La micosi cutanea, o più precisamente dermatofitosi, è una malattia
della pelle causata da alcune specie di funghi, detti dermatofiti (ben
diversi dai funghi che siamo abituati a vedere dall’ortolano!). Questi
funghi si nutrono delle cellule morte della pelle (le più superficiali)
e dei peli; causano l’infiammazione della pelle e la rottura dei peli,
per cui appaiono in cani e gatti come lesioni prive di peli e ricoperte
di piccole croste grigiastre. Tuttavia la micosi cutanea può avere anche
aspetti molto diversi, e non è possibile diagnosticarla in base al solo
aspetto.
Due esempi di lesioni causate da funghi della pelle
I funghi si trasmettono tramite spore microscopiche diffuse ovunque
nell’ambiente; le spore sono molto resistenti e possono persistere per
mesi. È quindi molto facile per un animale venire a contatto con le
spore e contrarre la malattia. Tuttavia il solo contatto non è
sufficiente: nella stragrande maggioranza dei casi l’organismo riesce a
combattere efficacemente il fungo senza ammalarsi. L’infezione si
verifica più facilmente nei soggetti in cui il sistema immunitario non è
ancora pienamente maturo, come nei cuccioli e nei gattini, o in cui non
funziona adeguatamente, come nei soggetti debilitati o ammalati. La
micosi può manifestarsi anche in animali sani, i quali però guariscono
con facilità, talvolta anche senza terapia. L’infezione è facilitata da
piccole lesioni della pelle, ad esempio abrasioni causate dal
grattamento, o sul muso negli animali che scavano.
L’infezione può colpire anche le persone. Come per gli animali, la
possibilità di infettarsi dipende molto dall’efficienza del sistema
immunitario, pertanto sono maggiormente a rischio i bambini, le persone
molto anziane, i soggetti con AIDS, chi prende farmaci contro il rigetto
o è in chemioterapia. Le persone sane raramente si ammalano; in ogni
caso, se un proprietario non ha già contratto la micosi quando questa
viene diagnosticata al suo animale, difficilmente si ammalerà in
seguito.
Quando è presente una lesione sospetta su un cane o un gatto è
necessario avere la conferma che si tratti di micosi, prima di iniziare
la terapia. Come già detto, il solo aspetto non permette di fare
diagnosi perché altre malattie possono simulare questo tipo di
infezione.
Il primo test che si effettua, per praticità e immediatezza, è
l’esame della lesione con una speciale lampada a luce ultravioletta,
detta lampada di Wood. Circa la metà dei funghi appartenenti alla specie
più comune quando vengono illuminati con la lampada di Wood emettono una
particolare fluorescenza, molto caratteristica, che fa brillare di luce
verdastra i peli infetti, rendendoli facilmente riconoscibili. Un altro
metodo semplice e rapido per eseguire la diagnosi consiste
nell’osservare al microscopio del materiale prelevato dalla cute
infiammata: spesso il veterinario è in grado di osservare i peli infetti
e confermare la diagnosi. Qualora ciò non sia possibile (non sempre si
riesce a vedere il fungo al microscopio) si prelevano dei peli e si
mettono in un apposito terreno di coltura, per farli crescere. In questo
modo non è solo possibile confermare la diagnosi, ma si può anche
stabilire di che specie di fungo si tratta. La coltura ha lo svantaggio
che può richiedere da un minimo di 10 giorni ad alcune settimane per
dare risultati. Pertanto, in attesa dell’esito dell’esame spesso si
inizia comunque un trattamento per la micosi.
Talvolta le lesioni micotiche hanno un aspetto così insolito che per
la diagnosi si ricorre ad una biopsia cutanea, che permette di osservare
al microscopio un frammento di pelle opportunamente fissato e colorato.
La terapia varia secondo il tipo di animale e l’estensione della
lesione. Nei gatti a pelo lungo (es. i persiani), negli animali giovani
e in quelli con lesioni estese è spesso preferibile eseguire un
trattamento con un prodotto somministrato per bocca, che permette di
trattare in modo molto semplice ed efficace tutto il mantello. Il
farmaco infatti, dopo essere stato assorbito dall’apparato digerente, si
distribuisce su tutta la superficie del corpo e in particolare su tutti
i peli. Il medicinale più efficace e sicuro al momento è l’itraconazolo,
che ha reso ormai superato un vecchio prodotto, la grisofulvina, che può
presentare maggiori problemi di tossicità. Un’altra possibilità consiste
nell’impiego di specifici shampoo o di spugnature da applicare su tutto
il corpo.
Nel caso di piccole lesioni presenti su animali adulti può essere
sufficiente un trattamento locale, da applicare un paio di volte alla
settimana. Non si deve dimenticare che se sono presenti più animali che
vivono insieme, uno solo può mostrare lesioni, ma gli altri possono
essere portatori sani, ossia ospitare nel pelo le spore del fungo pur
non essendo malati. In certi casi il veterinario può perciò prescrivere
la terapia a tutti gli animali in contatto.
È importante proseguire la terapia fino a completa guarigione, pertanto
si devono eseguire visite periodiche per valutare i progressi.
Non si deve dimenticare che la dermatofitosi può colpire anche le
persone, in cui causa lesioni della pelle infiammate e tondeggianti, che
tendono ad espandersi. In caso di lesioni sospette è quindi opportuno
farsi visitare dal medico. Non si deve comunque drammatizzare, perché di
norma la micosi cutanea è una lesione benigna (per quanto un po’
fastidiosa) sia negli animali domestici che nelle persone, e quasi
sempre facile da curare.