si lasciano cadere a terra. La fase di ninfa inizia dopo che è
stato completato il primo pasto di sangue. Le ninfe rimangono inattive
durante l'inverno e ricominciano a muoversi in primavera, mettendosi
alla ricerca di un ospite, di solito un roditore, un animale da
compagnia o una persona. Dopo questo pasto di sangue, le zecche
nuovamente si lasciano cadere dall'ospite e passano alla fase adulta.
Per tutto l'autunno, gli adulti di sesso maschile e femminile cercano un
ospite, che è ancora una volta di solito un roditore, un altro animale o
una persona. La femmina adulta rimane sull’ospite a nutrirsi per 8 - 12
giorni. La femmina si accoppia mentre è ancora attaccata al suo ospite;
in seguito entrambe le zecche cadono a terra e i maschi muoiono. La
femmina rimane inattiva durante l'inverno e in primavera depone le uova
in un luogo appartato. Se gli adulti non riescono a trovare un animale
ospite in autunno, possono sopravvivere tra le foglie morte fino alla
primavera.
Come prevenire l’infestazione
su cani e gatti
Se il cane o il gatto escono regolarmente, è
possibile utilizzare qualche tipo di insetticida residuale (ad effetto
prolungato). Il Frontline® (fipronil) è un prodotto spray o
in forma liquida da applicare sulla pelle tra le scapole e scoraggia le
zecche a restare sull’animale o a impiantarsi. Nei cani si può anche
utilizzare uno spray alla permetrina (ma non nei gatti, per cui può
essere letale) come repellente per impedire che salgano sull’animale e
per uccidere quelle già presenti. Nei cani si può anche impiegare un
collare a base di amitraz, che ha una certa efficacia contro le zecche.
In ogni caso, non si deve mai impiegare più di un antiparassitario per
volta, perché l’associazione di più principi attivi contemporaneamente
può causare problemi di tossicità.
Trovare e rimuovere le zecche
Il modo migliore per trovare le zecche su cani e
gatti è quello di passare le mani su tutto il corpo. Controllate che non
siano presenti zecche ogni volta che l’animale torna da una zona
notoriamente infestata (in particolare dove hanno sostato greggi di
pecore, o su campi incolti). Le zecche si localizzano più spesso attorno
alla testa, le orecchie, il collo, e tra le dita, ma possono trovarsi in
qualunque zona del corpo. Se si trova una zecca, questa va rimossa
prontamente. Non fatevi prendere dal panico: prima assicuratevi che ciò
che state per rimuovere sia davvero una zecca. Scostate il pelo e
osservatela con attenzione, cercando di verificare che abbia le zampe. A
molti cani i proprietari hanno tentato di rimuovere capezzoli, nei,
foruncoli, cisti, piccoli tumori o noduli cutanei scambiandoli per
zecche. Nel dubbio, portate l’animale dal veterinario. Rivolgetevi ad un
veterinario anche nel caso non riusciate a rimuovere quella che vi
sembra una zecca, o se dopo la rimozione esce sangue.
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NON toccate la zecca con le mani nude.
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NON schiacciate la zecca.
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NON applicate alcol, benzina, vaselina o
qualunque altra sostanza sulla zecca.
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NON utilizzare una sigaretta accesa o un
fiammifero.
Applicare sostanze varie sulla zecca o cercare di
bruciarla la spinge a rigurgitare nell’animale, trasmettendogli
eventuali agenti infettivi o sostanze tossiche di cui è portatrice.
Utilizzando un paio di pinzette, afferrare la zecca
più vicino possibile al punto di infissione, dove si trova il rostro
conficcato nella pelle, e tirate delicatamente con un movimento
costante, verso l'alto, senza torcere o spingere. Eventualmente
immobilizzate la cute accanto alla zecca con le dita dell’altra mano.
Dopo l’estrazione ponete la zecca in un recipiente ermetico (ad esempio
un barattolo) contenente dell’alcol per farla eventualmente
identificare, e lavate l'area in cui era infissa con un disinfettante.
Verificate di aver rimosso anche il rostro, se possibile. Se il rostro
rimane impiantato, tuttavia, non vi sono conseguenze per l’animale; si
può eventualmente tentare di estrarlo con un ago sterile. È normale che
nel punto in cui la zecca era infissa si formi successivamente un
piccolo nodulo (un granuloma causato dall’infiammazione) che può restare
per alcune settimane.
Profilassi per le persone
Riportiamo di seguito i consigli tratti dal sito del
Ministero della Salute per la prevenzione dell’infestazione nelle
persone.
In caso di permanenza o di escursioni in aree a
rischio, è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, per
rendere evidente la presenza di zecche, resistenti agli strappi, e
con maniche e pantaloni lunghi; questi ultimi dovrebbero essere
infilati nelle calze per evitare la possibile penetrazione dei
parassiti negli interstizi tra gamba e calza. Le calzature
dovrebbero essere chiuse e alte sulle caviglie; è anche
consigliabile l'uso di guanti.
Sulle parti scoperte del corpo è utile
l’applicazione di prodotti repellenti per gli insetti a base di N,N-dietil-n-toluamide
(DEET), di dimetil-ftalato, benzoato di benzile, di permetrina e di
acaricidi, ripetendola, se necessario (ad esempio in caso di
sudorazione intensa), ogni 2-3 ore.
I repellenti a base di DEET e gli insetticidi a
base di permetrina possono, pur se con precauzione, anche essere
spruzzati sui vestiti.
I prodotti repellenti vanno impiegati con cautela
nei bambini, per la possibilità di effetti indesiderati: il prodotto
repellente non deve essere inalato o ingerito, o portato a contatto
con gli occhi, non deve essere applicato su cute irritata o
escoriata; va applicato soltanto sulle parti scoperte; deve essere
evitata l’applicazione di prodotti ad alta concentrazione; le
superfici cutanee trattate vanno lavate immediatamente dopo il
ritorno in ambienti chiusi o al manifestarsi di sintomi sospetti
(prurito, infiammazione), per i quali è opportuno consultare
immediatamente un medico.
E’ consigliabile camminare al centro dei
sentieri, evitando per quanto possibile il contatto con la
vegetazione.
In caso di lavoro o sosta in aree conosciute come
infestate, è opportuno procedere a periodiche ispezioni degli
indumenti e delle parti scoperte (ogni 3-4 ore). Al ritorno da
un’escursione o al termine del lavoro in una zona conosciuta come
infestata, è importante procedere ad un’accurata ispezione di tutto
il corpo, con l’aiuto di un’altra persona per le zone difficilmente
ispezionabili, senza trascurare il cuoio capelluto, per verificare
la presenza di zecche e procedere alla loro immediata rimozione.
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